Serenità e leggerezza. È questo ciò che, a primo impatto, si percepisce incontrando Stefano Oldani al Giro di Turchia, corsa in cui il ventottenne milanese è impegnato in questi giorni con indosso la maglia di quella che, dopo il biennio in Cofidis, è diventata quest’anno la sua squadra per la stagione 2026, ossia la Caja Rural-Seguros RGA.
Più che parlare di “squadra” però, sentendo di persona il classe ’98, sarebbe più appropriato forse usare il termine “casa” perché qui Oldani ha trovato davvero quell’atmosfera calorosa e accogliente tipica dei contesti domestici che, dentro di sé, sperava di scovare in quest’annata in terra spagnola.
“In Caja Rural mi trovo benissimo, l’ambiente è molto familiare, alle corse ci si diverte molto…è qualcosa che cercavo e sono contento di averlo trovato” ha detto sicuro ai nostri microfoni il vincitore della tappa di Genova al Giro 2022 evidenziando come sia stata proprio il clima interno alla compagine iberica ad averlo colpito in questi primi mesi.
“Qui vivono tutti le corse nel modo giusto e poi ci sono tanti corridori forti come Berwick o Molenaar che magari non sono molto conosciuti che però, in realtà, sono molto validi. Gaviria? È un giocherellone e, in generale, una bella persona” ha proseguito il corridore milanese prima d’inquadrare positivamente il 2026 da lui finora disputato.
“Sicuramente arrivare in buona forma alla Tirreno-Adriatico era il primo obiettivo ma, in generale, l’idea era quella di iniziare nel giusto verso la stagione e devo dire che è andata abbastanza bene” ha chiarito Oldani analizzando i suoi primi quattro mesi della stagione.
“Alla Corsa dei Due Mari, anche se non era esattamente una gara adattissima alle mie caratteristiche, sono arrivato trentesimo in classifica generale, quindi abbiamo fatto rotta sulle Ardenne dove puntavo e sono riuscito ad arrivarci bene disputando sia una buona Freccia del Brabante che una buona Amstel Gold Race. Ovvio, sono corse particolari dove il livello è molto alto e per una squadra più piccola come la nostra è un po’ più difficile stare tutto il giorno nelle prime 20-30 posizioni, cosa che là fa la differenza. Alla fine, però ci siamo difesi bene e io ho chiuso diciassettesimo che, chiaro, non è un super risultato, ma è comunque una discreta prestazione perché per essere lì bisogna comunque avere una certa gamba”.
Proseguendo sulla scia di queste performance, Oldani ha dunque preso la volta del Presidential Tour of Turkiye dopo il quale, come lui stesso ci ha rivelato, dovrebbe partecipare al GP du Morbihan prima di staccare e mettersi successivamente in bolla per la possibile partecipazione al Tour de France, corsa che lui, come diversi altri in squadra, ambiscono chiaramente a disputare.
“C’è una decina di nomi nella lista dei corridori in lizza per un posto al Tour. A scaglioni, in base agli impegni che avremo prima della Grande Boucle, andremo in altura ad Andorra e là poi, valutando anche i risultati ottenuti fino a quel momento, capiremo chi sarà selezionato e chi no. Qualcuno può già essere più sicuro di altri, ma nel complesso è tutto ancora da definire ed è meglio non sbilanciarci” ha spiegato Oldani per il quale la wildcard per il Tour, come quelle per le altre prestigiose gare a cui la squadra ha preso parte in primavera, poggia su solide basi.
“Sulla carta possiamo essere una squadra piccola ma la realtà dei fatti è che anche qui, alla fine, si lavora molto e bene, c'è molta professionalità e, forse proprio per questo, abbiamo ricevuto un sacco di inviti importanti come quelli per l'Amstel, il Brabante, la Liegi e soprattutto il Tour che è la corsa più importante al mondo. Quest’ultimo, in particolare, con la partenza da Barcellona, penso sia un grande premio per il lavoro fatto dalla squadra”
Mettendola invece sul piano personale, invece, la partecipazione al Tour sarebbe per Oldani un gran riconoscimento per quanto mostrato nella prima metà del 2026, ma per sapere se il milanese sarà oggetto di tale ricompensa o meno bisognerà aspettare le giornate dei campionati nazionali a cui egli, per l’ennesima volta in carriera, prenderà parte senza compagni di squadra.
“È sempre molto complicato partecipare ai campionati nazionali. In passato, a parte uno o due anni con l’Alpecin dove non ero da solo, li ho sempre fatti e, tra logistica e temperature, la gestione non è mai stata semplice” ha ammesso con grande onestà un Oldani che, solo una volta archiviata la parentesi tricolore, saprà se per la prima volta in carriera il suo luglio si tingerà di giallo.
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