Oggi Remco Evenepoel partirà da grande favorito nella prova a cronometro dei Campionati del Mondo di ciclismo a Montréal. Il tre volte iridato arriva con lo stato di grazia che lo accompagna da anni nelle prove contro il tempo, ma non si lascia attraversare dall’enfasi mediatica: mantenendo la calma, ripetendo i suoi rituali e guardando la cronometro come a ogni altra sfida da affrontare con metodo.
Alle 9 ora locale, le 15 in Italia, di ieri Evenepoel ha effettuato la ricognizione del percorso della cronometro. «Non bado molto a questo status. Rimango concentrato sulla mia preparazione e cerco di mantenere le stesse abitudini. Cerco di focalizzarmi su ciò che faccio sempre in una cronometro: andare il più veloce possibile» ha spiegato il belga, che non sembra turbato dall’eventualità di entrare nella storia con un quarto titolo iridato consecutivo.
La ricognizione si è svolta in condizioni atipiche: il traffico a Québec è stato bloccato per la prima volta e tutti i partecipanti hanno potuto studiare il tracciato nell’arco di due ore. Evenepoel ha commentato così la sessione: «È stato un peccato aver avuto a disposizione solo due ore per la ricognizione. Abbiamo impiegato infatti quasi 60 minuti per completare un giro di prova. Poi abbiamo fatto un giro a ritmo moderato per studiare attentamente le traiettorie e un altro più veloce».
Il commissario tecnico belga Serge Pauwels aveva chiesto che la ricognizione venisse prolungata di mezz’ora, richiesta però respinta. Evenepoel ha spiegato i motivi della sua attenzione al percorso: «L'obiettivo era di prendere confidenza per affrontare al meglio tutte le curve, in particolare quelle a 90 gradi. Verso la fine del percorso ci sono alcuni punti in cui la frenata sarà cruciale e potrà fare la differenza. Inoltre, non bisogna sottovalutare la salita finale: si tratta pur sempre di 600 metri di ascesa verso il traguardo. Al termine di uno sforzo così intenso, può farsi sentire. È un esempio forse banale, ma al Gran Premio di Montréal sono riuscito a recuperare un distacco di 15 secondi in un tratto simile. Questo dimostra che si può ancora guadagnare terreno se si ha ancora un po' di energia. È un settore in cui il mio peso mi offre un vantaggio, ma spero che la gara non si decida proprio lì. È un percorso che richiede di spingere costantemente; non ci si può nascondere».
Evenepoel ha ribadito il suo approccio: tecnica, forza e velocità saranno determinanti e, se potesse scegliere, preferirebbe una cronometro un po’ più lunga, dato il tracciato in gran parte pianeggiante. Da diversi anni parte sempre come favorito nelle prove contro il tempo, ma «non bado mai a queste cose e mi concentro solo su quello che devo fare in gara. Resto sempre concentrato sulla mia preparazione, cercando di mantenere i miei rituali e di seguirli nella settimana che precede la gara. Per il resto, cerco di concentrarmi su ciò che devo fare e rispettare il piano».
Alla conferenza stampa Evenepoel ha ammesso di sognare la doppietta cronometro–prova in linea, pur riconoscendo la difficoltà di conciliare l’allenamento per due percorsi così diversi: «Per la cronometro ho fatto come al solito: sono salito sulla bici da crono solo nei giorni di riposo. Può sembrare strano, ma non svolgo mai esercizi specifici per la cronometro, se non nella settimana precedente l'appuntamento clou. Di solito, con la bici da crono effettuo solo uscite di recupero. Parallelamente, ho svolto molti esercizi per la VO₂ max in vista della prova in linea. Quindi, la ricetta è sempre la stessa».
Guardando agli avversari, Evenepoel individua in Filippo Ganna il rivale più accreditato per insidiare la maglia iridata. «Guardando ai miei avversari, direi che Ganna insieme a me, è il grande favorito. È un corridore capace di un finale molto veloce negli ultimi due o tre chilometri, grazie alla sua esperienza nell'inseguimento. Sarà quindi un avversario pericoloso. Sarà una sfida ancora più avvincente dell'anno scorso».
Il tono è calmo, il piano chiaro: sfruttare tecnica e potenza senza lasciarsi intrappolare dalla pressione legata allo status di favorito. Oggi, a Montréal, la cronometro decreterà se la strada di Evenepoel continua a scrivere pagine importanti del ciclismo moderno — ma intanto lui preferisce restare lucido, pedalare e guardare avanti, un chilometro alla volta.