Querelle continua nel nome di Gino Bartali

| 14/10/2009 | 18:57
Al celebre detto di Gino Bartali "E' tutto sbagliato, è tutto fa rifare" si sono richiamati anche i dirigenti dell'Associazione Amici del Museo del ciclismo Gino Bartali di Ponte a Ema. Il presidente Andrea Bresci tornato in questa carica, dopo una pausa di circa un anno, ha aggiunto "purtroppo è tardi per rifare".
L'Associazione ha risposto con una conferenza stampa, alla moglie del campione fiorentino che ha richiesto la restituzione di coppe, trofei, cimeli per donarli secondo la volontà del figlio Andrea, al Museo di Fiorenzo Magni sul Ghisallo.
Dispiaciuti, amareggiati, lasciati soli dalle istituzioni, Bresci e collaboratori hanno ricordato come si sono svolti i fatti, parlando dei rapporti con la famiglia, del ruolo importante che uno dei figli, Luigi, ha all'interno dell'Associazione che non ha scopi di lucro.
"I cimeli sono tutti di proprietà dell'Associazione, perché donati da numerose persone e dallo stesso Gino Bartali in parte quando era in vita e in parte per testamento, e sarebbe opportuno che la vedova Bartali e il figlio Andrea la smettessero di minacciare cause. Ogni anno occorrono 30mila euro per le spese, abbiamo chiesto aiuto agli Enti, non è arrivata nessuna risposta. Andrea Bartali si dovrebbe vergognare avendo parlato di gestione fallimentare e di soldi che vanno e vengono. Le loro affermazioni sono offensive, pretestuose e non rispondenti al vero".
Più avanti ha ricordato "che non è vero che è dato poco risalto alla figura di Gino e le istituzioni farebbero bene a non farsi coinvolgere da vicende che riguardano problematiche all'interno della famiglia Bartali". Ricordati i rapporti condominiali e di gestione, i dirigenti si sono detti "disposti al
dialogo con gli Enti proprietari, con il circolo e con la signora Adriana, purché ciò avvenga nel rispetto di tutti. Ci aspettiamo risposte chiare e programmi concreti, non temiamo alcuna causa, abbiamo paura della malafede ".

Antonio Mannori

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COMMENTI
INVITO ALLA REGIONE TOSCANA E AL SINDACO DI FIRENZE
14 ottobre 2009 20:51 renzobarde
Fa male, molto male, leggere cose del genere. OCCORRE CHE SIA TROVATO UN ACCORDO. Il Museo di Gino Bartali DEVE rimanere in Toscana, a Firenze ! Andrea Bresci è una persona squisita che alla istituzione del Museo ha dedicato cuore ed anima ! I familiari di Bartali , la moglie, il bravissimo figlio DEVONO, DEVONO fare un passo indietro, se necessario, ed ANTEPORRE a tutto quella che è stata e sarebbe la volontà di Gino. Rivolgo un appello all'intervento al Presidente della Regione Claudio Martini e al sindaco di Firenze Matteo Renzi : la loro saggezza e la loro passione sportiva può essere decisiva. Se anche il Presidente del Consiglio regionale Riccardo Nencini si desse da fare, non sarebbe male. La memoria di Gino Bartali è un VALORE POSITIVO per la Toscana e l'Italia e il mondo. Non tradiamolo, per favore. Renzo Bardelli. Pistoia www.renzobardelli.it

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