| 08/05/2010 | 21:04 Cielo grigio, pioggia intermittente e asfalto intramezzato da pavè reso scivoloso dall'acqua: queste le caratteristiche della prima tappa del Giro d'Italia, 8,4 km in Amsterdam. Prestazioni nella norma per i corridori della Lampre-Farnese Vini, con Hondo miglior classificato: 38° tempo, 10'41”. 51a posizione a 27” da Wiggins per Alessandro Petacchi, mentre bisogna scorrere la classifica fino al 144° posto per trovare Damiano Cunego (il suo tempo è di 52” più alto di quello del vincitore); Simoni ha chiuso con la 156^ prestazione (56” da Wiggins), Righi con la 92^ a 40”, Bono con la 95^ a 42”, Loosli con la 112^ a 46”, Spezialetti con la 165^ e Marzano con la 167^ (entrambi a 58”). «So di aver dato il massimo in una cronometro abbastanza adatta alla mie caratteristiche - ha spiegato Hondo - Mi spiace solamente aver avuto un contrattempo dopo circa 2 km di gara, quando in una curva la mia ruota anteriore è scivolata su un piccolo tombino metallico posto al centro della strada: ho rischiato di cadere, mi sono salvato per poco, ma ho perso preziosi secondi». Alessandro Petacchi ha invece così commentato la sua prestazione: «Una cronometro iniziale resa impegnativa dal freddo e dalla pioggia, che ha bagnato un percorso tortuoso nella parte iniziale e con spazi per fare velocità nel settore centrale. Assieme ai meccanici della squadra ho scelto un assetto della bici che mi permettesse di non correre troppi rischi sul bagnato e al contempo di riuscire a essere rapido: il risultato è stato soddisfacente. Ora mi concentro su tappe che possono essere alla mia portata». «Finalmente il Giro è partito, peccato che il tempo non abbia sorriso alla bella cornice rappresentata da Amsterdam - ha commentato Simoni al traguardo - Non ho voluto correre inutili rischi, cadere e rovinare tutto non sarebbe stato l'ideale». Conclusione per Cunego: «La prova è stata in linea con le mie aspettative. Mi sono impegnato per cercare di realizzare una buona cronometro, senza peò prendere troppi rischi: la parte iniziale, tortuosa e con il fondo stradale bagnato, andava affrontata con grande attenzione».
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