Non mancheranno agli Stati Uniti gli uomini per essere protagonisti nella prova in linea dei Mondiali su strada di Montreal. In Canada, infatti, la compagine a stelle e strisce sarà rappresentata da Sean Quinn (EF Education-EasyPost), Artem Shmidt (Netcompany-Ineos), Kevin Vermaerke (UAE Team Emirates-XRG), Larry Warbasse (Tudor), Brandon McNulty (UAE Team Emirates-XRG), Neilson Powless (EF Education-EasyPost) e, soprattutto, Quinn Simmons (Lidl-Trek) e Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike).
Gli ultimi due in particolare, considerato il pedigree e le caratteristiche del tracciato iridato, hanno assolutamente le carte in regola per recitare un ruolo di primo piano domenica 27 settembre, giornata questa in cui invece, verosimilmente, Riley Sheehan sarà costretto ad ammirare da casa l’operato dei connazionali.
L’alfiere della NSN sperava di essere convocato per la rassegna arcobaleno in terra canadese ma, purtroppo per lui, le scelte del selezionatore Tanner Putt sono ricadute su altri profili con il risultato che il ventiseienne di Boulder, alla fine, è stato escluso da quello che poteva essere il suo secondo Mondiale dopo quello di Zurigo due anni fa.
Ebbene, una volta appresa l’assenza dalla lista dei convocati, il vincitore dell’ultimo Circuit de Wallonie non ha nascosto il suo disappunto per la decisione presa dal suo commissario tecnico e, attraverso i suoi canali social, ha sfogato tutto il suo rammarico.
“Non scegliamo quelli che hanno vinto le corse...” ha scritto su X Sheehan evidenziando come né lui (autore di due vittorie in stagione) né compagni ancora più prolifici in questo 2026 come AJ August (cinque successi) e Matthew Riccitello (tre successi) siano stati presi in considerazione per i Mondiali canadesi.
Tutto ciò, al netto delle polemiche nate in queste ore, rivela l’abbondanza di alternativa in casa USA dove ci si augura che la forma degli uomini chiamati in causa per la gara di fine settembre e la vicina aria di casa possano siano sufficienti per spingere la selezione nordamericana verso quella maglia iridata che manca ormai dal lontano 1993 quando a vincere la corsa riservata agli uomini élite in quel di Oslo fu Lance Armstrong.
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