Matthew BRENNAN. 10 e lode. Semplicemente ingiocabile il giovane britannico. Fa quello che vuole e come vuole, lui e la sua Visma Lease a Bike che si diverte a fare la Uae. Hanno la possibilità di vincere? Vincono, senza tanti patemi, senza farsi problemi. È il ciclismo bellezza e quando capita l’occasione la si coglie al volo, senza tanti calcoli, senza tanti codici scritti o menate varie. Quinta vittoria personale per questo ragazzotto britannico, la numero 12 in stagione, la numero 24 in carriera. Numeri importanti che ci dicono che il ragazzo c’è. Peccato che non ci siano altri velocisti, che hanno scelto altri programmi perché i loro team avevano valutato questa Vuelta respingente per gli uomini veloci. Fin qui sette volate, non male per una corsa che non guarda agli uomini-jet. Forse qualcuno dovrebbe imparare a valutare meglio i tracciati. Forse.
Jordi MEEUS. 8. Ci prova ancora il tedesco, ma contro questo Brennan c’è poco da fare, se non stargli in scia, avvicinarlo, forse un giorno anche affiancarlo. Oggi si deve accontentare di un nuovo 2° posto in questa Vuelta, dopo quello ottenuto a Terres de l’Ebre (5a tappa).
Magnus CORT. 7. L’esperto danese si ributta nella mischia e ne esce non male.
Alessandro ROMELE. 8. Da esordiente fa il pieno di esperienza e di piazzamenti. Oggi ne porta a casa un altro, il sesto in questa Vuelta, anche se io considero ottimo anche l’11° posto ottenuto nella crono iniziale a Montecarlo. Insomma, corsa di grande contenuto, con una continuità invidiabile. Bravo!
Pau MIQUEL. 5,5. Ci prova ancora, ma perde per distacco.
Brian COQUARD. 5,5. È lì, ma oggi al transalpino manca un pizzico di esplosività.
Enzo PALENI. 8. Il 24enne francese della Groupama-FDJ United scatta fin dal chilometro 0 e si porta via Sinuhé Fernandez (Burgos Burpellet BH): i due fanno in pratica tutta la gara in fuga. Sono loro che ci tengono parzialmente svegli. Sono loro che rendono questa frazione meno sbadigliante di quanto potrebbe essere. Il premio della combattività finisce a Enzo Paleni, che viene ripreso a 3 km dal traguardo, dopo 182 chilometri di fuga. Premio più che meritato.