Archiviato il Tour de France, per Paul Seixas è cominciato l’ultimo scorcio della sua prima stagione da professionista. Un’annata tanto intensa quanto esaltante, che però è tutt’altro che finita, visto che lo aspettano ancora alcuni appuntamenti importanti.
Nei prossimi giorni volerà in Canada per correre i Grand Prix Cyclistes de Québec e Montréal, dopodiché rimarrà oltreoceano per rifinire la gamba in vista dei Mondiali, dove avrà l’onore e l’onere di capitanare, a soli 19 anni, una storica superpotenza come la Francia.
«Il rientro post Tour de France è andato molto bene, sono stati in ritiro in altura a Les Arcs (Savoia) e sono contento di come ho gestito questa fase di ripresa - ha spiegato durante un incontro coi media il giovane atleta della Decathlon CMA CGM, che l’anno scorso, di questi tempi, vinceva il Tour de l’svenir -. Ovviamente avevamo una base molto importante su cui lavorare, ma le sensazioni in bici sono ottime e non era scontato. Credo di essere pronto per il finale di stagione, anche se poi saranno le gare a dirmi a che punto sono con la condizione e soprattutto come avrà reagito il mio corpo al mio primo Grande Giro. Ora come ora, comunque, direi che mi sento fresco».
Per Seixas ci sarà tutto il tempo per studiare da vicino cosa gli riserverà il percorso del Mondiale: «Per me si tratta della prima volta in assoluto nel continente americano. Sarà un po’ tutto nuovo per me, ma diversi atleti mi hanno parlato molto bene delle corse canadesi. In più quest’anno saranno un vero e proprio assaggio del Mondiale, potrò capire bene come si muove il gruppo in questi circuiti e come sono messe le strade. È una grande opportunità e non vedo l’ora che arrivino le gare e testarmi contro i miei avversari. Il livello sarà altissimo, praticamente lo stesso del Mondiale».
L’idea è di provare a lasciare il segno fin da subito: «ll percorso di Montréal è sicuramente più adatto rispetto a quello del Québec, perché è più selettivo. L’anno scorso ho guardato le gare e a Québec la corsa è più aperta, conta di più il posizionamento e il saper cogliere l’attimo. Ma in generale mi aspetto due gare in cui può succedere di tutto, anche perché se non c’è Tadej Pogačar le cose cambiano».
Il forfait del campione in carica per le gare canadesi dà nuova linfa un po’ a tutti gli avversari, perché ora si può effettivamente lottare per la vittoria senza dover sperare in un miracolo. «Senza di lui cambia praticamente tutto. È stato davvero sfortunato, poteva capitare a chiunque. Lui è il boss del ciclismo e quando non è in gara le cose vanno diversamente. Quando è in corsa, se attacca c’è poco che puoi fare o inventarti, è lui che sceglie l’andamento. Senza di lui è tutto molto più aperto. Ancor di più perché il Mondiale si corre tra Nazionali, e questo rende le cose ancora più difficili» ha concluso Seixas. Nel suo finale di stagione, l'altro suo grande obiettivo sarà Il Lombardia.
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