Il Mattino. Quel Coppi che ritorna nella "sua" Napoli...
| 17/05/2010 | 09:38 Non tornava a Napoli da una vita, da quando correva ormai piano per la Tricofilina ed aveva già 39 anni, l'età di un uomo maturo e di un campione al declino, Fausto Coppi. Non tornava a Napoli dal congedo, con un abbandono emblematico, sulle strade del Giro della Campania '59, quella corsa che pure era stata sua, in una accoppiata esaltante nel '54-55, quando sul Chiunzi e sull' Agerola infiammò i tornanti ed i cuori... E l'anno prima, nel '58, raccontano gli almanacchi, era pure stato ancora secondo in un circuito a Capri, perso nella memoria e nelle onde. Ma vi ritorna oggi, più di cinquanta anni dopo, grazie all' intesa stipulata fra gli Assessorati all' Ambiente ed allo Sport del Comune di Napoli con il Comune di Tortona, la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona e l' Associazione Fausto e Serse Coppi, come Campionissimo ancora solo al comando sia pure soltanto della fantasia, nel ruolo di protagonista assoluto della mostra itinerante 'L' Airone alto nel nostro cielo', curata (tra gli altri) da Amilcare Fossati e Claudio Pesci, che sarà inaugurata martedì pomeriggio (ore 18,00 Antisala dei Baroni, Maschio Angiono) e che resterà aperta al pubblico dal 18 al 31 maggio. 'L' Airone alto nel nostro cielo' è un affresco di pannelli espositivi e di cimeli preziosi che racconta con la parabola sportiva ed umana di Fausto Coppi, dalla bicicletta Bianchi che ha conosciuto la polvere alle maglie di lana che sanno di montagne, dalle fotografie originali ai tanti altri tasselli privati, un ventennio affascinante ed ancora romantico, amore proibito con Giulia Occhini compreso, della nostra Italia. Attraverso i giorni e le opere di quel campione che la aiutò idealmente a trovare nuovo entusiasmo a ruota delle sue imprese - i suoi Giri i suoi Tour le sue Sanremo il suo Mondiale il record dell'ora - nella malinconia di un difficile dopoguerra. Dopo Cuneo e Torino, e prima di andare a Roma e Firenze, Coppi in mostra ha scelto Napoli. 'E non è un caso', come sottolinea l' Assessore Nasti, promotore dell' iniziativa, 'se ricordiamo che proprio dalla Campania e da Napoli, grazie alla bicicletta offerta da un artigiano locale, quel Coppi reduce dalla prigionia in Africa, riprese il suo percorso di gloria'. E se a Napoli, ancora, come sussurravano i rotocalchi del tempo, coronò la sua più bella fuga d'amore. Costiera amalfitana, 'Santa Caterina', 4 aprile 1954.
da Il Mattino del 16 maggio a firma di Gian Paolo Porreca
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