Ci sono vittorie che valgono molto più del semplice successo di tappa. Quella conquistata da Kim Le Court nella sesta frazione del Tour de France Femmes, con arrivo a Tournon-sur-Rhône dopo 153,4 chilometri, appartiene senza dubbio a questa categoria. La campionessa mauriziana della AG Insurance-Soudal ha trasformato una giornata che sembrava compromessa in un capolavoro di carattere, resistenza e determinazione.
Dopo giorni complicati e la delusione seguita alla cronometro, la trentenne africana ha ritrovato il sorriso nel modo più bello: alzando le braccia al cielo nella corsa più importante del calendario femminile.
La vittoria di Le Court è nata soprattutto dalla capacità di non arrendersi. Nel momento decisivo della tappa, durante la discesa che precedeva l'ultima lunga salita, un problema meccanico ha rischiato di cancellare ogni ambizione. Costretta a cambiare bicicletta, la mauriziana si è ritrovata molto lontana dal gruppo delle migliori.
«È stata una tappa pazzesca. Ho avuto un problema meccanico durante la discesa prima dell'ultima salita e ho dovuto cambiare bici. Ero davvero molto indietro, ma le mie compagne sono state fantastiche. Mi hanno riportata in gruppo poco alla volta ed è stato uno sforzo enorme».
Il lavoro di squadra della AG Insurance-Soudal è stato determinante. Le compagne di Kim hanno sacrificato tutte le loro energie per riportare la capitana nel vivo della corsa. Una volta rientrata, Le Court ha trovato ancora la forza di rilanciare l'azione insieme all'olandese Riejanne Markus. La fuga si è selezionata, ma la corsa era tutt'altro che finita.
Quando Markus ha sferrato il proprio attacco, la mauriziana sapeva perfettamente come sarebbero andate le cose. «Mi aspettavo un attacco di Riejanne. Era l'unico modo per lei di provare a vincere. Ho dovuto chiudere quel buco completamente da sola» ha detto la nativa di Curpipe.
Uno sforzo che sembrava superiore alle sue possibilità. «Ero davvero, davvero esausta. Ero al limite. Non riesco ancora a credere di aver trovato le gambe per fare lo sprint finale».
Per diversi minuti Kim Le Court ha corso soltanto con la forza della volontà. Il fisico chiedeva di fermarsi, ma la testa ha avuto la meglio. «È stata durissima. Ero vicinissima a mollare. Ma non potevo arrendermi dopo tutto il lavoro che la squadra aveva fatto per riportarmi davanti». Parole che raccontano meglio di qualsiasi cronometro quanto sia stato importante il contributo della AG Insurance-Soudal nella vittoria di oggi.
L’affermazione di oggi, la numero quindici della carriera, assume per Le Court un significato ancora più profondo perché arriva dopo un periodo complicato. La cronometro aveva lasciato addosso molta amarezza e la mancata conquista della maglia gialla pesava ancora. «Penso che la squadra ne avesse davvero bisogno. Ho sofferto molto dopo la cronometro e credo che questa vittoria dia finalmente un senso al nostro Tour de France» ha affermato l’atleta dell’Ile Maurice.
Pur continuando a coltivare ambizioni nella classifica generale, Le Court sa bene quanto pesi un successo di tappa nella Grande Boucle. «Naturalmente abbiamo obiettivi anche per la classifica generale, ma vincere una tappa al Tour de France è qualcosa di davvero speciale. La gente magari dimentica chi arriva quinto o decimo, ma si ricorda sempre di chi ha vinto una tappa».
Per Kim Le Court è una delle affermazioni più prestigiose della carriera e un nuovo capitolo nella crescita del ciclismo africano ai massimi livelli. La mauriziana ha dimostrato di possedere non solo qualità atletiche, ma anche una straordinaria forza mentale, riuscendo a ribaltare una giornata che sembrava ormai compromessa.
A Tournon-sur-Rhône ha vinto il coraggio di non arrendersi dopo un problema meccanico, ha vinto la forza di una squadra che ha creduto fino in fondo nella propria leader e ha vinto una campionessa che, quando tutto sembrava perduto, ha trovato le energie per sprintare verso uno dei successi più belli della sua carriera. Una vittoria che il Tour de France Femmes difficilmente dimenticherà
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