C'è un nome che esce rafforzato dal Tour Auvergne-Rhône-Alpes 2026 ed è quello di Luke Tuckwell. Il ventunenne australiano, al suo primo anno tra i professionisti con i colori della Red Bull-Bora hansgrohe, ha firmato una delle più belle sorprese della stagione conquistando il secondo posto nella classifica generale della piccola corsa a tappe francese, alle spalle soltanto del messicano Isaac Del Toro.
Un risultato che pochi avrebbero immaginato alla vigilia e che conferma quanto il corridore australiano sia uno dei giovani più interessanti del panorama internazionale. La sua settimana di gara è stata costruita giorno dopo giorno, ma il vero salto di qualità è arrivato nella terza tappa, con arrivo a Crest-Voland. In quell'occasione Tuckwell ha conquistato un prezioso terzo posto, alle spalle del norvegese Tobias Halland Johannessen e del compagno di squadra Maxim Van Gils, vincitore di giornata.
Da quel momento l'australiano ha iniziato a credere sempre più nelle proprie possibilità, fino a vestire la maglia gialla e presentarsi all'ultima tappa da leader della classifica generale. Un compito tutt'altro che semplice, soprattutto considerando che l'epilogo prevedeva l'ascesa al terribile Plateau de Solaison, terreno ideale per gli scalatori più esplosivi.
Tuckwell ha dato tutto per difendere il primato, ma si è dovuto arrendere alla superiorità di Del Toro, capace di ribaltare la classifica generale nell'ottava e conclusiva frazione. Nonostante la perdita della maglia gialla, il giovane australiano è riuscito a conservare il secondo posto finale, completando un'impresa che fino a pochi mesi fa sembrava impensabile.
Al termine della tappa decisiva, Tuckwell è apparso quasi incredulo davanti ai microfoni dei giornalisti: «Non avrei mai immaginato di arrivare secondo assoluto. Non riesco ancora a crederci del tutto. In fondo, sapevo che ritmo dovevo mantenere. E devo ringraziare Maxim Van Gils, che mi ha salvato nell'ultima tappa. Senza di lui, avrei sofferto moltissimo. Questa settimana è stata davvero uno sforzo collettivo di tutta la squadra. È difficile da descrivere. Non credo di aver ancora realizzato appieno quello che ho fatto questa settimana. Ci vorrà del tempo prima che mi renda conto di tutto. Sento di migliorare gara dopo gara, dai Paesi Baschi al Giro di Romandia e ora qui, senza aver fatto nulla di speciale prima. Mi sono semplicemente goduto il tempo a casa, senza allenamento in altura, con un buon umore. Credo che sia questo a fare la differenza».
Parole che raccontano perfettamente la spontaneità di un corridore ancora agli inizi della propria carriera, ma già capace di confrontarsi con alcuni dei migliori interpreti delle corse a tappe.
Il risultato ottenuto in Francia rappresenta l'ennesima conferma di un percorso di crescita iniziato tra gli Under 23. Nel suo ultimo anno tra i dilettanti, nel 2025, Tuckwell aveva già attirato l'attenzione chiudendo al secondo posto il Giro Next Gen, battuto soltanto dallo sloveno Jakob Omrzel. Un piazzamento che aveva evidenziato le sue qualità nelle corse a tappe e che oggi appare come il preludio di quanto sta accadendo tra i professionisti.
L'exploit al Tour Auvergne-Rhône-Alpes ha convinto definitivamente la squadra a proseguire con cautela il suo percorso di maturazione. Per questo motivo il giovane australiano non sarà al via del prossimo Tour de France. Il team ha infatti deciso di indirizzarlo verso la Vuelta a España, dove potrà accumulare esperienza nella sua prima grande corsa di tre settimane e lavorare al fianco di uno dei grandi riferimenti del gruppo come Primož Roglič.
Una scelta che guarda al lungo periodo e che sembra perfettamente in linea con la crescita di un corridore che, almeno per ora, continua a sorprendere senza pressioni e senza proclami.
Lo stesso Tuckwell, del resto, ha riassunto alla perfezione il proprio approccio dopo l'arrivo sul Plateau de Solaison: «È assolutamente pazzesco. Da neoprofessionista, non avrei mai potuto immaginare di finire secondo in classifica generale. Quando Isaac ha attaccato, mi sono semplicemente detto di mantenere il ritmo e gestire il mio vantaggio. Non ero troppo preoccupato per la classifica generale perché sapevo che Isaac era molto forte. Ero concentrato principalmente sull'ottenere il miglior risultato possibile. Alla fine, aver perso solo una posizione è davvero incredibile».
Parole che raccontano lucidità, maturità e consapevolezza. Qualità che spiccano per un neoprofessionista e che rendono Luke Tuckwell uno dei nomi da seguire con maggiore attenzione in vista della seconda parte della stagione e, soprattutto, della prossima Vuelta.
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