Caso Bani: confermata la squalifica

| 10/03/2010 | 17:14
Nessuno sconto, nessuna riduzione di pena. Neppure un piccolo riconoscimento della buona volontà e della collaborazione nelle indagini doping. Il Tribunale Nazionale antidoping del Coni ha respinto l'istanza di sospensione fatta da Eugenio Bani, il corridore junior trovato positivo alla gonadotropina corionica (un ormone che stimola la produzione di testosterone, l'ormone della forza) ai campionati italiani di categoria nel giugno scorso. Il giovane atleta, dunque, dovrà scontare per intero i 21 mesi inflittigli nel primo giudizio.

A nulla è valsa l'ultima audizione presso la Procura Coni, al termine della quale si era ricavata l'impressione che si potesse aprire uno spiraglio. "Fu lo stesso Torri a suggerire di presentare questa istanza - racconta Fabrizio Bani, il padre del corridore, deluso e amareggiato - poi davanti al tribunale ha addirittura sostenuto che i tre mesi di sconto già avuti per la collaborazione erano forse addirittura troppi". Per il Tribunale gli elementi di novità apportati nell'ultima audizione non sarebbero stati sufficienti per portare ad ulteriori deferimenti di atleti o dirigenti, dunque non si sarebbe potuto procedere diversamente. Resta l'amarezza di una decisione che non premia minimamente chi, sia pure scottato da una brutta vicenda, ha poi dimostrato il massimo possibile di collaborazione e di disponibilità nel corso delle indagini. Anche se, secondo ambienti vicini alla Procura Coni il respingimento dell'istanza non sarebbe defintivo: "Ci sono due procedimenti ancora aperti - fanno sapere dal Foro Italico - uno sportivo e uno penale e nulla vieta di ripresentare in futuro la richiesta, se emergessero fatti nuovi".

Il messaggio che passa è che rimpinzare quasi quotidianamente di pasticche, siringhe, ferro, vitamine, "reintegratori" vari giovani atleti di 17-18 anni che di nulla avrebbero bisogno se non di una sana e corretta alimentazione e di ritmi "naturali" di recupero è perfettamente corretto. Anche se tutti sono consapevoli che abituare psicologicamente il giovane atleta che ogni prestazione sportiva debba essere "sostenuta" con la farmacia, sia pure rimanendo nel campo de lecito, può essere l'anticamera di altre e più compromettenti pratiche. Davvero non c'era modo di dare un segnale diverso? In fondo bastava poco e qui parliamo di giovani dilettanti che non dovrebbero essere trattati come professionisti, ma che, invece, finiscono per diventare veri e propri "polli da batteria". "E' così che si fa la lotta al doping?, si chiede il padre di Bani. Non è compito del Tribunale fare questo tipo di valutazioni, avrebbero spiegato nell'ultima audizione. Anche se prima della sentenza la Procura aveva sentito altri compagni e dirigenti della squadra che Bani mette sotto accusa: "Io non ho preso nulla. Loro mi davano di tutto". In particolare uno, che aveva avuto anche problemi di salute. "Molti  -  dice il padre di Bani - sono ancora in quella squadra e sono arrivati scortati dai dirigenti... Chi vuol capire capisca: è una squadra forte, potente, conosciuta...".

Nella vicenda ha probabilmente pesato il fatto che Bani sia stato tesserato attualmente per la formazione "prof" di Ivano Fanini, uno che pur lottando da anni strenuamente contro il doping è visto inspiegabilmente (o forse troppo spiegabilmente) negli ambienti federali e del Coni come il fumo negli occhi. Tempo fa, scambiando due chiacchiere con un personaggio di peso di quell'ambiente che frequenta l'ambito cicloamatoriale ci è capitato di sentire frasi del tipo: "Vedrai quel Bani lì e quel Fanini lì come andranno a finire; altro che riduzione della pena". Il che non giova certo all'immagine e alla credibilità di tutto il sistema. "Credo che il caso di Eugenio sia diventato scomodo per tanti - aggiunge - e alla fine paga sempre solo l'atleta perché evidentemente non c'è una vera volontà di andare a fondo al problema. Eugenio si è esposto con coraggio, ora è solo, isolato da un mondo che, lo sappiamo, è profondamente omertoso e vendicativo e il suo coraggio non è servito a nulla. Questa sentenza equivale a dire: ragazzi dopatevi, prendete quello che volete". (10 marzo 2010)

da repubblica.it
a firma di Eugenio Capodacqua

http://www.repubblica.it/sport/ciclismo/2010/03/10/news/caso_bani_ricorso-2579728/
Copyright © TBW
COMMENTI
capodacqua
10 marzo 2010 17:55 claudino
quando ce da dare adosso al ciclismo questo signore ce sempre.

bani
10 marzo 2010 17:57 claudino
ti do un consiglio segui a qui ti sei affidato vedrai che fai carriera nel ciclismo. auguri.

...meno male...
10 marzo 2010 18:01 luca65
....anzi sono pochi.....i sigg.ri Bani avrebbero avuto la mia , e penso di altri, solidarietà se avessero denunciato tutto alla prima pasticca o iniezione che leggendo la storia sono state somministrate ad un minorenne.

NO...si vince si và in nazionale e solo quando ci beccano diciamo e denunciamo che ci davano di tutto...dai per favore non fate altri danni....

Non mi pare coerente....
Buona fortuna

Luca Asteggiano

capodacqua giornalista?
10 marzo 2010 18:08 ullallerollerolla
premetto la mia totale ignoranza in materia di giornalismo, faccio solo presente due cosuccie:
"Tempo fa, scambiando due chiacchiere con un personaggio di peso di quell'ambiente che frequenta l'ambito cicloamatoriale ci è capitato di sentire frasi del tipo: "Vedrai quel Bani lì e quel Fanini lì come andranno a finire; altro che riduzione della pena". Il che non giova certo all'immagine e alla credibilità di tutto il sistema."
finchè la frase in questione si scambia al bar tra amici è poco male, ma su un sito internet nazionale mi sembra alquanto maccheronica...chi?come?dove?quando?perchè? troppo vaga, della serie "ho sentito dire". che pietà!
l'articolo in se mi sembra quasi uno "spot elettorale a pagamento" (passatemi la similitudine visto che siamo sotto elezioni), mi sarebbe sembrato più opportuno postarlo sul sito della squadra di fanini o sul sito personale di bani.
per concludere passatemi lo sfogo: ma chissenefrega di un ragazzino preso positivo a 18 anni! basta articoli-pubblicità alla squadra e al ragazzo!
prevedo anche il futuro: dopo il mio post ne verranno a decine pro-fanini della serie "personaggi scomodi come fanini fanno solo che bene al ciclismo, vai fanini siamo tutti con te, ti stanno facendo fuori, ecc. ecc. ecc."
che tristezza

!
10 marzo 2010 18:13 bloom
Ci sono delle voci che questo cicloamatore sia un membro della Procura del CONI. Se fosse vero sarebbe uno scandalo. E poi anche Torri a chi gli pare, vedi Cannavaro, fa sconti. E' assurdo. Continuate così che fate bene al ciclismo...e intanto ci si continua a dopare......vedi notizia di oggi riguardante Massimo Giunti.

Caso Bani: confermata la squalifica
10 marzo 2010 18:34 piuomeno
Bene!!.

Squalificatelo a vita!!
10 marzo 2010 18:54 ciclismoreale
Fino a quando prendeva pastiglie e punture a tutto spiano andava tutto bene perchè arrivavano i risultati...fino a quel bel giorno che l'hanno pescato positivo e allora tutte quelle cose non andavano più bene!!!!
Come mai non ha denunciato subito la squadra quando "gli davano tutte quelle cose"???
Ma smettiamola,ci vuole la radiazione per questi personaggi fasulli.

basta...
10 marzo 2010 19:04 claudino
parlate di cose positive come quel ragazzo di 20 anni che ha vinto la tappa della parigi nizza...bani deve andare a lavorare.

giustizia a metà
10 marzo 2010 19:08 marcopolo
E' giusto che Bani paghi le sue colpe e i suoi errori perchè sia lui che la sua famiglia avrebbero dovuto denunciare tutto questo schifo molto prima, anzi subito e non aspettare di essere beccati. Anche se si proclama innocente e volendo credere alla sua buona fede è giusto che sconti la sua pena, però anche la sua ex società dovrebbe essere punita!!! Certe cose non possono passare inosservate. Se esiste una giustizia, e mi auguro di si, questa farà il suo corso e alla fina anche chi istiga quest giovani ragazzi all'uso del doping dovrà essere punito, anzi, RADIATO! Altrimenti vorrà dire che è vero che hanno il c... coperto da qualcuno in alto!
In bocca al lupo Bani!

10 marzo 2010 19:11 Scientist85
Signor Bani, faccia il bene di suo figlio, lo mandi a lavorare che almeno cresce!!!!

ma vai a lavorare
10 marzo 2010 19:13 overend
vai a lavorare al posto di farti fotografare con al divisa di fanini.
fanini mi è scaduto dopo l ingaggio di questo dopato di diciott anni. comunqu, ben vengano queste squalifiche, si fa cosi la lotta al doping. ti dopi e ti becco?ti squalifico. no?? claudino, tu che hai le fette di prosciutto negli occhi , probabilmente non le capisci queste cose, anche oggi dicendo che bani farà strada nel ciclismo, hai perso l ennesima occasione per startene zitto. hai bevuto prima di scrivere? o ti sei bevuto il cervello? secondo me tutte due le cose. vai a guardare le gare di ippica fai piu bella figura.

caro torri, stavolta hai toppato
10 marzo 2010 19:20 excalibur
delle due, l'una: o bani ha detto il vero e allora indagate la squadra, la procesate e condannate anche società e dirigenti, oppure bani ha detto delle falsità e allora gli date vent'anni e aprite un procedimento penale! confermare la squalifica (giusta) solo a lui, è una sconfitta per tutti, federazione e coni su tutti.

overend
10 marzo 2010 19:42 claudino
non arrivi a capire neanche che ho fatto dell ironia pensa mo come sei messo... da ricovero .scusa ma evitami per favore.

Facciamo un DDL e si risolve
10 marzo 2010 19:54 mirkomirx
Vorrei mettere al corrente che per molto meno non ho potuto avere lo svincolo regionale, e si trattava solo di 1 anno perchè oggi sono junior 2° anno.
Ringrazia il cieloche ti è stato concesso il passaggio al professionismo e la possibilità di correre all\'estero. Scusa se è poco.Tutto questo mi fa capire che in Italia si aggirano le leggi come fa comodo.A me bastava prendere la residenza in Toscana,ed ho fatto la richiesta scritta pensandoo che in federazione usassero il buon senso.Invece si usa l\'arroganza con i giusti e si nasconde la testa sotto la sabbia per non vedere i problemi seri.
Ciao Stefano

e la squadra.....
10 marzo 2010 21:12 ev
premetto Bani non mi è simpatico, Fanini men che meno, Capodacqua non se ne parla, ma signori la "squadra" i dirigenti di quella squadra che punturavano a destra e a manca!!!!!!!

brutta storia....
10 marzo 2010 21:15 limatore
è solo l'ennesima brutta storia. Debolezza, insicurezza, cattivi consiglieri. Un giovane che ha sbagliato, e decine di adulti intorno che fanno la loro bruttissima figura. Parlo di tutti procure, genitori, dirigenti e i soliti speculatori.

11 marzo 2010 08:25 diabolik
Che tristezza!!! Con questi fatti e questa contestazione abbiamo perso tutti!! Tutti quelli che praticano, amano e seguono il ciclismo; compresi quelli che tutte le domeniche si alzano presto per andare a portare a correre i ragazzi, magari tarscurando le proprie famiglie, con in tasca la sola passione per questo sport e senza essere pagati. Ribadisco... che tristezza!!!!!!!!!!!

GIUSTIZIA VERA PER BANI UN GIOVANE DA RECUPERARE e VALORIZZARE
11 marzo 2010 08:28 renzobarde
Siamo all'assurdo ! Ma questa vicenda non finirà qui ed è inevitabilmente destinata ad avere strascichi enormi. Eugenio Bani e la sua famiglia sono persone esemplari, e parlando più volte con esse ho conosciuto anzitutto il clima che circonda un giovane serio e maturo al quale ho deciso, con razionalità, di credere e di dare fiducia, anche perchè l'evoluzione della vicenda NON PUO' NE' DEVE essere circoscitto solo a lui. Mi spiego : Bani è stato dopato. Bani ha descritto ANALITICAMENTE quel che avveniva in quella società e come e quando gli stessi “trattamenti” interessavano tutti, tutti i corridori della squadra supervittoriosa. Ad oggi, tutto tace, Non stupisce l'immobilismo del signor Di Rocco : ormai è prassi che costui assista inerte a quel che avviene nel ciclismo, salvo prendersela solo ed unicamente con chi combatte il doping ! Chi dopa, gode e conta sul suo silenzio ! Dunque , nonostante la denuncia del clima perverso che aleggiava nell'Ambri Cavallini Vangi di Montemurlo, le autorità ciclistiche italiane non hanno assunto iniziative, ad oggi sconosciute. In compenso si rifiuta un atto di benevolenza verso chi ha confessato e collaborato. Tutto ciò “puzza” di regime. Gli sportivi veri non possono né devono accettare situazioni del genere. Un appello per il dr. Torri : riprenda con determinazione la via della severità, valorizzi le collaborazioni giuste per estirpare il cancro che corrode il ciclismo e costringa la dirigenza FCI a comportarsi con un minimo di serietà nell'interesse del ciclismo pulito ! Renzo Bardelli

tutto, ma non esemplari
11 marzo 2010 09:14 excalibur
bardelli, tutto ma non esmplari! bani era dopato: se è così esemplare, non poteva farsi una domanda? se il padre è così esemplare, come credere che ignorasse quel che succedeva al figlio? e poi gli "esemplari" si pentono e fanno i nomi solo dopo la condanna e la firma del contratto con fanini? se l'amore&vita mi prende in squadra, divento "esemplare" anch'io...

Dott.Bardelli non mi trova daccordo...
11 marzo 2010 09:32 luca65
...se fossero stati esemplari avrebbero denunciato tutti alla prima somministrazione non dopo circa un anno e mezzo di vittorie (e magari stipendi e premi)....Mi trova daccordo che scoppiato il bubbone la fci e la Procura devano indagare sulla società....e magari lo stanno facendo .....

di sicuro la confessione postuma a lavarsi coscenza per ottenere sconto di pena è PENOSA...
cordialmente
Luca Asteggiano

Renzobardelli....
11 marzo 2010 11:19 trentiguido
Ma ha FINITO di incolpare Di Rocco in qualsiasi occasione? Ma si rende conto che non è coerente? Fà girare a suo piacimento tutte le sue "belle" parole che sanno di crociate a chi si dopa chiedendone persino la "RADIAZIONE"?! Solo per alcuni mi sembra di capire?...Ma non si sente una "BANDIERA" mi sembra che la sua linea cambia in base al vento!!!! La "politica" la faccia in altre sedi se veramente vuole fare la lotta al doping!!!!! www.guidotrenti.it

!
11 marzo 2010 12:39 bloom
Leggere questo articolo e quello di Repubblica di oggi mi lascia davvero senza parole. Se quello che scrive Capodacqua è vero - e sicuramente lo è – il cicloamatore che dice “Vedrai quel Bani lì e quel Fanini che fine faranno” si dovrebbe vergognare. Soprattutto perché credo sia non un semplice cicloamatore ma qualcuno in alto, qualcuno che “conta”, addirittura, la butto lì….io credo sia un certo Santilli.
Bisogna dare addosso a chi vive barando, a chi fa del doping un comandamento e non chi lo combatte o chi ne denuncia l’esistenza.
Intanto quelli dell’Ambra Cavallini potranno continuare a danneggiare giovani ragazzi, tanto loro fanno solo del bene al ciclismo, mica “il delirante” Fanini….! Troppo facile e scontato odiare Fanini o Bani, bisognerebbe invece capire che non sono certo loro i personaggi che rovinano questo sport ma sono i “tronisti” in quel di Roma.


Il dibattito va bene come sereno intreccio di opinioni
11 marzo 2010 14:05 renzobarde
Mi fa piacere dialogare e dibattere, tranne che con Trenti che propio non mi interessa in quanto da ex corridore degli anni di fuoco del doping non mi pare disponga delle credenziali oggettive per interloquire con credibilità....Agli altri : assicuro che i Bani sono esemplari : provare per credere, il che significa che possono anche essere stati indotti in errore da cui però si sono risollevati dando prova di grande serietà e determinazione. Lo facessero in tanti ! Le mie critiche a Di Rocco : saranno sempre più frequenti per una presidenza imbelle ed incapace, inadeguata ad ogni bisogna, che convive col peggio del ciclismo, con dirigenti inquisiti sul piano etico e comunque non rimossi dai posti ricoperti, ma soprattutto indifferente a quel che avviene di losco nel ciclismo. Proprio il caso Bani è la cartina di tornasole di tutto ciò : quali provvedimenti ha assunto dopo la chiamata in correo di Bani di tutta la dirigenza societaria ? Nessuno. Proprio nulla. Renzo Bardelli

renzobardelli....
11 marzo 2010 15:55 trentiguido
Non le piace dialogare o scambiare opinioni con me?.....eppure non sono io quello che ha scritto sull\'indirizzo elettronico privato per spiegarsi, e cercare di mediare tempo fà, si ricorda? Non sono credibile perchè ho corso negli anni sbagliati?.....Bene chiudete il ciclismo!!!! Io sono passato nel 1996 e chi è seduto in ammiraglia o ha compiti più importanti, ed è stato corridore, sono più vecchi di me. Quindi a loro cosa dice?.......Forse se prendesse parte a qualche assemblea della FCI e si informasse di più di cosa cerca di fare la Federazione e che per colpa di qualche politicante, che gli mette il bastone fra le ruote, non riescono a mettere in atto, forse cambierebbe idea!!!!! Ma lei a quanto pare è abbituato a parlare come spesso le capita senza sapere le cose e nemmeno si informa!!!! Non capisco nemmeno come riesca a scrivere dei libri. www.guidotrenti.it

bani.......
11 marzo 2010 17:59 ciba
Mi permetto di dare una mia opinione perchè conosco DA TROPPO TEMPO L'AMBIENTE.
Non ho MAI visto un atleta legato al letto per doparlo, ma ...libero di farsi dopare o meglio ancora di doparsi da solo. Ho visto e sentito genitori PRESSARE i figli sotto tutti i punti di vista..... ma solo quando un corridore viene beccato sono TUTTI SANTI, INNOCENTI e MORALISTI.La società del Bani dal mio punto di vista ha una cultura del ciclismo che risale ai tempi di Coppi e Bartali ( e quindi fa bene a chiudere a fine stagione ) ma.....non raccontiamoci che padre e figlio non sapevano, perchè solo gli illusi o "il malato di onnipotenza" possono credergli

Caro Ciba....qualche chiarimento
12 marzo 2010 08:04 renzobarde
Tu dici cose sensate che in linea di principio corrispondono alle mie posizioni. Anch'io prima di conoscere di persona la famiglia Bani e il giovane Eugenio mi ero espreso esattamente come te, ma poi volendo approfondire la questione ed andato a casa loro, e parlato con essi, e con il corridore in particolare, MI SONO CONVINTO che le responsabilità SONO QUASI TUTTE DELLA SOCIETA'. In sostanza un giovane che ha la stoffa del campione come Bani sapeva e sa, è assurdo doparsi da iunior in vista di un lunga carriera. E' quella società, che fa SOLO attività tra iuniores, che voleva SUBITO vittorie, vittorie purchessia ...Chiara la logica, mi pare. Renzo Bardelli

bardelli
12 marzo 2010 14:13 claudino
ciba le ha detto tutto se vuol capire.eparli un po di giovani promettenti invece di essere sempre negativo per favore...

Gentile Claudino....
12 marzo 2010 19:16 renzobarde
Io mi attengo in ogni intervento all'argomento oggetto del dibattito....In questo caso ho quindi parlato e DIFESO il giovane Bani. Non mi pare proprio di essere stato negativo e critico : è vero esattamente il contrario se è vero, come nel caso specifico è innegabile, che ho preso le difese di un giovane che la (in)giustizia sportiva vuole punire oltre ogni demerito. Non ho pregiudizi, caro Claudino, se non quelli dettati da una esperienza nel ciclismo che mi ha obbligato ad essere oltremodo RAZIONALE ancorchè SEVERO, proprio per amore e passione del ciclismo di un tempo che fu. Renzo Bardelli

......
15 marzo 2010 08:34 luca65
Dott Bardelli , ci racconta cosa la famiglia ed il corridore le hanno detto per giustificare almeno un anno e mezzo di "cure" senza denunce?

Il nocciolo è lì....è inaccettabile quello!

Caro Lucas
16 marzo 2010 07:18 renzobarde
I genitori di Bani mi hanno detto quel che il padre Fabrizio ha già scritto due volte in interventi su questo sito : hanno ammesso di NON aver considerato che le iniezioni che venivano fattte al loro figlio fossero finalizzate al doping ; si sono dichiarati dispiaciuti e anche pentiti di avere trascurato di valutare certi particolari ; si sono dichiarati contrari ad ogni forma di doping; sono convinti che le qualità del loro figlio non avevano bisogno ma soprattutto NON DOVEVANO essere inquinate dal doping. Essi sono il PRIMO CASO, a mia conoscenza, nel mondo di genitori che sono direttamente intervenuti sulla stampa per chiarire ed assumersi le loro responsabilità. Sono persone perbene sicuramente. Proprio perchè tutti questi elementi sono acclarati, E' ASSURDO CHE LA GIUSTIZIA Sportiva NON NE TENGA CONTO, ed invece riduca squalifiche a corridori stagionati che si permettono di avere avvocati da compensare a suon di tanti, tanti quattrini (buttati via !). Renzo Bardelli.

dott.Bardelli
16 marzo 2010 10:15 luca65
Grazie per la risposta,
purtroppo, ribadisco, specialmente se sapevano che il figlio è così forte di suo avrebbero dovuto denunciare alla prima iniezione.....il pentimento tardivo non mi trova daccordo .....condivido con Lei che a guadagnare da queste situazioni incresciose sian solo gli avvocati....(daltronde basta leggere le dichiarazioni dei redditi dei parlamentari /principi del foro)...che dirLe mi spiace per il ragazzo , gli auguro una vita serena....e (sogno utopico) vorrei che ci si confrontasse più spesso su corridori come il Sagan sbocciato alla Paris Nice....cordialmente
Luca Asteggiano

Ma dove siamo
22 marzo 2010 06:22 lgtoscano
Mi sembra proprio una vera ingiustazia, ma come un minorenne che collabora con la sua famiglia e ha il coraggio di fare i nomi, finalmente di dirigenti senza scrupoli, gente che è nel ciclismo solo per interessi personali e non certamente per passione, a differenza di vari atleti come Sella e Riccò maggiorenni e vacinati con comportamenti a dir poco vergognosi, a lui non viene scontata la pena e data la possibilità di riprendere al più presto l'attività? qui cè sotto qualche ritorsione, i conti non tornono, mi dispiace ma la giustizia sportiva non è uguale per tutti e questo è molto grave, chi è la in alto deve prendersi le proprie responsabilità, mi domando non saranno ritorsioni al ragazzo perchè è affiancato da Fanini in questa vicenda? Sarebbe ancora più grave, un abbuso di ufficio, una situazione dittatoriale veramente grave.

non c'è giustizia
25 marzo 2010 08:56 Michele
chi e contro il doping e contro un sistema,corrotto e non risparmia nessuno,e allora colpiscono semplicemente i ragazzi,e facile dire e colpa del ragazzo della famiglia,ma la società,quando prende un ragazzo minorenne nella sua squadra e responsabile,del ragazzo come che fossero loro figli,ma questo non succede,si punisce solo chi si presume a 17 anni prenda doping e non si va a fondo a chi gira attorno hai corridori,per me la società dovrebbe esere punita con il doppio della pena.

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