Poco dopo l’annuncio che non avrebbe partecipato ai campionati nazionali, Remco Evenepoel ha incontrato la stampa e ha raccontato come affronterà il Tour de France. A una settimana dalla Grande Boucle, il campione belga ha fatto il punto della situazione, trasmettendo fiducia dopo una preparazione che definisce nettamente migliore rispetto a quella dello scorso anno.
«La differenza rispetto al 2024 è enorme - ha spiegato Evenepoel -. L'anno scorso arrivai alla partenza completamente esausto. Questa volta, invece, sono riuscito a completare tutti gli allenamenti e sono molto soddisfatto del lavoro svolto».
Il belga si presenterà al Tour dopo ben 69 giorni senza gare, ma questo non lo preoccupa minimamente. Anzi, sostiene che il lungo periodo senza competizioni era parte integrante del programma. «Non mi è mancato gareggiare. Sono uno che costruisce la condizione in allenamento e non credo di aver bisogno delle corse per essere pronto per il Tour».
La fiducia nasce soprattutto dai progressi registrati dopo la Liegi-Bastogne-Liegi. Anche durante l'ultimo ritiro in altura, svolto con temperature elevate, è stato una parte del programma e il belga è riuscito a completare tutti i blocchi di lavoro, una situazione completamente diversa rispetto al 2024.
«L'anno scorso non ero riuscito a portare a termine nemmeno un intervallo nell'ultimo ritiro prima del Tour. Quest'anno, invece, ho completato tutto il programma e i parametri di allenamento mi confermano che sono nella direzione giusta».
Uno degli obiettivi principali della preparazione era anche arrivare al peso ideale senza compromettere la forza.
«Abbiamo creato un deficit calorico in maniera intelligente, senza esagerare. Ci sono stati momenti difficili, ma gli allenamenti sono andati bene. Sono al peso che dovevo raggiungere e, soprattutto, non ho sacrificato la potenza».
Secondo Evenepoel, è proprio questo uno dei motivi che gli permettono di guardare al Tour con maggiore serenità rispetto a dodici mesi fa.
Tra i favoriti della corsa gialla ci sarà naturalmente Tadej Pogacar, reduce da prestazioni dominanti nelle recenti corse a tappe. Evenepoel non si dice sorpreso dal livello dello sloveno, ma lancia anche una riflessione.
«Pogacar è stato impressionante, ma ormai non è più una sorpresa. A volte mi dispiace vedere che quando attacca nessuno provi davvero a seguirlo. A parte Richard Carapaz, non ho visto corridori tentare di restargli a ruota. Se il ritmo è troppo alto, ovviamente non c'è nulla da fare, ma è un peccato non vedere più battaglia».
Allo stesso tempo il belga invita a non trarre conclusioni definitive dalle gare di preparazione alla Grande Boucle. Evenepoel conferma anche che al Tour condividerà la leadership della squadra con Florian Lipowitz, un piano definito già durante l'inverno e mai modificato. «A dicembre avevamo detto che avremmo condiviso la leadership e nulla è cambiato»
Per quanto riguarda la cronometro a squadre inaugurale, l'obiettivo sarà soprattutto quello di giocarsi la vittoria di tappa e, magari, la prima maglia gialla.
«L'importante sarà arrivare insieme all'ultimo chilometro, poi ognuno dovrà dare il massimo. Non possiamo aspettarci a vicenda perché perderemmo tempo. Alla fine quei 20 chilometri conteranno poco per la classifica generale: la vedo soprattutto come un'occasione per vincere una tappa e conquistare la maglia gialla».
Evenepoel si è detto soddisfatto anche della formazione scelta dalla squadra. «C'era un dubbio soltanto sull'ultimo posto, tra Nico Denz e Gianni Vermeersch. Alla fine è stato scelto Denz, ma la decisione spettava alla squadra. Credo comunque che ci presenteremo al via con un gruppo molto equilibrato, tra passisti, scalatori e corridori completi come Mattia Cattaneo e Jan Tratnik».
Negli ultimi mesi Evenepoel ha anche cambiato preparatore, passando da Dan Lorang a Tim Heemskerk, ex allenatore di Jonas Vingegaard. «Il metodo di lavoro non è cambiato molto. Ogni allenatore mette l'accento su aspetti diversi, ma il passaggio è stato naturale. Vedremo tra un mese se avrà dato i risultati sperati».
Il belga ha infine smentito di aver rivelato il proprio valore di FTP nel recente documentario pubblicato sul suo canale YouTube. «È stato frainteso. Quello non era il mio FTP, ma semplicemente un allenamento vicino a quella soglia. Alla fine contano i risultati, non i numeri. Non importa se il mio FTP è di 350, 380 o 450 watt».
Dopo il terzo posto conquistato al Tour de France 2024 alle spalle di Pogacar e Vingegaard, Evenepoel sa che il livello sarà ancora più elevato, anche per l'emergere di nuovi talenti come Seixas e Del Toro.
«Non era facile nemmeno l'anno scorso. Capisco che ci siano dubbi su di me dopo un lungo periodo senza gare, ma so di recuperare sempre bene dopo blocchi di allenamento così lunghi. Penso che andrà tutto bene».
Parole che raccontano un Evenepoel decisamente più fiducioso rispetto a dodici mesi fa. La preparazione è stata completata senza interruzioni, il peso è quello ideale e la convinzione è di poter finalmente affrontare il Tour nelle migliori condizioni possibili. Ora, la strada dovrà confermare le sensazioni maturate in allenamento.
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