PAGINE GIALLE, LA RASSEGNA STAMPA DEL TOUR DE FRANCE

TOUR DE FRANCE | 04/07/2026 | 09:30
di Aldo Peinetti

Ma dove eravamo rimasti con la rassegna stampa? Poco più di un mese fa i giornali salutavano il dominio al Giro di Vingegaard e la vittoria di Milan nello sprint romano. Adesso, per rifarsi al titolo de L’Equipe, l’invito collettivo “VAMOS!” è rivolto a tre moschettieri i cui volti campeggiano nella copertina un pò in stile affiche da collezione, forse creazione di un grafico, forse dell’intelligenza artificiale, più facilmente di tutte e due.


Nell’immagine composta, intanto, non può mancare la Sagrada Familia, a geolocalizzare il luogo di partenza, se non bastasse il titolo… Attestano dal quotidiano di casa Aso che “Tadej Pogačar è il grande favorito per la 113ª edizione del Tour de France – il suo regno – dove cercherà di eguagliare il record di cinque vittorie. Dovrà vedersela con il suo storico rivale Jonas Vingegaard e con l'elettrizzante Paul Seixas, il cui debutto sta accrescendo notevolmente l'attesa”. Bella la trovata del giovane inviato di punta Alexandre Roos, che ricorda come in occasione della Grand Depart fiorentina il buon Paul Seixas avesse guadagnato la prima e fugace citazione sul quotidiano.


Gazzetta dello Sport e Ciro Scognamigio focalizzano l’attenzione del lettore sulla caccia ai miti da parte di Pogi, uno che “con sto­ria e leg­genda che flirta da un pezzo, fuo­ri­classe magni­fico che pedala su un pia­neta di cui è l’unico abi­tante. Da oggi al Tour de France lo slo­veno comin­cia a inse­guire il record dei record: il quinto suc­cesso nella Bou­cle, che lo por­te­rebbe all’altezza di Jac­ques Anque­til, Eddy Merckx, Ber­nard Hinault e Miguel Indu­rain”.

Anche Cosimo Cito de la Repubblica fa di conto, ricordando come siano trascorsi esattamente nove mesi dall’ultima volta in cui, nella stessa corsa, Tadej e Jonas si erano trovati insieme. Era l’Europeo e sappiamo come andò. Che quella di Barcellona sia attesa febbrile lo testimonia il reportage de La Vanguardia, articolo dove non manca anche una citazione della recente visita di Papa Leone XIV, “a riprova della vitalità della città”. Nessuno sembra cogliere un contrasto tra sacro e profano, pensando al Tour.

Intanto, chissà se rispetto alla cronosquadre ed al suo esito, avrà ragione Marco Bonarrigo del Corriere della Sera, che sembra affidarsi decisamente al responso dell’intelligenza artificiale. Azzeccata la scelta de Il Giornale, che si affida al “vaticinio” di un campione come Vincenzo Nibali, intervistato da Pier Augusto Stagi. L’ultimo italiano in giallo ai Campi Elisi, che approva decisamente la scelta degli organizzatori di partire con la crono per team, vede di buon occhio Seixas, malgrado la giovanissima età ed il confronto con Pogacar e Vingegaard. Parola di “Squalo”.

L'EQUIPE
BARCELLONA INAUGURA UN TOUR ENTUSIASMANTE

Il Tour de France prende il via oggi tra le strade di Barcellona con una storica *Grand Départ*. Per la prima volta, la capitale catalana ospiterà la partenza della corsa francese, che vedrà Tadej Pogačar — grande protagonista e favorito — puntare a un quinto titolo capace di consacrarlo nell'olimpo del ciclismo accanto ad Anquetil, Merckx, Hinault e Induráin. Barcellona, ​​che aveva già ospitato il Tour nel 2013, inaugura la *Grande Boucle* sulla scia della recente visita di Papa Leone XIV e dell'inaugurazione della Torre di Gesù alla Sagrada Família: eventi che, nel loro insieme, testimoniano la vitalità della città. (Roberto Rodriguez)

REPUBBLICA
VINGEGAARD INSEGUE POGACAR; IL TOUR E’UN AFFARE PER DUE
Sono trascorsi esattamente nove mesi dall’ultima volta che Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard hanno indossato un numero di gara lo stesso giorno, nella stessa corsa. Era l’Europeo nell’Ardèche. Vinse Pogacar, Vingegaard si ritirò a metà corsa. Si ritrovano a Barcellona al Tour de France da oggi per le prossime settimane, un appuntamento fisso, l’unico dell’anno tra loro, nella corsa che vale di più, l’unica nella quale il danese abbia battuto il campione del mondo, all’epoca ancora giovane e vulnerabile in certi aspetti... (Cosimo Cito)

CORRIERE DELLA SERA
IL TOUR DIVENTASCIENZA, VINGEGAARD ALL'ATTACCO NELLA CRONO STRAVOLTA
Adesso che L’AI ha defi­nito nei det­ta­gli le potenze cri­ti­che da rispet­tare in salita (quelle che se vai oltre schiatti, se vai più piano ti stac­chi) e cali­brato il carico di car­boi­drati da ingur­gi­tare (c’è chi arriva a 140 grammi l’ora, roba da indi­ge­stione), ora che sono pronti i gilet rin­fre­scanti da vestire fino a un attimo prima del via e misce­lati i beve­roni all’ama­rena da sco­lare (a tem­pe­ra­tura Mojito, sia chiaro) subito dopo il tra­guardo sennò la «fine­stra» del gli­co­geno si chiude, il Tour de France dei Mar­ziani è pronto a scat­tare alle fati­di­che cin­que della sera dal porto di Bar­cel­lona. (Marco Bonarrigo)

IL GIORNALE
«ALTRA SFIDA A DUE TRA POGACAR E VINGEGAARD. E OCCHIO A SEIXAS»
L’ULTIMO ITALIANO A VINCERE NEL 2014 LEGGE IL TOUR OGGI AL VIA DA BARCELLONA
Tadej Poga­car con­tro Jonas Vin­ge­gaard, sfida totale e finale. Dopo tanta attesa è arri­vato il momento più atteso per gli appas­sio­nati di cicli­smo. Oggi da Bar­cel­lona il via dell’edi­zione numero 113 della Grand Bou­cle. Lo slo­veno inse­gue la cin­quina, il danese spera di ridurre le distanze e por­tarsi a quota tre...Ne par­liamo con Vin­cenzo Nibali, l’ultimo ita­liano capace di tenere alto il buon nome del cicli­smo ita­lico per quasi un ven­ten­nio, vin­ci­tore di Giro, Tour e Vuelta, l’ultimo esem­pio di cor­ri­dore totale e per que­sto uni­ver­sal­mente rico­no­sciuto.
Si parte da Bar­cel­lona con una “cro­no­squa­dre”: le piace che s’inco­minci subito con una prova riser­vata ai team?

«A me piace molto. Per vin­cere una grande corsa a tappe devi avere per forza un grande team, da solo non vai da nes­suna parte. Una prova così mi sarebbe pia­ciuta un sacco». (Pier Augusto Stagi)


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