Ma quante istantanee diverse ha offerto il Tour a Barcellona? Non solo un recap sull’architettura e sulle trasformazioni simbolo della città che più di altre interpreta il cambiamento. Si sono alternate nel magmatico blob, la folla alle transenne lungo tutti i 19,7 km della cronosquadre, la potenza evocativa di un santuario del pedale (il Montjuïc), la scanzonata pedalata di Indurain, Purito Rodriguez e Mauri, inforcando le classiche bici rosse per turisti, simbolo dell’invidiabile mobilità sostenibile catalana.
Si riparte da Granollers, in direzione Pirenei, e la bandierina si abbassa nella cittadina natale di un certo Aleix Espargaro’, addetto ai lavori - anche ciclisticamente parlando - galvanizzato dall’arrivo del Tour de France a casa sua, lì a due passi da quel circuito di Montmelò dov’è diventato grande e big del motociclismo.
Lo sappiamo: Espargaro, quando ancora era centauro nei motogp, usava la bici come lavoro di base, pedalando con Carlos Verona e “Purito”. Poi, nel 2025, anche una parentesi agonistica con Lidl Trek, la partecipazione al Tour of Austria purtroppo conclusasi con un infortunio che ha condizionato i futuri piani di Aleix nel ciclismo, anche se lui è rimasto come ambassador della squadra.
Del resto Espargaro’ fa dire a chi lo conosce bene: “non può fare il corridore non certo perchè non sia forte fisicamente ma soltanto perchè ci sono cose che non puoi imparare a 35 anni, stress o stare in gruppo”.
Simpatico, intanto, il siparietto di show-cooking vissuto insieme a Marta Verona, moglie di Carlos, in uno dei momenti promozionali di Lidl Trek a margine della Grand Départ. La nutrizionista, molto seguita, ha consigliato ai ciclisti: "Ci sono diversi livelli. Per chi, come noi, non è un professionista e affronta solo una breve uscita, una mela piccola fornisce un po' di energia; ma per ottenere buone prestazioni servono fiocchi d'avena di qualità, un adeguato apporto di carboidrati prima dell'attività, miele e una banana – che apporta anche potassio – il tutto seguito da idratazione e assunzione di proteine" - ha detto la vincitrice di Masterchef 6. Espargaro ha ascoltato attentamente, scherzando con Marta Verona sui reciproci incidenti:" Sono io quello che cade più spesso", ha detto Aleix, ancora in fase di recupero dall'infortunio subito ad aprile in un test con la Honda. "Mi sto riprendendo e non vedo l'ora di sottopormi all'intervento per rimuovere i mezzi di sintesi – le barre e le placche – così da poter risalire in moto il prima possibile".
Espargaró ha ammesso che l'infortunio ha condizionato i suoi programmi agonistici. "Avevamo diverse gare in calendario per l'inizio dell'anno e l'infortunio ha stravolto tutto, ma vedremo cosa succederà nella seconda metà della stagione", ha spiegato. Sul 36enne di Granollers, intanto, il quotidiano La Vanguardia, ha rivelato “è asciutto e in forma, possiede tre ristoranti giapponesi e occasionalmente percorre 80 km in bicicletta; quando unisce le due cose – il cibo e il ciclismo – inizia a contare le calorie”.
Lui, il tre volte vincitore di gare di Campionato del Mondo, ha tirato il collo in salita al giornalista che lo intervistava, ricordando come durante tutta la carriera da motociclista, il ciclismo è stato la sua forza trainante, il fondamento della preparazione fisica. “Mi allenavo ad Andorra, con Verona, che è uno dei miei migliori amici e Rodriguez, circondato da ciclisti professionisti. Ma quando pedali con loro, ti rendi conto di quanto sia dura”. Chiusura con un inno alle due ruote senza motore: “Mi spingevo al limite, senza dubbio. Il ciclismo è incredibilmente completo. Mi dà forza, migliora la resistenza cardiovascolare, mi aiuta a mantenere il peso e mi tempra mentalmente”. Convinto e convincente.