L'urlo di una sola voce rischia di perdersi nel vento, l'urlo di un gruppo certamente si può far sentire, l'urlo di una comunità intera può arrivare a risultati insperati. E, perché no?, a smuovere montagne che sembrano inamovibili.
Negli ultimi giorni la cronaca nera ha riempito le pagine dei giornali con il racconto di incidenti che hanno avuto come vittime i ciclisti. Un bollettino di guerra che di ora in ora si fa sempre più intollerabile, inaccettabile, insopportabile.
Uno spunto di riflessione ce lo offre Mario Cipollini in un lungo post affidato a Facebook: con pacatezza e insieme con amarezza, Re Leone piange le ultime vittime (il video è stato registrato questa mattina, quando ancora il bilancio non era aggiornato con la tragedia avvenuta in Sicilia) e lancia una proposta all'intera comunità ciclistica: «Siamo in tanti ad amare la bicicletta, siamo in tanti a voler pedalare per diletto, per andare al lavoro, per andare a fare la spesa, per stare bene, per mille motivi. Siamo in tanti a chiedere rispetto agli altri utenti della strada, perché non unirci e fare sentire la nostra voce, il nostro grido, la nostra richiesta?»
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