I tratti in sterrato in un grande giro hanno sempre fatto discutere - chi è favorevole, chi invece li ritiene inutili e pericolosi - ,a indubbiamente hanno sempre regalato spettacolo. Anche la Vuelta quest'anno ha operato questa scelta, proponendo un tratto di sterrato nella sesta tappa, la Alcossebre - Castelló, vinta da Tadej Pogacar al termine di una sfida appassionante con Enric Mas.
Bene, ora lo sterrato potrebbe fare la sua apparizione addirittura per raggiungere la leggendaria vetta dell'Angliru, rendendo se possibile ancora più dura l'ascesa. La proposta è stata avanzata dal sindaco di Riosa, José Antonio Muñiz, che ha anticipato due possibili soluzioni al direttore della Vuelta Javier Guillén. Quest'ultimo ha assicurato che lui e i suoi collaboratori in considerazione l'idea, seppur con grande cautela, vista l'estrema difficoltà della salita.
«Siamo aperti a valutarne la fattibilità, purché aumenti l'interesse e lo spettacolo della tappa senza sovraccaricare i corridori o compromettere la sicurezza. Ascoltiamo tutte le proposte, anche se solo alcune potranno essere realizzate» ha commentato Guillen durante la consegna della Medaglia d'Oro dell'associazione "Amici dell'Angliru".
Il quotidiano asturiano La Nueva España spiega che una delle opzioni sarebbe il passaggio dalla cittadina di Muriellos su un tracciato di circa 4 chilometri, un misto di cemento e sterrato, fino a congiungersi, in corrispondenza della curva di Llagos con la salita tradizionale .
L'altra opzione prevede di percorrere la strada da Ablaneo a El Cabornín e poi imboccare un sentiero che si ricongiungerebbe, sempre all'altezza della curva di Llagos con la tradizionale salita di Viapará. Anche in questo caso, fondo stradale con ghiaia e cemento nei tratti più ripidi. L'unico vantaggio per i corridori? In entrambi i casi la salita sarebbe un po' più corta rispetto a quella che tradizionalmente parte dal paese di Vega.

Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.