BUGNO. «IL RICORDO DI BENIDORM? NON ERO FAVORITO MA... LA MAGLIA AZZURRA? E' PER SEMPRE»

INTERVISTA | 08/09/2026 | 08:20
di Lucia Blini

A ricordargli dell’anniversario ci pensano gli altri. Lui, Gianni Bugno, il 6 settembre è dalle parti di Peccioli, Toscana, per una ciclo-turistica. E a quella domenica, anche nel ’92 il 6 settembre cadeva di domenica e faceva caldissimo, non aveva proprio pensato.


«Qualcuno mi ha fatto presente che cadeva il 34esimo anniversario della mia vittoria del Mondiale, allora sì ho ricordato quel giorno, quel momento. Per me era stata una vigilia quasi dietro le quinte, partecipavo alla rassegna da campione in carica dopo il titolo a Stoccarda dell’anno prima, ma le punte della Nazionale italiana erano altre».


Nelle ore precedenti alla corsa diciamo che le attenzioni erano sui tuoi compagni.

«Ho in mente il momento preciso dopo la fine della riunione con il ct Martini il sabato pomeriggio. C’erano i giornalisti lì pronti per fare le domande, non c’era come oggi la conferenza stampa. E tutti si avvicinavano ai corridori che interessavano. Io passai e mi defilai. Nessuno sembrava darmi delle chances. Nessuno mi avvicinò».

Andò diversamente in gara, guizzo finale con volata.

«Avevo un ruolo da jolly, nessun incarico specifico. Martini mi disse di fare la mia corsa e poi avremmo visto in corso d’opera. Chiappucci era in forma e poteva inventare qualcosa. Bisognava stare attenti ai francesi con leader Jalabert e poi c’era il grande favorito, Indurain, che correva in casa. Era l’uomo del giorno, del momento: aveva fatto la tripletta, Giro, Tour e campionato spagnolo. Alla fine invece, a gruppo piuttosto nutrito grazie anche e soprattutto al lavoro dei colombiani, ho capito di avere una possibilità grazie anche al grande lavoro di Perini».

Martini, Perini, Chiappucci: attori di quel film a Benidorm.

«Alfredo era un padre, sapeva leggere dentro di noi, mettere d’accordo teste diverse con casacche spesso da avversari durante l’anno, ma uniti in quella unica giornata. E allora, tutti – con addosso la maglia azzurra – davamo il massimo, felici e orgogliosi di rappresentare la nostra Nazione. Chiappucci andava forte, senza schema, poteva inventarsi qualsiasi cosa e Perini un gigante quel pomeriggio nella demolizione dei 7 francesi che pensavano di vincere».

Hai sempre sottolineato il valore della maglia azzurra, a casa ne hai conservata una?

«Zero, regalato tutto. Non mi piace vivere di ricordi, ma dentro di me so che la maglia azzurra resta il più grande orgoglio: è per sempre. E da qualche tempo guardo il mondo del ciclismo da spettatore; in tv i grandi giri, le classiche, nessun ruolo federale. Ma in bici vado ancora, per la salute. Quando riesco, anche tutti i giorni un’ora, un’ora e mezza».

Ciclismo e volo, le tue grandi passioni. Come andiamo a percentuali?

«25 anni ciascuno, quindi in parità. Più qualche anno da giovane, da ragazzo. Ecco questa è la mia vita».

Spettatore del mondo del ciclismo, ma con occhio critico. E si avvicinano i Mondiali, a fine mese, in Canada

«Senza Pogacar è una grande occasione per gli altri: Evenepoel, Van Aert, Van del Poel, Del Toro. E noi tifiamo per Finn, giovane, al primo anno. E a proposito di giovani, per me tutti i ragazzi dovrebbero correre fino ai 21 anni e poi passare. La formula dell’U23 non mi piace, tutti devono avere la possibilità di gareggiare con i coetanei, di maturare, di studiare e nello stesso tempo di andare in bici. Non è giusto farli passare troppo presto, si rischia di perdere qualcuno per strada»,

Allora forza Azzurri, forza Finn.

«Auguro di ripetere la mia domenica di 34 anni fa, non avevo i pronostici dalla mia parte e poi ho saputo farmi trovare pronto. Con la maglia azzurra si può sognare».


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COMMENTI
Quando la convocazione era un onore e correre lo era il doppio.
8 settembre 2026 09:02 Arrivo1991
Oggi disertano per impegni di club....tanto come dice Bullet chi vince al mondiale, vince per lui e non per la Nazione che rappresenta.
E' una novità scioccante, scoperta oggi.

Che mondiale !
8 settembre 2026 09:45 Forza81
Fu una corsa splendida davvero. Perini 'Duca' di Benidorm, chi se lo dimentica !

mondiale
8 settembre 2026 10:01 BuIlet
provo a ripetere, for dummies, quello che ho scritto sul mondiale: il ciclismo è uno sport si di squadra ma dove vince uno. La maglia di campione del mondo la porta UNO, non la squadra che, in effetti, non l'ha vinta come squadra. Quindi la nazionale di ciclismo non è come la nazionale di calcio. Penso sia una differenza alla portata di quasi ogni intelligenza, giusto? Detto questo è comprensibile che "non per tutti" i ciclisti possa essere prioritaria la nazionale rispetto al team con cui si lavora normalmente. Ci sta che Wellens non abbia la smania di far finire la maglia di campione del mondo sulle spalle di Remco. Tanto per fare un esempio. Cose che succedono e che sono sempre successe. Cose che i talebani di questa sezione commenti vedono solo quando il presunto torto è addebitabile al ciclista che odiano o della squadra che odiano. Due pesi e due misure da bravi tifosi da curva, due pesi e due misure da bravi poco abbienti quando serve pensare. Spero sia più chiaro questo pensiero semplice ma travisato da molti non so se più per malizia o più per incapacità di comprensione.

Anni d'oro
8 settembre 2026 10:37 Angliru
In quegli anni avevamo dei campioni e un movimento enorme. Quanta nostalgia

Maglia azzurra
8 settembre 2026 11:00 Stef83
Ho avuto l'ONORE di indossare la maglia azzurra 4 volte..... e la indosserei altre 400 volte.... emozione unica!

Bullet
8 settembre 2026 11:01 Giant21
Stavolta do ragione a Bullet, poi io personalmente tifo l'atleta, non la nazione.

Bullet
8 settembre 2026 11:01 Giovanni c
Non c'è mai un articolo dove non offendi qualcuno. I Talebani, forse rispetto a te, capiscono le regole dello sport.
Sempre bei commenti, pubblicati regolarmente !!!

Giovanni c
8 settembre 2026 11:21 BuIlet
Giovanni abbi pazienza, certe cose non sono offese ma constatazioni oggettive. Anche tu a lamentarti dei commenti pubblicati o non pubblicati? A tutti capita che non siano pubblicati. Scelte di chi governa questo sito. Se pubblicano io credo che stia entro i limiti che hanno scelto. Le risposte ai miei commenti sono spesso irriverenti, spesso molto sciocche. Non ti ho mai sentito lamentarti in quei casi.

E gli altri?
8 settembre 2026 11:42 Craven
Si parla già solo più di un corridore che per ora ha fatto solo qualche gara tra i prof, ma ci rendiamo conto di come abbiamo ridotto il ciclismo italiano? Alla continua ricerca di uno che salvi la baracca e nel mentre ne bruciamo quasi uno all'anno per lo stesso motivo. Pensateci.

x bullet
8 settembre 2026 11:42 CarloBike
Ieri per Brennan (ragazzo di 21 anni) hai scritto che erano sciocche le sue parole, per Wellens ogni giustifica è valida.

'Cose che i talebani di questa sezione commenti vedono solo quando il presunto torto è addebitabile al ciclista che odiano o della squadra che odiano. Due pesi e due misure da bravi tifosi da curva, due pesi e due misure da bravi poco abbienti quando serve pensare. '

Forse nella tue stesse parole, ti riconosci ! E la cosa fantastica è che proprio ieri lo hai scritto.
Memoria corta, a comando

CarloBike
8 settembre 2026 13:00 BuIlet
è il mio pensiero, credo che Brennan abbia detto qualcosa che ha banalizzato una giusta polemica (ho scritto questo e non che le sue parole erano sciocche, sei disonesto e ipocrita) e che se Wellens non partecipa a un mondiale dove deve fare il gregario a Remco ci può anche stare e non è certo il primo. Io non odio nessuna squadra. Detesto le idiozie che scrivono certi utenti. Punto.

BuIlet
8 settembre 2026 13:42 CarloBike

Craven
7 settembre 2026 12:35 BuIlet
oggi sono d'accordo con te, incredibile. Se deve fare la vita dell'impiegato UCI la deve prendere per intero. Sono quelle uscite un po' sciocche che sciupano un intento anche corretto.

A proposito di disonesti. Le uscite un pò sciocche sono parole....

Disonesto e ipocrita alla massima potenza !

E vediamo se esce il commento.....

CarloBike
8 settembre 2026 13:48 BuIlet
esatto: dire che all'Uci hanno 20 gradi è una cosa un po' sciocca che sciupa l'intento di Brennan che era anche corretto. Perché a questo punto li facciamo anche correre in giacca e cravatta e con la pausa caffè due o tre volte per tappa se il punto di riferimento è l'impiegato UCI. Pensa, i commenti escono, che stupore!!!

Emozione grande
8 settembre 2026 14:24 Cyclo289
Mai stato tifoso granché tifoso di Bugno ma ricordo quella gara di Benidorm come una delle più emozionanti a cui ho assistito; Bugno con quelle volate lunghissime (vedi il Fiandre, ad esempio) sembrava sempre lì lì per saltare e invece...

Ci sarebbe molto altro da dire su quel mondiale ma non voglio rubare spazio alle oramai quotidiane polemiche che affollano la sezione commenti di questo sito.

Bugno non deve avere una gran memoria
8 settembre 2026 15:11 pickett
Era ovviamente tra i grandi favoriti.Il favorito numero 1,su quel percorso sulla carta durissimo,ma che poi non fece la selezione che tutti si aspettavano,era Indurain,ma Bugno non era certamente un outsider.Del resto Bugno,da opinionista Rai(Giro ottobrino)ricordò di aver corso una tappa del Giro in cui i corridori fecero sciopero,e Freuler la fece in barba a tutti.Peccato che quell'anno(1984)Bugno fosse ancora dilettante!!!

Pickett
8 settembre 2026 16:51 Craven
Diciamo che quello che aveva capito tutto, senza mettergli i riflettori e pressione addosso, non c'è neanche bisogno di dirlo chi fosse.

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