Si dirà, in modo lapalissiano, che le corse rivelano talenti se questi esistono (aggiungendo, con vena d’amarezza, che di appuntamenti in calendario ne servono come il pane), Epperò, anche una sola edizione svoltasi della crono di Piobesi Torinese, correva l’anno 2011, è bastata a segnare l’inizio del binomio tra Filippo Ganna e le gare contro il tempo.
Per la cronaca, l’allora allievo del primo anno in forza al Pedale Ossolano chiuse lasciandosi alle spalle Mattia Viel (Madonna di Campagna) e Federico Burchio (Rostese). Quanto si era ampiamente capito da gare ed allenamenti su pista, il wattaggio speciale del ragazzo di Vignone, quell’11 giugno di ormai 15 anni orsono, un sabato dedicato al Bracciale del Cronomen, trovò piena rispondenza lungo i 7,1 km di tracciato, percorsi dal vincitore alla media di 46,388.
Ganna infilò la perla di Piobesi nella collana di sei suoi successi stagionali che venne chiusa in cima al Ghisallo, quando galeotta fu la fuga che regalò il bis al verbanese già vincitore ai piedi dell’iconico Santuario da esordiente. Prendiamo un altro precedente illustre della prorompente ascesa di Pippo e facciamocelo raccontare da un coetaneo del campione verbanese.
Saliamo nelle Prealpi torinesi e ci imbattiamo in Davide Ostorero, secondo classificato al campionato italiano a cronometro 2012 degli Allievi, alle spalle dell'oggi punto di forza della Netcompany Ineos. “Quell’anno, di otto affermazioni personali ben tre arrivarono contro il tempo, compresa una doppietta sulle strade piemontesi, ma in assenza di Ganna, nel weekend precedente la prova tricolore” - ricorda l’ex alfiere della Rostese, originario di Coazze, dove un certo Pirandello andava in villeggiatura. E dove, per restare alla propensione ciclistica di Ostorero, non mancano affatto le salite.
“Oggi la bici la pratico solo per diletto, quando il lavoro (ditta di famiglia nel settore impiantistica della climatizzazione, ndr) lo permette, Non c’è rammarico per quanto poteva essere e non è stato, anche se è avvenuta una fase di distacco brusco da quando ho smesso. Se riguardo quell’ordine d’arrivo a Caldonazzo di Trento, che mi vede secondo con alle mie spalle Edoardo Affini, dico bravo Davide, pur consapevole che negli anni a venire non fui in grado di rispondere alle aspettative secondo i miei piani. E dire che da juniores pensavo di poter finalizzare ancor di più il rendimento importante mostrato da allievo. Di quel biennio alla Castanese ed Aspiratori Otelli ricordo naturalmente l’ascesa di Ganna, ma anche l’affacciarsi su ottimi livelli di Sobrero, con cui ci trovavamo il sabato per andare alle corse”.
Con la sequenza di titoli italiani a cronometro iniziata 14 anni orsono tra le montagne trentine e proseguita ai giorni nostri, l’aura di imbattibilità di Ganna fu circondata da un rarissimo evento nel 2013, quando l’ossolano fu costretto ad accontentarsi del terzo posto nella gara tricolore andata a Seid Lizde, che, pur non rivelando a pieno il proprio potenziale, ha vissuto annate importanti come compagno di squadra dello stesso Filippo(il quale fece l'impresa il giorno dopo quel bronzo a Montemagno, nel Memorial Luigi Bocca).
I pianeti si sarebbero riallineati ai campionati italiani contro il tempo del 2014, quando ormai il vincitore della Roubaix Under 23 pedalava verso l’Empireo. O qualcosa di simile, fate voi, ci siamo capiti: cose da Ganna. Tornando a Ostorero chiude con un’annotazione ed un ricordo: “con il quartetto del Piemonte ho corso con Ganna da allievo e junior ma agli italiani siamo sempre arrivati secondi. Quanto alla prova tricolore in cui giunsi secondo, confesso che nel pre-gara sentivo parlare molto di Affini ma non lo conoscevo. Ancora oggi, considerata la carriera di Edoardo, averlo messo dietro è motivo d’orgoglio”.
foto di Remo Mosna
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