Questa mattina a Saluzzo Erica Magnaldi è stata accolta da un vero e proprio trionfo i persone. Tanti cartelli, tanti tifosi per lei e per le piemontesi del gruppo che oggi affrontano l'ultima tappa del Giro che non è per nulla scontata. «Sono emozionatissima già solo per il fatto di essere qui sulle strade di casa. Speravo ci fosse un po' di gente ed è davvero bello vedere quante persone siano scese in strada, è una grande festa e un degno finale per questo Giro. » ci ha detto Erica poco prima della partenza mentre tutto intorno a lei in tanti urlavano a gran voce il suo nome.
La vera giornata di Erica Magnaldi però sarebbe dovuta essere ieri, l'incoronamento di un sogno, aspettato per anni, di arrivare finalmente al Sestriere, la sua montagna. Fin dalla vigilia della partenza la piemontese del Team Uae adq non aveva nascosto la grande emozione di poter affrontare la temibile ottava tappa, le sue salite del cuore che conosce praticamente a memoria. Un desiderio grande che però si è spezzato per il volere di qualcosa di più gigantesco: la natura. «Lo ammetto, ieri ci sono rimasta un po' male, è stata una delusione non riuscire ad arrivare al Sestriere, ma contro madre natura non si può proprio fare nulla, credo che l'organizzazione abbia preso la decisione più giusta. Prima del Giro sono stata in ritiro proprio al Sestriere alcune settimane, ho fatto la salita tantissime volte e sognavo quell'arrivo con tutto il mio cuore. E' stato triste non essere riusciute a finire la tappa, ma comunque siamo salite sul Colle delle Finestre dove c'è stato un grande spettacolo. » ha raccontato Erica che, nonostante la delusione è stata accolta dalla sua famiglia e dai suoi tifosi. «Ho ricevuto la comunicazione a circa 7 km dalla cima, ci hanno spiegato che era caduta una doppia slavina nell'ultimo chilometro e la strada era pericolosa. Il mio primo pensiero è andato alla mia famiglia perchè sapevo che tutti erano in cima a seguire la gara e ad aspettarmi e così sono andata subito a chiedere informazioni alle moto e alle macchine dell'organizzazione. Per fortuna mi hanno assicurato che nessuno era stato coinvolto e ho tirato un vero e proprio sospiro di sollievo.»
I 145 km da Saluzzo a Saluzzo sono tutt'altro che semplici, lo sa bene Erica che corre sulle strade di casa. 3 gpm ed un finale piuttosto movimentato, saranno sufficienti per ribaltare il Giro? «Quello di oggi è un percorso che conosco molto bene, è una tappa per nulla scontata. Sicuramente ci sarà lotta per andare in fuga e non sarà facile uscire dal gruppo, ci sono tante salite e punti critici e i giochi per la classifica generale sono ancora aperti. Non sarà per nulla una passeggiata e con un percorso del genere tutto potrebbe cambiere.» conclude Erica e vedendo a cosa ci ha abituato il Team Uae Adq fino ad ora ne potremmo vedere veramente delle belle.
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