A San Marino abita nello stesso condominio di Kimi Antonelli. «Ci vediamo, sì, e l’altro giorno abbiamo seguito tutti insieme il Gran premio del Messico, abbiamo fatto il tifo per lui». Antonio Tiberi sbarca di nuovo sul pianeta Giro d’Italia e prima di parlare del percorso 2027 ci tiene a fare un saluto al suo condomino illustre.
«Spero proprio di esserci al prossimo Giro – spiega il laziale della Bahrain Victorious, 25 anni -. Dobbiamo parlarne bene con la squadra, però sicuramente cercherò di spingere il più possibile per prendere il via. Questo per me è un Giro d'Italia speciale, particolare, con una tappa che si corre veramente nelle strade di casa (quella del Monte Livata, ndr) e tante altre in zone che mi sono molto familiari, come quella di Misano Adriatico, visto che vivo a San Marino».
Itri, i Castelli, l’arrivo in salita a Monte Livata: «E’ la tappa di casa. Lo conosco tutto questo percorso, sin dalla partenza da Itri, mi sono allenato spesso su quelle strade, qui ho anche fatto gare da piccolo. Ho pedalato in queste zone anche nell’ultima fase della stagione in allenamento, diverse volte alla settimana, e quindi non dico che le conosco a memoria ma quasi».
Quinto al Giro 2024 e maglia bianca. «Quel podio romano con la maglia di miglior giovane è stata una delle emozioni più belle, più grandi, della mia vita, della mia carriera ciclistica, perché da laziale, da romano, l'arrivo a Roma sotto al Colosseo ed essere premiato sul podio con il Colosseo sullo sfondo è stato qualcosa veramente di unico».
Sul percorso, Tiberi sottolinea anche «La tappa che arriva ai Piani di Bobbio, in zona Lecco, anche lì strade che conosco molto bene. Ovviamente la giornata di Aprica con il doppio Mortirolo e il Gavia, che è sicuramente la più dura del Giro, e poi l'arrivo sullo Zoncolan, una salita per me inedita, ancora non l'ho mai fatta. Sicuramente andrò a farla in allenamento. Sono queste le giornate in cui bisognerà dare il massimo».

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