Jerome Pineau è stato un buon corridore professionista. In carriera non ha vinto tantissimo, ma può mostrare una tappa vinta al Giro d’Italia nella stagione 2010 (a Novi Ligure, nella foto) quando era alla Quick-Step di Patrick Lefevere. Oggi ha 46 anni ed è un dirigente sportivo che conosce bene il mondo dello sport e continua a frequentarlo. Il suo nome è rimbalzato sulle agenzie di mezzo mondo nelle ultime ore dopo che l’ex corridore professionista (dal 1999 al 2015) ha criticato duramente un mostro sacro dello sport sport tutto: Rafael Nadal. «Nadal non è un buon modello per i giovani sportivi», boom! Una dichiarazione rilasciata nel programma “Les Grandes Gueules du Sport” di RMC Sport, ha criticato duramente il 22 volte campione Slam, accusandolo di aver oltrepassato il limite nel recupero dagli infortuni. «In termini di resilienza e duro lavoro, oltre al talento, è chiaramente un esempio - ha spiegato Pineau - Ma non quando si tratta di ascoltare il proprio corpo e infierire sul dolore, creando altri disturbi per curare un problema già presente da tempo». Senza mancare di infilzarlo con una frase che non lascia dubbi: «Se fosse stato un ciclista, sarebbe stato squalificato per doping».È bene ricordare che nella sua carriera sportiva Nadal non è mai risultato positivo ad alcun test antidoping, ma è altrettanto vero che non sono mancate le polemiche in merito alla gestione del suo corpo, in particolare per quanto riguarda l'assunzione di antidolorifici e l'utilizzo di sostanze bandite ma assunte legalmente in quanto esentato per problemi cronici. «Anche se sono uno sportivo professionista che compete ai massimi livelli, se ho un problema mi fermo per curarmi e torno a gareggiare solo quando sono guarito» ha concluso Pineau.