Kisumu, Kenya, campionati africani di ciclismo su strada tra gli juniores uomini. Scene da un trionfo, il traguardo tagliato a piedi, accompagnando con sé la bici. Victor Ngugi non ha mica vinto, frenato da un guasto dopo 106 km coperti e con una prospettiva di medaglia sfumata.
Eppure, il video del ragazzo circondato dalla folla festante non si presta a troppi filtri interpretativi. Fate posto sul podio, Victor un personale alloro lo ha già conquistato con perseveranza, attirando la solidarietà degli spettatori. L’ordine d’arrivo recita: primo posto per lo Zimbabwe con Ronan Nicholson, secondo per le Mauritius grazie a Juliano Ndriamanapy, terzo per l’Algeria firmato da Abdelkader Becheleghem.
E lui Victor? Ventiduesima posizione a 12’47” dal vincitore è l’ultimo dei classificati di una prova rivelatasi molto selettiva. Avebbe voluto emulare la connazionale Mercy Eragae, terza nelle junior, ma ci ha messo lo zampino la sfortuna. Al terzo anno teatro della rassegna continentale, il Kenya dà prova di fair play e partecipazione, vicinanza ai corridori ma non solo, perché il popolo di podisti e maratoneti si è messo a pedalare.