Brian COQUARD. 10 e lode. A 34 anni trova il piglio dei giorni migliori. Vince al fotofinish, ma vince, eccome che vince. Applausi per questo corridore Cofidis che non si dà mai per vinto e che oggi, finalmente, vince. Un gancio da grande boxeur che lascia il segno, che tira su il suo di morale e quello dei suoi compagni. Ci voleva proprio: è la terza vittoria stagionale, la numero 56 in carriera, la prima in un Grande Giro.
Mads PEDERSEN. 10. Perde di un nonnulla, ma questa volta deve stare dietro. Anche se il danese è tipo che sa stare sempre davanti, anche dopo le fatiche del Tour, che sta smaltendo in questa Vuelta.
Jordi MEEUS. 7. Il 28enne belga della Red Bull Bora Hansgrohe si butta lì in mezzo e alla fine finisce per essere schiacciato da due super.
Ben TURNER. 6,5. Il 27enne britannico della Netcompany prova a portare a casa qualcosa e qualcosa porta.
Alessandro ROMELE. 8. Il 22enne bergamasco ci ha preso gusto: in questa Vuelta, il suo primo Grande Giro della carriera, sta raccogliendo risultati a ripetizione. Un 11° nella crono, un 4° e un 6° in volata: mica parole.
Orluis AULAR. 5. C’è sempre, ma in questa Vuelta sembra sempre troppo lontano dall’azione: non è da lui.
Enric MAS. 10. Scende Tadej, sale lui. È la vita bellezza, che oggi è bella e domani non lo è. Oggi gira giusto allo spagnolo, ma Enric è uomo giusto e la maglia rossa - come fece in un ciclismo lontano Savoldelli nel giorno tetro di Pantani con la rosa - la rossa dicevo, non la veste.
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