RUBIO. «VORREI CHE IL MIO INCIDENTE SERVISSE PER MIGLIORARE LE CONDIZIONI DI SICUREZZA»

PROFESSIONISTI | 03/08/2026 | 08:20
di Francesca Monzone

Il Tour de France di Einer Rubio si era concluso nel modo più doloroso possibile, su una delle montagne più iconiche del ciclismo mondiale. La diciannovesima tappa, con il leggendario arrivo sull'Alpe d'Huez, si era trasformata in un incubo per lo scalatore colombiano della Movistar, vittima di un incidente tanto incredibile quanto sfortunato.


Rubio era infatti finito violentemente contro l'auto della UAE Emirates, costretta a frenare bruscamente dopo che uno spettatore era caduto sulla carreggiata. Il colombiano non aveva avuto il tempo di evitare l'impatto, schiantandosi contro il lunotto posteriore della vettura della squadra della UAE. Le conseguenze furono pesanti: il ritiro immediato dal Tour de France, numerosi traumi al volto e circa venti punti di sutura necessari per ricucire le  ferite riportate nell'incidente.


A distanza di alcuni giorni, però, arrivano finalmente notizie incoraggianti. Rubio sta recuperando e ha deciso di rompere il silenzio con un messaggio pubblicato sui propri canali social, nel quale ha voluto ringraziare tutte le persone che gli sono state vicine durante questo difficile momento.

«Sono passati già alcuni giorni dall'incidente al Tour de France e, come si dice, bisogna trarne il meglio - ha scritto il colombiano su Instagram - Nessuno si aspetta che una gara finisca in questo modo, ma è semplicemente quello che è successo. Non possiamo cambiare il passato, ma possiamo imparare da situazioni come queste e lavorare per prevenirle in futuro».

Rubio non si limita a guardare indietro, ma lancia anche una riflessione importante sulla sicurezza delle corse. Il colombiano sottolinea come episodi del genere debbano rappresentare un punto di partenza per migliorare la protezione dei corridori e degli spettatori.

«Le cose sarebbero potute andare diversamente con guardrail più efficaci in salita, controlli più severi sul traffico automobilistico e tifosi più attenti e consapevoli del fatto che durante una gara la sicurezza sia dei ciclisti che degli spettatori lungo la strada è a rischio».

Parole scritte senza polemica, ma con la lucidità di chi ha vissuto in prima persona un episodio che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più gravi. L'incidente sull'Alpe d'Huez ha infatti riacceso il dibattito sulla gestione della sicurezza nelle grandi corse a tappe, soprattutto nei tratti più affollati delle salite leggendarie del Tour, dove migliaia di tifosi si assiepano a pochi centimetri dai corridori.

Nonostante la delusione per un Tour de France interrotto nel momento decisivo, Rubio preferisce concentrarsi sugli aspetti positivi e sul sostegno ricevuto.

«Ringrazio di cuore tutte le persone fantastiche che mi hanno mandato messaggi di supporto. Mi sto riprendendo e tornerò presto».
È il messaggio più bello per i suoi tifosi e per tutto il mondo del ciclismo. Lo scalatore della Movistar guarda già al futuro, con l'obiettivo di lasciarsi alle spalle una delle pagine più amare della sua carriera. Le ferite sul volto guariranno con il tempo, ma l'episodio dell'Alpe d'Huez rappresenta un monito affinché organizzatori, squadre e pubblico continuino a lavorare insieme per rendere il ciclismo sempre più sicuro. Perché lo spettacolo delle grandi montagne non dovrebbe mai trasformarsi in un rischio per chi ogni giorno mette in gioco la propria salute per inseguire un sogno.


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COMMENTI
Impressionante
3 agosto 2026 11:33 titanium79
Tra il colpo visto in tv e le numerose cuciture, fa davvero impressione !
In bocca al lupo di pronta ripresa

Auguri!
3 agosto 2026 12:38 velocista_fuoritempomassimo
Ma povero ragazzo, fa veramente impressione la sua storia, purtroppo il pubblico è bello da vedere ma non sempre è attento e va gestito dagli organizzatori in primis...

Tour
3 agosto 2026 19:20 Stef83
Gli organizzatori del Tour sono a dir poco fortunati.... discese paurose senza guardrail.... fin che non succede la disgrazia...

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