LE VOCI DELLA VUELTA. ROGLIC: «NON PENSAVO DI FARCELA, NON SO COSA MI ASPETTA»

VUELTA | 21/08/2026 | 10:30
di Francesca Monzone

Primoz Roglic sarà al via della Vuelta a España. Domani lo sloveno prenderà posto sulla rampa di partenza di Monaco per affrontare l'ultimo Grande Giro della stagione, ma questa volta senza l'obbligo di inseguire il quinto successo. Dopo quattro trionfi nella corsa spagnola, l'ultimo conquistato nel 2024, il campione della Red Bull-BORA-hansgrohe arriva infatti all'appuntamento più importante della sua estate con una condizione tutta da scoprire.


La sua presenza, fino a pochi giorni fa, non era affatto scontata. Tre settimane fa Roglic è stato investito da un'auto mentre si allenava e quell'incidente ha completamente modificato i suoi programmi. Invece del lavoro specifico per preparare la Vuelta, lo sloveno ha dovuto dedicarsi al recupero e alla riabilitazione. Le gare che avrebbero dovuto accompagnarlo verso la Spagna sono saltate e, per diversi giorni, anche la sua partecipazione al Grande Giro è rimasta appesa a un filo.


Ora, invece, Roglic è a Monaco, ma nessuno, nemmeno lui, sa davvero cosa aspettarsi.

«Non pensavo di poter partire da qui». Le parole pronunciate alla vigilia della Vuelta raccontano meglio di qualsiasi classifica la situazione del vincitore del Giro d'Italia 2023.

«Invece di prepararmi adeguatamente per la Vuelta, ho dovuto affrontare la riabilitazione. Quindi le cose non sono andate come previsto. Alla fine, sono riuscito ad allenarmi un po', ma non ho idea di come andrà. Forse dovrò fermarmi dopo una tappa, o forse andrà tutto bene».

Poi arriva la frase che fotografa perfettamente il momento. «Dieci giorni fa, non avrei nemmeno pensato di riuscire a infilarmi i calzini, figuriamoci a pedalare su una bici da cronometro. Per fortuna, le cose sono andate per il verso giusto. Non riesco ancora a sdraiarmi sul fianco destro, ma sto abbastanza bene per partire».

È dunque una Vuelta completamente diversa da quella che Roglic aveva immaginato. Il suo corpo sarà il primo avversario da battere. Prima ancora di Tadej Pogacar, dei grandi scalatori e delle salite spagnole, ci sarà da capire come reagirà dopo l'incidente e dopo una preparazione inevitabilmente compromessa.

Quattro volte vincitore della Vuelta, Roglic conosce perfettamente il sapore del successo sulle strade spagnole. Nel 2019, 2020, 2021 e 2024 ha costruito una parte fondamentale della sua leggenda proprio in questa corsa.

Questa volta, però, il quinto trionfo non sembra essere l'obiettivo. Non potrebbe essere altrimenti. Arrivare alla partenza dopo un incidente, con pochi allenamenti nelle gambe e senza le gare di avvicinamento previste significa necessariamente cambiare prospettiva.

La Vuelta sarà vissuta giorno per giorno, quasi come un lungo test. Roglic proverà innanzitutto a capire come sta. Se il corpo risponderà bene, allora potrà cominciare a pensare alle tappe, alla classifica e magari a qualche grande attacco. Ma oggi sarebbe impossibile fissare un obiettivo concreto. Anche perché lo sloveno non indossa un numero di gara da settimane e arriva a Monaco in condizioni completamente differenti rispetto a quelle che aveva programmato.

E poi c'è il futuro. La Vuelta non sarà importante soltanto per capire quale Roglic vedremo in corsa. Il Grande Giro spagnolo potrebbe rappresentare anche uno dei capitoli conclusivi della sua esperienza con la Red Bull-BORA-hansgrohe. Il contratto dello sloveno scadrà infatti al termine della stagione e il suo futuro è diventato uno dei temi più interessanti del mercato.

Nelle ultime settimane si sono susseguite diverse indiscrezioni. Pinarello Q36.5, Bahrain Victorious e Movistar sono state accostate al campione sloveno, ma nessuna trattativa sembrava aver preso una direzione concreta. Poi è comparsa la Lotto-Intermarché e questa volta non si tratta soltanto di una voce.

Alla vigilia della Vuelta, Roglic ha confermato di aver parlato con la squadra belga. «Posso confermare di aver parlato con la Lotto-Intermarché una volta, ma molto di recente», ha spiegato. «La notizia del mio colloquio era già trapelata da settimane. Quindi la cosa mi ha sorpreso. Ma sì, abbiamo parlato».

Una frase breve, ma sufficiente per aprire ufficialmente uno scenario di mercato.

Roglic ha deciso di continuare la propria carriera. L'ipotesi del ritiro, che era circolata inizialmente, sembra ormai superata. Il problema è capire con quale squadra. La Lotto-Intermarché potrebbe rappresentare una soluzione particolarmente interessante. La formazione belga perderà Lennert Van Eetvelt, destinato alla NSN, mentre Jarno Widar è appena entrato nel mondo dei grandi giri e dovrà inevitabilmente fare esperienza.

Un corridore del calibro di Roglic potrebbe quindi diventare il riferimento della squadra nelle corse a tappe e, contemporaneamente, una guida preziosa per i giovani. Ma lo sloveno non sembra ancora disposto a rinunciare ai propri obiettivi personali.

Il Tour de Suisse, per esempio, è uno dei pochi grandi appuntamenti a tappe che ancora mancano al suo palmarès. E il Tour de France non è completamente uscito dai suoi pensieri: quest'anno non c'era spazio per lui nella selezione della Red Bull-BORA-hansgrohe, ma cambiando squadra potrebbe tornare ad avere la possibilità di presentarsi al via della Grande Boucle.

La stagione dice che Roglic può ancora essere protagonista: i risultati ottenuti prima dell'incidente dimostrano che lo sloveno non è ancora un corridore arrivato al capolinea. È stato quinto alla Tirreno-Adriatico e ottavo al Tour de Suisse, due risultati che non appartengono certamente alla sua versione migliore, ma che confermano la capacità di rimanere competitivo ai massimi livelli.

Ora, però, tutto ricomincia da Monaco e davanti a lui ci sono 21 tappe e una corsa che conosce come pochi altri. Ci sarà Pogacar, favorito per la classifica generale, ci saranno gli scalatori e ci saranno le montagne. Ma per Roglic la vera sfida sarà molto più semplice e, allo stesso tempo, molto più complicata: capire se il suo corpo è pronto a reggere tre settimane di Vuelta.

«Forse dovrò fermarmi dopo una tappa, o forse andrà tutto bene». È questa l'incertezza che accompagnerà Roglic sulla rampa di partenza.

Per uno che ha vinto quattro volte la Vuelta, che ha conquistato il Giro d'Italia e che ha costruito una carriera intera sulle grandi corse a tappe, è una situazione insolita.

Ma proprio per questo, la Vuelta 2026 sarà ancora più interessante da seguire. Perché domani non partirà soltanto un quattro volte vincitore della corsa spagnola: partirà un Roglic tutto da scoprire, con il futuro ancora da scrivere e un'intera Vuelta per capire quanto lontano può ancora arrivare.


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COMMENTI
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21 agosto 2026 18:53 Angliru
Un bene averlo in corsa !

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