LA BULGARIA DEL GIRO (2): STORIA E SCINTILLE A VELIKO TARNOVO

GIRO D'ITALIA | 27/04/2026 | 08:30
di Carlo Malvestio

Dopo la grande apertura sulle coste del Mar Nero, il Giro d’Italia 2026, nella sua seconda giornata, si lancerà nell’entroterra bulgaro per una tappa lunga, lunghissima, da 221 km, da Burgas a Veliko Tarnovo. La carovana attraverserà metà Bulgaria, il trasferimento sarà lungo (lo abbiamo testato sulla nostra pelle), ma le strade sono in ottime condizioni e i corridori non dovrebbero avere problemi. Il Governo bulgaro ha stanziato 15 milioni di euro per il rifacimento dell’asfalto in tantissime zone interessate dal Giro e fino all’ultimo giorno, come ci hanno assicurato, saranno al lavoro per rendere il percorso più sicuro e “bello” possibile. 


Una delle scoperte più piacevoli della nostra ricognizione in Bulgaria sono state le immense campagne dell’entroterra, verdi e curatissime come era difficile immaginarsi. Meli, peschi, ciliegi, e poi varie zone di un giallo acceso con la colza o il violetto della lavanda. Sarà questo lo scenario che i corridori si troveranno di fronte per gli oltre 200 km di tappa.


TAPPA 2: BURGAS - VELIKO TARNOVO (221 km)

Veliko Tarnovo sorge in una posizione scenografica tra le anse del fiume Yantra ed è stata a lungo capitale del Secondo Impero Bulgaro, ruolo che ne ha segnato profondamente identità e sviluppo. «Conti alla mano, siamo stati capitale più a lungo di quanto lo sia ad oggi Sofia. Abbiamo ancora qualche decennio di vantaggio» ha detto scherzando Georgi Nedev, vice-sindaco della città.

Il simbolo è la Fortezza di Tsarevets, complesso medievale arroccato su una collina, cuore politico e religioso del potere bulgaro tra XII e XIV secolo. Ancora oggi il profilo urbano, fatto di case sospese e strade irregolari, restituisce il senso di questa eredità storica. A rendere ancora più suggestivo il contesto è lo spettacolo serale “Sound and Light” al quale abbiamo avuto la fortuna di assistere: musica, luci, laser e campane raccontano in modo scenografico la storia della Bulgaria. Creato nel 1985 da un team ceco-bulgaro, viene proposto durante tutto l’anno, gratuitamente nei giorni festivi o su prenotazione in altre occasioni.

Per arrivarci il gruppo affronterà a metà frazione il Byala Pass (7,7 km al 4,6%) e il Vratnik Pass (5,3 km al 5,4%), entrambi GPM di 3a categoria. Il finale è tutto da vivere, perché i corridori avranno già più di 200 km sulle gambe e si salirà al Monastero di Lyaskovets (3a cat., 3,6 km al 6,6%), che verrà superato a soli 10 km dall’arrivo. A quel punto comincerà una picchiata su Veliko Tarnovo, con passaggio affianco alla Fortezza di Tsaravets e un breve tratto in pavé. I velocisti saranno sicuramente taglia fuori e la Maglia Rosa potrebbe già cambiare proprietario. 

Puntata precedente: La Bulgaria del Giro (1): La prima Maglia Rosa passa dal Mar Nero

Sul numero di maggio di tuttoBICI vi proporremo uno speciale approfondimento sulla Grande Partenza dalla Bulgaria


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