Per dirla con il titolo a tutta pagina del Mundo Deportivo, l’entusiasmo della città catalana per la Grand Depart viene racchiuso in una specie di neologismo: “TOURCELONA”. Resoconti della tappa inaugurale in cui si scomodano paragoni impegnativi, così fa Gazzetta dello Sport con Ciro Scognamiglio, che riferendosi a Vingegaard attacca così: “Stavolta è stato lui a fare una cosa alla Indurain, alla Hinault, alla Merckx”. Un gigante tra i giganti, insomma, nel giorno in cui Filippo Ganna si guadagna complimenti e citazioni sui vari quotidiani, italiani e non solo, oltretutto con quell’iconica maglia tricolore subito onorata a dovere. E alla fine il tempo è stato rilevato sulla prestazione di Top Ganna, non era previsto ma non si può dire che il piemontese si sia fatto trovare impreparato.
Su Repubblica, Cosimo Cito spiega che “la salita del Montjuic ha consegnato uno spettacolo maestoso al primo giorno di Tour”, ricordando come la collina olimpica del Montïjuc visto i trionfi iridati di Gimondi e Criquelion. Marco Bonarrigo sul Corriere mette sulla bilancia Vingegaard con i suoi 58 kg e Ganna, 90 kg, anche se il divario tra i due si riduce ad un nonnulla in termini di secondi. Nella canicolare Barcellona, l’unico uragano (così Il Giornale definisce il danese) scatenatosi è stato quello chiamato Vingegaard. Pier Augusto Stagi annota: “Con questa nuova generazione di corridori nati pronti, ambiziosi come non mai, i calcoli si fanno subito. Se c’è da correre e mandare immediatamente dei segnali, si mandano”.
Gli spettatori ringraziano per lo spettacolo. Oltralpe, in attesa che il Tour approdi nei Pirenei, l’ha messa sul poetico Alexandre Roos, uno dei tanti inviati de L’Equipe al seguito della Grande Boucle. Il senso di libertà della corsa racchiuso anche in un semaforo rosso bruciato con totale impunità, consentita quando si parla di bici: “Quel primo assaggio del Tour de France ci scalderà sempre il cuore, anche se in realtà non c'era bisogno di alzare il termostato” si legge, mentre a corredo dell’articolo una foto dice tutto. I Netcompany Ineos con i polsi a mollo nelle bacinelle.
GAZZETTA DELLO SPORT
GIGANTE VINGEGAARD
Stavolta è stato lui a fare una cosa alla Indurain, alla Hinault, alla Merckx. Stavolta è stato Jonas Vingegaard a scomodare i paragoni con giganti della storia ciclistica e non solo, battezzando il Tour de France in maglia gialla dopo avere concluso il Giro d’Italia in rosa. «La partenza è stata perfetta. Questa corsa è lunghissima, ma non potevo iniziare meglio», è la sintesi del danese che sulla collina del Montjuic, il balcone per eccellenza sulle meraviglie di Barcellona, ha vinto il primo round con il rivale di sempre Tadej Pogacar:.. (Ciro Scognamiglio)
REPUBBLICA
LO SQUILLO E’DI VINGEGAARD, GANNA 8 SECONDI DI TROPPO
Vingegaard in maglia gialla, Pogacar “solo” in maglia a pois e Ganna nel mezzo dei due giganti, a recriminare per 8”. La salita del Montjuic ha consegnato uno spettacolo maestoso al primo giorno di Tour. La cronosquadre di Barcellona è stata sfida diretta tra i grandi e ridotto a un contorno i compagni, importanti sì ma solo fino allo strappo finale della collina olimpica, dove vinsero Mondiali Felice Gimondi e Claude Criquielion. (Cosimo Cito)
CORRIERE DELLA SERA
GANNA E’UN GIGANTE, MA VINGEGAARD LO BATTE
Se ha coraggio e forza per ribellarsi alle leggi della fisica che regolano il ciclismo, anche un gigante può volare agile come un uccelletto concepito dalla natura per dominare le montagne. Non fosse per quel niente (7”33 su 22’ di corsa) che ieri al Montjuic ha separato i 90 chili abbondanti di Filippo Ganna dai 58 scarsi di Jonas Vingegaard, celebreremmo la maglia gialla del piemontese al Tour de France dopo una cronosquadre avvincente, libera da un regolamento antiquato che imponeva lo stop al cronometro solo al passaggio del quarto atleta di ogni team sul traguardo e tempi uguali per tutti. (Marco Bonarrigo)
IL GIORNALE
URAGANO VINGEGAARD CON MESSAGGIO A POGACAR: «INIZIO PERFETTO»
Èfinito il tempo in cui la maglia la si lasciava lì e si pensava a tutto quello che c’era da affrontare in tre settimane. È finito il tempo dei calcoli e dei ragionamenti. Con questa nuova generazione di corridori nati pronti, ambiziosi come non mai, i calcoli si fanno subito. Se c’è da correre e mandare immediatamente dei segnali, si mandano. Questa volta, oltre ai corridori, ci si mette anche il Tour, con il suo grande capo Christian Prudhomme, che per l’occasione mette in scena una crono spettacolare, che premia i team ma anche i big. Non si prende più il tempo sul quarto di ogni squadra, ma sul primo (e ognuno matura il proprio tempo). Insomma, il Tour apparecchia la tavola per esaltare il talento e questo viene fuori. (Pier Augusto Stagi)
L’EQUIPE
UNA LIBERAZIONE
Che emozione sfrecciare a tutta velocità per le arterie di Barcellona. Passavamo i semafori rossi con totale impunità; una boccata di libertà ci spingeva da dietro; foglie bruciate dal sole turbinavano nella scia dei treni delle squadre che correvano a velocità folle; la polvere si sollevava in grandi nuvole; E c'era l'azzurro del mare, piccole barche ancorate placidamente in lontananza e i colori caldi delle bandiere catalane – e di bandiere provenienti da tutto il mondo – che costeggiavano il percorso.
Quel primo assaggio del Tour de France ci scalderà sempre il cuore, anche se in realtà non c'era bisogno di alzare il termostato. (Alexander Roos)
EL MUNDO DEPORTIVO
VINGEGAARD CONQUISTA BARCELLONA
Jonas Vingegaard (29 anni) non sta bluffando: durante la presentazione della squadra alla Sagrada Família, prima dell'inizio della corsa, aveva dichiarato di sentirsi più forte e sicuro che mai alla vigilia di questo Tour de France. Ieri ha confermato le sue parole con una straordinaria dimostrazione di potenza nella cronosquadre di Barcellona, che ha dato il via alla 113ª edizione della “Grande Boucle”. Già vincitore di due edizioni del Tour (2022, 2023), il danese ha chiarito senza ombra di dubbio – qualora ce ne fosse bisogno – di voler contendere la vittoria finale a Tadej Pogačar fin dal primo giorno; e infatti, già ieri, ha indossato la maglia gialla di leader. (Celes Piedrabuena)
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.