È stato commissariato, ma anche cancellato dai comunicati, ma non dalla memoria. Torna il Giro della Campania, grazie chiaramente al «Presidente della regione Roberto Fico, dell'assessora allo Sport Fiorella Zabatta e del Sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, col supporto del comitato regionale della Federciclismo presieduto da Umberto Perna; con l'ingresso nel calendario UCI (categoria 1.1) e nella prestigiosa Coppa Italia delle Regioni, a cura della Lega Ciclismo Professionistico; con l'organizzazione affidata alla società Terenzi Sport Eventi, che nel 2021 ha fatto rinascere nella capitale lo storico Gran Premio della Liberazione e quest'anno darà vita al Gran Premio del Lazio il 19 settembre e al Giro di Campania domenica 20», si legge nella nota.
Tutto bene, tutto giusto: evviva! Torna una corsa, una grande corsa carica di storia e di tradizione, però non avrebbe guastato ricordare anche grazie a chi, a quell’onorevole Roberto Pella che tutto questo ha reso possibile. Chiaro è stato commissariato, non è più presidente della Lega, in attesa di sentenze, sviluppi, prese di posizione, ma questo non è il tema. Quello che colpisce è il profondo iato tra il primo e il dopo, tra un’azione e una ripartenza. Con un colpo di spugna via tutto. Non ci sarebbe stato niente di male che qualcuno dicesse o ricordasse che tutto questo è stato possibile grazie all’interessamento dell’ex presidente di Lega Roberto Pella. Un atto di giustizia, in attesa della giustizia.
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.