È una storia che si ripete e si rinnova. Quei quattro amici al bar ormai sono cresciuti e hanno creato da una bottega un’officina, da un’officina una vera e propria industria. Loro sono Andrea Camerana, Gian Luca Pozzi, Robert Carrara e Angelo Mantovani. Quattro amici che qualche anno fam era il 2017, hanno deciso di rilevare la bottega di “Bepin” Drali che, una volta persa la moglie, di andare avanti non ne aveva proprio più voglia. Loro quattro gliel’hanno fatta tornare, fin quando a 93 anni “il Drali” ha deciso di “togliere le tende”, come soleva dire lui, per raggiungere l’adorata Marisa.
I fantastici quattro hanno salvato un marchio, creato da Carlo e portato avanti da “Bepin” Drali, e ora da questi quattro cavalieri dell’apocalisse che hanno trasformato una bottega storica del quartiere Stadera a Milano, in una vera e propria piccola-media impresa che guarda e pensa sempre più in grande, è stato compiuto un altro salvataggio.
È una storia che si ripete, dicevamo, e si rinnova con una nuova acquisizione. Con un nuovo salvagente che viene lanciato per trarre in salvo un marchio storico di biciclette che nel suo piccolo ha contribuito a fare grande il made in Italy nel mondo: la Cicli Casati.
È di questi giorni la notizia che questo marchio storico della operosità brianzola sia passato di mano: da Massimo, Luca e Manuela Casati è traslato alla Cicli Drali, acquisita al 100 per cento dall’azienda milanese per dare la possibilità a questa piccola ma apprezzatissima realtà artigianale di continuare a costruire i propri telai in carbonio e in acciaio inox con la cura e meticolosità di sempre. «Siamo una realtà ultra centenaria (nata nel 1923, ndr) che ne ha acquisita un’altra – dice Gian Luca Pozzi, ceo della Drali -. Con la famiglia Casati avevamo già collaborato, ci eravamo più volte interfacciati e confrontati, poi è nata l’occasione di subentrare nella gestione, visto che il mercato si è fatto molto difficile e loro erano parecchio in affanno. Una cosa però è bene dirla subito: Casati continuerà a fare le sue biciclette, così come la Drali prosegue il suo programma di crescita e sviluppo. Noi siamo una piccola realtà industriale che sta crescendo anno dopo anno, Casati resterà un’eccellenza nella produzione di telai sartoriali».
Ad ascoltare le parole di Pozzi c’è Massimo Casati, classe ’63, che in azienda si è sempre sporcato le mani con il fratello Luca (classe’67). «La nostra è un’azienda che nasce per volontà di Pietro, nostro nonno, nel 1920. Papà Gianni (mancato nel 2013, ndr) l’ha mandata avanti e sviluppata per anni, noi siamo entrati a lavorare al suo fianco giovanissimi: io a 18 anni, Luca a 16. Se Manuela (classe ’75) si è sempre occupata della parte economica, Luca è il vero telaista del gruppo. Io gli ho sempre dato una grossa mano, anche se mi sono sempre più concentrato sul montaggio e il controllo qualità. Adesso, con i Drali al nostro fianco, possiamo tornare a respirare e a fare i nostri prodotti pensando solo a realizzarli nel miglior modo possibile».
«Se tra le due realtà ci potrà essere un travaso di conoscenze? Chiaro che sì – spiega sempre Gian Luca Pozzi -. I fratelli Casati sono da sempre apprezzati e riconosciuti sul mercato non solo italiano (la produzione al 95% va all’estero, ndr), hanno una grandissima esperienza: le competenze ci hanno sempre attratto. Siamo due marchi diversi, che dovranno vivere in modo autonomo ma sinergico».
Per la cronaca: da Monza la Cicli Casati ha traslocato in un’altra dimora, questa volta ad Ornago, sempre nella provincia di Monza e Brianza.
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