Lorenzo Finn si liscia con soddisfazione la maglia gialla sul petto, sistema i i bordi delle maniche e poi comincia a raccontare le sue emozioni: «Il piano ha funzionato, vista anche l'altitudine è stata dura per tutti ma eccomi in giallo, alla vigilia di una due giorni alpina durissima, visto che il programma già domani propone qualcosa come 5mila metri di dislivello. Nella tappa odierna ho gestito in modo progressivo il vantaggio ed eccomi in giallo».
Per Lorenzo Finn si è chiusa con i complimenti Di Bernard Hinault una giornata iniziata di buon'ora per un caffé con o compagni di squadra a Les Carroz. Ormai sei ore piu' tardi in quel di Flaine, ai 1.844 del Col de Pierre Carree il momento topico per il clan della red Bull Bora Hansgrohe. Mentre saliva, le telecamere non lo mollavano un attimo e nel frattempo sul bus degli ospiti all'arrivo suo zio, venuto da Sheffield, aveva buoni presagi. Suffragati dal riscontro cronometrico.
Hai una strategia per le prossime tappe o ti affiderai alle sensazioni?
«Vedremo dai - glissa un po' Lollo -: correrò controllando il distacco dai rivali e tenendo conto dei tanti metri da scalare e dell'arrivo a quota 2700».
Prima, se ci fosse bisogno dii ricordarlo del gran finale italiano al Lago Serru'.