I Campionati nazionali belgi non tradiscono mai. Ogni anno sembrano promettere un epilogo già scritto, ma puntualmente finiscono per ribaltare ogni pronostico. Anche questa volta è andata così. A gran sorpresa a Brasschaat il nuovo campione del Belgio è Rune Herregodts, corridore della UAE Team Emirates-XRG, protagonista di una vittoria tanto sorprendente quanto meritata.
Alla vigilia il copione sembrava già definito. Remco Evenepoel e Wout van Aert avevano già annunciato la loro assenza: il primo per concentrarsi esclusivamente sul Tour de France, il secondo ancora alle prese con il recupero dall'infortunio al gomito. Domenica mattina si è poi aggiunto anche il forfait del campione uscente Tim Wellens, che ha preferito non correre rischi su un percorso pianeggiante a pochi giorni dalla Grande Boucle.
Tutto lasciava pensare a una classica volata di gruppo. I grandi favoriti avevano un nome e un cognome: Jasper Philipsen, Tim Merlier e Jordi Meeus. Per molti l'unico dubbio riguardava l'ordine con cui sarebbero saliti sul podio.
Il Campionato del Belgio, però, segue da sempre regole tutte sue e come sempre ciò che si pensava in anticipo, poi non si è realizzato. La corsa è esplosa nel lungo circuito del Kempen, quando una selezione improvvisa ha spezzato il gruppo. A oltre cinquanta chilometri orari si è formato un drappello di una sessantina di corridori nel quale, incredibilmente, mancavano proprio molti dei principali favoriti. Un errore di valutazione pagato a caro prezzo non solo dagli sprinter, ma anche da uomini attesi come Arnaud De Lie e Florian Vermeersch.
Nel finale sono rimasti davanti soltanto in tre: Rune Herregodts, Jonas Rickaert e Fabio Van den Bossche. Sulla carta Herregodts era il meno veloce allo sprint, ma proprio questa consapevolezza lo ha spinto ad anticipare i rivali con un attacco deciso e coraggioso.
«Sulla carta avevo lo sprint più debole dei tre e ho sfruttato questo punto a mio favore. Ho preso un rischio e ho messo un po' alle strette Fabio Van den Bossche. Mi è dispiaciuto, ma dovevo pensare a me stesso. In giornate come questa so di essere abbastanza veloce.»
Per il 27enne delle Fiandre Orientali è stata la giornata perfetta. «Ancora non ci credo. Avevo il desiderio di vincere, anzi era il mio più grande desiderio, ma evitare una volata sembrava impossibile. Quando ho perso il gruppo principale ho pensato che fosse finita. Invece ho continuato a spingere da solo. È stato uno sforzo enorme, ma oggi avevo delle gambe incredibili».
Pochi minuti dopo il traguardo, Herregodts si è lasciato andare all'emozione, abbracciando subito la fidanzata.
«Questa era probabilmente la mia unica occasione per diventare campione del Belgio. Non volevo avere rimpianti e soltanto adesso sto iniziando a rendermi conto di quello che è successo».
La vittoria assume un valore ancora maggiore considerando il momento della carriera del corridore della UAE Team Emirates-XRG. Il suo contratto è infatti in scadenza e il futuro è ancora tutto da scrivere.
La conquista della prestigiosa maglia tricolore potrebbe rappresentare il miglior biglietto da visita possibile sul mercato. Indossare per un anno la maglia di campione nazionale è un valore aggiunto che molte squadre apprezzano, soprattutto in Belgio, dove il tricolore ha un fascino unico.
«Non ho ancora firmato con nessuna squadra per il prossimo anno, ma ci sono trattative in corso con diversi team», ha spiegato Herregodts.
Dopo il sorprendente trasferimento della scorsa stagione dall'Intermarché-Wanty alla corazzata UAE Team Emirates-XRG, il belga non nasconde di apprezzare il lavoro al fianco di campioni come Tadej Pogacar. «Mi piace lavorare per corridori come Pogacar, ma è bello dimostrare che posso ottenere grandi risultati anche quando ho la possibilità di correre per me stesso.»
La maglia tricolore potrebbe ora aprirgli nuove prospettive. La Lotto Intermarché conosce già il suo valore, ma anche Alpecin-Deceuninck potrebbe rappresentare una destinazione interessante. Più difficile, almeno sulla carta, immaginare un approdo alla Soudal Quick-Step, dove il mercato sembra già quasi definito.
La vittoria di Herregodts riapre anche il dibattito sul futuro dei Campionati nazionali belgi. La crescente importanza del Tour de France porta ogni anno numerosi big a rinunciare alla corsa per evitare rischi inutili. Una situazione che penalizza organizzatori e Federazione belga e che rende sempre più relativa la cosiddetta "partecipazione obbligatoria", spesso aggirata con motivazioni legate alla preparazione o alle condizioni fisiche.
Eppure, proprio questa imprevedibilità continua a rendere il Campionato del Belgio una delle corse più affascinanti della stagione. Una gara dove i favoriti possono sbagliare, dove le gerarchie possono essere ribaltate e dove un corridore in cerca di squadra può ritrovarsi, nel giro di poche ore, a indossare una delle maglie più prestigiose del ciclismo mondiale.
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