TOUR DE SUISSE. ARIANNA FONTANA: «VI RACCONTO IL MIO CICLISMO»

INTERVISTA | 18/06/2026 | 08:10
di Giorgia Monguzzi

Ieri a Sondrio è stata la grande protagonista di giornata, Arianna Fontana ha accolto le atlete e gli atleti in Valtellina per la prima e storica partenza dal Tour de Suisse dall'Italia. Ormai non ha nemmeno bisogno di presentazioni, con 14 medaglie olimpiche è l'atleta italiana più medagliata della storia. Questa volta però l'abbiamo in una veste inedita senza pattini, ma da appassionata di ciclismo.


«E’ stato bellissimo vedere la Valtellina protagonista della tappa del Tour de Suisse, ho seguito la gara in tv ed ha fatto un certo effetto vedere le riprese aeree della nostra valle. Forse sarò di parte, ma è incredibile, è un palcoscenico importante per il nostro territorio e sono felice che il pubblico abbia risposto in questo modo» ha raccontato Arianna Fontana che è stata accolta da un vero e proprio tripudio. In tantissimi hanno voluto fermarla per una foto, ma soprattutto per tanti complimenti avanzando sempre la stessa domanda “quando di vedremo in gara?”. Arianna l’ha risposta completa l’ha data durante un incontro organizzato da Valtellina Turismo e condotto dal nostro Pietro Illarietti. «Molta gente vuole vedermi sul ghiaccio, mi chiedono sempre se tornerò a gareggiare e quando, ma è difficile fare previsioni. Non nascondo che la voglia di continuare c’è, ma occorre capire se ci sono le possibilità. Il sogno è sicuramente l’Olimpiade, ma l’impegno è di 4 anni e non è assolutamente poco. Credo che l’importante è che ci sia la testa e la determinazione, poi il corpo viene di conseguenza. Non so ancora cosa farò, ma non voglio chiudere nessuna porta perché non si sa mai, spero che presto ci siano nuove ragazze pronte ad infrangere nuovi record che non sono miei ma sono di tutti.»


Anche se il suo sport è con il ghiaccio, il ciclismo peer Arianna Fontana non rappresenta solo una passione ma una parte fondamentale della sua preparazione. A margine della conferenza stampa abbiamo provato a capire meglio il suo rapporto con il ciclismo e il modo in cui lo segue. «Per la mia preparazione andare in bici è fondamentale anche se ho un po’ un rapporto di amore ed odio. Ci sono giornate belle in cui si sta bene e non si fa fatica e altre in cui è veramente difficile. Capita che io mi chieda perché lo stia facendo, ma poi la fame e la voglia di are bene prende sempre il sopravvento. Mi piace pedalare ma anche seguire il ciclismo sia le corse maggiori che quelle più piccole. Qualche settimana fa a Berbenno è passata una cora proprio sotto casa e ci siamo messi sul balcone per applaudire tutti gli atleti» ha raccontato Arianna Fontana che durante l’anno fa migliaia di chilometri in bici ma si ritaglia del tempo anche per seguirlo da semplice tifosa. Proprio alla vigilia del Tour de Suisse ha fatto visita all’albergo dove soggiornava Tadej Pogacar per conoscerlo di persona e, anche se ammette di non avergli voluto rubare troppo tempo è stata un’emozione veramente particolare. «E’ stato bello conoscere Tadej di persona e anche se pratichiamo sport diversi ho visto una grande dedizione e cura in tutto quello che fa. Nonostante fosse solo la vigilia della corsa lui era super concentrato e si vedeva già che c’era una sana dose di adrenalina»

Alla domanda a che ciclista si sente Arianna non lascia spazio ai dubbi e risponde che sicuramente non sarebbe una scalatrice, andare in salita le piace, ma solo affrontare quelle che conosce e dove sa individuare i punti in cui fa più male. Non l’ha mai provata ma l’affascina la pista, come tipologia di lavoro la disciplina più affine al suo Short track e forse nettamente il suo terreno ideale. Pattinaggio e ciclismo sono più vicini di quanto si immagina e non è poi così inusuale che delle pattinatrici e dei pattinatori passino alle due ruote «Credo che spesso il passaggio da pattinaggio a ciclismo sia molto naturale e specialmente succede con gli atleti specializzati in distanze lunghe e che sono abituati a sforzi prolungati. Demi Vollering è forse l’esempio più lampante, ha iniziato con il sogno di pattinare e ora è una campionessa di ciclismo. Una delle prime atleta a farlo è stata la bulgara Evgenija Radanova, ha partecipato come pistard alle Olimpiadi di Atene ed è stata un esempio per tanti che hanno deciso di seguirla » conclude Arianna che da questa giornata di full immersion con il ciclismo porterà a casa tanti bei ricordi.

(Foto Carlo Monguzzi)


Copyright © TBW
COMMENTI
Campionessa
18 giugno 2026 09:13 PEDIVELLA
Brava Arianna, mia convalligiana, orgoglioso di te. Non servono parole per celebrare un'atleta come poche in Italia e non solo, ma anche nel Mondo, basta leggere il tuo palmares.

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