Da Il Giornale. I big si fanno i dispetti e chi pedala li beffa

| 20/05/2010 | 08:57
Caro diario, dovresti sentirli: hanno rottamato il Giro con le loro strategie demenziali, hanno sfregiato la tappa simbolo dell’Aquila, hanno proposto in mondovisione una figuraccia di proporzioni bibliche, e ancora parlano. Sono i big di classifica, sono i loro furbissimi direttori sportivi, gli Special-One dell’ammiraglia. Sono magnifici: 56 corridori partono in fuga all’inizio della tappa più lunga e più insidiosa, tra questi ci sono grandi favoriti come Sastre e Wiggins, ma loro dormono. Si scatenano solo dopo, quando è il momento della chiacchiera: raccontano che la giuria non ha comunicato subito l’entità del vantaggio. L’abbiamo saputo quando davanti avevano già 8’, strepitano. Strano: si battono da anni per avere radioline, telefonini, televisioni e magari raggi laser in ammiraglia, eppure sono qui a dire che è mancata la comunicazione. Ma diamogliela pure per buona. La domanda diventa subito questa: com’è che quando l’avete saputo avete subito perso altri 10’, lasciando arrivare il fugone fino a 18’?
E qui entra in gioco la pura e semplice realtà: al Giro 2010 non esiste la noia, ma loro hanno giocato a perdere. A farsi dispetti, ripicche e carognate. Questa la verità. Così, mentre davanti la gattamorta Sastre (voto 11) se li cucina con quasi 13’ di vantaggio finale, arrivando terzo all’Aquila e rientrando pesantemente nel ruolo di superfavorito, mentre il russo Petrov (voto 9) vince la tappa simbolo (ancora secondo un italiano: Cataldo, voto 8,5), mentre un altro baby-prodigio della prodigiosa Australia veste il rosa (Porte, voto 8), mentre cioè i coraggiosi di una giornata tremenda di freddo e pioggia si godono gli interessi del proprio investimento, loro parlano. I big e i geniali strateghi spiegano e accusano (mediamente, voto 3). Sono tumefatti e umiliati, ma la lingua non manca. Lo spettacolo è edificante, davvero edificante, per un dopotappa che il battage aveva annunciato a ciglio umido, con tante cose belle da dire e offrire all’Aquila ferita. Come no: va in scena una bella rissa verbale, tutti contro tutti per dimostrare che gli errori non stanno mai in casa propria.
Caro diario, meglio non dare retta. Ad ascoltare tutti si finisce per avere un alveare in testa. Restiamo ai pochi dati certi. Punto uno: sbagliano tutti assieme, i big sconfitti, perché lasciano andare 56 corridori e non si premurano di sapere se in questa moltitudine ci sia per caso qualche avversario diretto (alle volte, anche solo per la legge delle probabilità). Punto due: ci sono colpe singole. E’ innanzitutto vergognoso l’atteggiamento della maglia rosa Vinokourov, che sarebbe il primo a doversi difendere, invece è l’ultimo a darsi una mossa (sentitissimo il voto 2). E’ colpevole la pigrizia di Evans, campione del mondo e favorito della vigilia, anche se gli va concessa l’attenuante di non avere squadra (comunque, il voto resta 4). Ed è colpevole, parere personalissimo, la decisione della Liquigas di Basso e Nibali, che aspetta troppo prima di mettersi a rincorrere (voto 5). Spiega aspramente il team-manager Amadio: “Non ci sono parole per definire la vergogna della maglia rosa. Sia chiaro: noi non siamo qui per fare i gregari a Vinokourov e Evans”.
Parole sacrosante, queste ultime. Non piace a nessuno fare la figura dei tordi, soprattutto con questo Vinokourov, maglia rosa dei furbi. E se vogliamo dirla tutta anche degli antipatici. Ma queste stesse parole hanno un terribile rovescio della medaglia: quando si decide di non regalare la vittoria al nemico, si rischia seriamente di perdere. E’ questo che vuole la squadra di Basso e Nibali, speranze d’Italia?
Caro diario, è con questa domanda che usciamo dal mattatoio abruzzese e risaliamo lentamente verso le grandi montagne. Qui tutti hanno capito tutto, ma niente è più come prima. Direbbe Rossella O’Hara chiudendo “Via col vento”: dopotutto, domani è un altro Giro.

da Il Giornale del 20 maggiio
a firma di Cristiano Gatti
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COMMENTI
caro gatti
20 maggio 2010 10:29 bubu
come sempre non c'hai capito molto... non sarebbe meglio rivolgere la tua attenzione ad altri sport? Con sgarbozza ti vedo adatto a commentare le gare di ippica

Complimenti a Gatti
20 maggio 2010 11:09 foxmulder
Articolo bellissimo. Complimenti a Gatti. Inserisco un commento sulla gara: sono felicissimo che Sastre sia rientrato in classifica (a scanso di equivoci: me lo sono giocato a inizio giro pagato a 6: sono felice in modo autentico), ma ho l'impressione che la gamba non sia al top. Mi spaventa Arroyo con cinque minuti di vantaggio sullo stesso Sastre.
Complimentoni a tutti gli altri: 13 minuti di ritardo perchè hanno deciso di organizzare una riunione condominiale il mercoledì pomeriggio non è affatto male...

Concordo solo in parte con Gatti
20 maggio 2010 11:37 The rider
Concordo solo in parte perchè comunque è stata una tappa spettacolare (per noi che la guardiamo seduti comodi e al caldo), sarebbe stato peggio se fosse stata noiosa per 260Km e combattuta solo nei 2Km finali, a quel punto avreste scritto il contrario di quello che avete scritto oggi e ci sarebbe stata una polemica al contrario.
Comunque resta il fatto che tutti i big ed in primis Vinokourov ieri hanno sbagliato, questo è innegabile, comunque i conti tiriamoli a Verona perchè secondo me il bello deve ancora venire...

Non commento quanto scritto da "bubu", visto che non ha nemmeno il coraggio di firmarsi.

Maurizio Ponti.

Elementare Whoutson ... ma non lo è !!!!
20 maggio 2010 12:20 TIME
Carissimi …. il Sig. Gatti è un critico e …. non ha i peli sulla lingua ed è qui per questo … anche se a volte esagera, ma è un suo modo di vedere le cose e sta poi a noi interpretarle o meno in modo giusto.
Volevo dire una cosa in proposito … quest’anno si fa sentire come non mai un certo equilibrio e soprattutto un livellamento generale causa assidui controlli sia annunciati che in corso e quindi si presume almeno quest’anno un Giro veramente pulito. Pertanto i direttori sportivi dei vari Team (ci tengo in modo particolare a dirlo) e mi riferisco ai Team pretendenti alla maglia rosa, debbono adeguarsi di conseguenza a questo stato di cose, poiché oltre ad una certa stanchezza per mancato recupero dei loro Leaders, quest’anno debbono fare anche i conti con le intemperie.
Qualunque corridore professionista dovrà essere preso in considerazione e non snobbarli come ahh sì tanto non andranno da nessuna parte … sono tutti brocchi quelli lì ….!!!. Infatti manco a farlo a posta gli hanno dato quasi un quarto d’ora a tutti big compresi. Inutile tentare di ricucire ai meno 30 … ( Simoni si è addirittura staccato in pianura ).
La tappa di ieri dovrebbe aver insegnato almeno si spera, qualche cosa di buono a questi giovanotti ex-pro degli anni 90 che adesso siedono sulle ammiraglie.

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