Ma dove eravamo rimasti con la rassegna stampa? Poco più di un mese fa i giornali salutavano il dominio al Giro di Vingegaard e la vittoria di Milan nello sprint romano. Adesso, per rifarsi al titolo de L’Equipe, l’invito collettivo “VAMOS!” è rivolto a tre moschettieri i cui volti campeggiano nella copertina un pò in stile affiche da collezione, forse creazione di un grafico, forse dell’intelligenza artificiale, più facilmente di tutte e due.
Nell’immagine composta, intanto, non può mancare la Sagrada Familia, a geolocalizzare il luogo di partenza, se non bastasse il titolo… Attestano dal quotidiano di casa Aso che “Tadej Pogačar è il grande favorito per la 113ª edizione del Tour de France – il suo regno – dove cercherà di eguagliare il record di cinque vittorie. Dovrà vedersela con il suo storico rivale Jonas Vingegaard e con l'elettrizzante Paul Seixas, il cui debutto sta accrescendo notevolmente l'attesa”. Bella la trovata del giovane inviato di punta Alexandre Roos, che ricorda come in occasione della Grand Depart fiorentina il buon Paul Seixas avesse guadagnato la prima e fugace citazione sul quotidiano.
Gazzetta dello Sport e Ciro Scognamigio focalizzano l’attenzione del lettore sulla caccia ai miti da parte di Pogi, uno che “con storia e leggenda che flirta da un pezzo, fuoriclasse magnifico che pedala su un pianeta di cui è l’unico abitante. Da oggi al Tour de France lo sloveno comincia a inseguire il record dei record: il quinto successo nella Boucle, che lo porterebbe all’altezza di Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain”.
Anche Cosimo Cito de la Repubblica fa di conto, ricordando come siano trascorsi esattamente nove mesi dall’ultima volta in cui, nella stessa corsa, Tadej e Jonas si erano trovati insieme. Era l’Europeo e sappiamo come andò. Che quella di Barcellona sia attesa febbrile lo testimonia il reportage de La Vanguardia, articolo dove non manca anche una citazione della recente visita di Papa Leone XIV, “a riprova della vitalità della città”. Nessuno sembra cogliere un contrasto tra sacro e profano, pensando al Tour.
Intanto, chissà se rispetto alla cronosquadre ed al suo esito, avrà ragione Marco Bonarrigo del Corriere della Sera, che sembra affidarsi decisamente al responso dell’intelligenza artificiale. Azzeccata la scelta de Il Giornale, che si affida al “vaticinio” di un campione come Vincenzo Nibali, intervistato da Pier Augusto Stagi. L’ultimo italiano in giallo ai Campi Elisi, che approva decisamente la scelta degli organizzatori di partire con la crono per team, vede di buon occhio Seixas, malgrado la giovanissima età ed il confronto con Pogacar e Vingegaard. Parola di “Squalo”.
L'EQUIPE
BARCELLONA INAUGURA UN TOUR ENTUSIASMANTE
Il Tour de France prende il via oggi tra le strade di Barcellona con una storica *Grand Départ*. Per la prima volta, la capitale catalana ospiterà la partenza della corsa francese, che vedrà Tadej Pogačar — grande protagonista e favorito — puntare a un quinto titolo capace di consacrarlo nell'olimpo del ciclismo accanto ad Anquetil, Merckx, Hinault e Induráin. Barcellona, che aveva già ospitato il Tour nel 2013, inaugura la *Grande Boucle* sulla scia della recente visita di Papa Leone XIV e dell'inaugurazione della Torre di Gesù alla Sagrada Família: eventi che, nel loro insieme, testimoniano la vitalità della città. (Roberto Rodriguez)
REPUBBLICA
VINGEGAARD INSEGUE POGACAR; IL TOUR E’UN AFFARE PER DUE
Sono trascorsi esattamente nove mesi dall’ultima volta che Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard hanno indossato un numero di gara lo stesso giorno, nella stessa corsa. Era l’Europeo nell’Ardèche. Vinse Pogacar, Vingegaard si ritirò a metà corsa. Si ritrovano a Barcellona al Tour de France da oggi per le prossime settimane, un appuntamento fisso, l’unico dell’anno tra loro, nella corsa che vale di più, l’unica nella quale il danese abbia battuto il campione del mondo, all’epoca ancora giovane e vulnerabile in certi aspetti... (Cosimo Cito)
CORRIERE DELLA SERA
IL TOUR DIVENTASCIENZA, VINGEGAARD ALL'ATTACCO NELLA CRONO STRAVOLTA
Adesso che L’AI ha definito nei dettagli le potenze critiche da rispettare in salita (quelle che se vai oltre schiatti, se vai più piano ti stacchi) e calibrato il carico di carboidrati da ingurgitare (c’è chi arriva a 140 grammi l’ora, roba da indigestione), ora che sono pronti i gilet rinfrescanti da vestire fino a un attimo prima del via e miscelati i beveroni all’amarena da scolare (a temperatura Mojito, sia chiaro) subito dopo il traguardo sennò la «finestra» del glicogeno si chiude, il Tour de France dei Marziani è pronto a scattare alle fatidiche cinque della sera dal porto di Barcellona. (Marco Bonarrigo)
IL GIORNALE
«ALTRA SFIDA A DUE TRA POGACAR E VINGEGAARD. E OCCHIO A SEIXAS»
L’ULTIMO ITALIANO A VINCERE NEL 2014 LEGGE IL TOUR OGGI AL VIA DA BARCELLONA
Tadej Pogacar contro Jonas Vingegaard, sfida totale e finale. Dopo tanta attesa è arrivato il momento più atteso per gli appassionati di ciclismo. Oggi da Barcellona il via dell’edizione numero 113 della Grand Boucle. Lo sloveno insegue la cinquina, il danese spera di ridurre le distanze e portarsi a quota tre...Ne parliamo con Vincenzo Nibali, l’ultimo italiano capace di tenere alto il buon nome del ciclismo italico per quasi un ventennio, vincitore di Giro, Tour e Vuelta, l’ultimo esempio di corridore totale e per questo universalmente riconosciuto.
Si parte da Barcellona con una “cronosquadre”: le piace che s’incominci subito con una prova riservata ai team?
«A me piace molto. Per vincere una grande corsa a tappe devi avere per forza un grande team, da solo non vai da nessuna parte. Una prova così mi sarebbe piaciuta un sacco». (Pier Augusto Stagi)
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