VERSO ROUBAIX. QUELLI CHE... L'HANNO SOLO SFIORATA: MARIANNE VOS. GALLERY

DONNE | 03/04/2026 | 08:25
di Benjamin Le Goff

Vincere la Regina delle Classiche è il sogno di una vita per un'intera categoria di corridori chiamati "Flandriens" così come per grandi campioni che attribuiscono particolare prestigio alla Paris-Roubaix Hauts-de-France. Ma oltre ai 95 diversi vincitori (5 per le donne), la storia dell'evento è segnata anche da corridori di prim'ordine che inciampano ripetutamente in questo obiettivo, conquistano posti d'onore, perdono la consacrazione per un intoppo, una foratura al momento sbagliato. Di cosa aveva bisogno Adrie van der Poel per vincere negli anni '80 nel velodromo dove suo figlio ha trionfato in tre edizioni consecutive? E Juan Antonio Flecha che si è avvicinato più volte all'impresa sui ciottoli del Nord? E Marianne Vos che ha vinto ovunque? I ricordi della passerella hanno un sapore amaro solo per Zdenek Stybar, Steve Bauer o Lorena Wiebes? Domande e risposte in una serie di sei interviste, realizzate in collaborazione con ASO, che ci accompagneranno fino all'appuntamento del 12 aprile.


È più facile elencare le poche gare che Marianne Vos non ha ancora vinto che ripercorrere il suo palmarès. Strada, pista, ciclocross, sterrato… Dal Mur de Huy alle salite italiane, su tutti i terreni e soprattutto sulle strade del Tour de France Femmes avec Zwift, la stella olandese ha vinto quasi ovunque. Tra pochi giorni affronterà di nuovo l'Inferno del Nord (una parentesi di incertezza è d’obbligo, visto che ha saltato le ultime classiche per stare vicino a papà Henk, scomparso pochi giorni fa, ndr), le cui sfide uniche sembrano fatte su misura per questa campionessa eccezionale, dotata tanto fisicamente quanto tecnicamente e mentalmente. Fin dalla prima edizione – fangosa ed epica – Vos ha impressionato, ma è stata fermata dalla grande azione di Lizzie Deignan. Da allora, l’olandese è stata una presenza costante nelle posizioni di testa della Parigi-Roubaix Femmes avec Zwift, che l'anno scorso ha visto trionfare la sua compagna di squadra Pauline Ferrand-Prévot. Dando l'esempio dalla prima fila, Vos era felicissima, ma vuole anche sollevare il suo trofeo sul pavé nel velodromo di André-Pétrieux.


2021: SECONDA IN UNA GIORNATA EPICA
Una vera pioniera, Elizabeth Deignan rimarrà per sempre la prima vincitrice della Parigi-Roubaix femminile - e in che modo! «È stata una mossa davvero coraggiosa» afferma Marianne Vos, seconda classificata dietro alla britannica, che ha attaccato ancor prima del primo settore di pavé e ha trionfato in solitaria a Roubaix, nel cuore dell'autunno (la corsa era stata posticipata a causa della pandemia di Covid-19) e in condizioni meteorologiche estreme. «Lei ha preso un bel vantaggio e a un certo punto ho capito che se non avessimo provato di tutto, non l'avremmo più rivista. Così ho deciso di tentare per vedere fin dove potevo arrivare».

Vos ha sfoderato la sua esperienza e il suo talento sul pavé di Camphin-en-Pévèle e Carrefour de l'Arbre, impressionando gli osservatori con le sue traiettorie fluide sul pavé bagnato. Ma Deignan era troppo avanti (1'17" al traguardo) e Vos si è dovuta accontentare di un meritato secondo posto. «Nel finale sapevo che non stavo recuperando abbastanza tempo, ma ho ricordi molto nitidi di tutta la giornata: l'inseguimento di Elizabeth, la battaglia con le altre inseguitrici e l'arrivo a Roubaix. Entrare nel velodromo è davvero speciale. C'è tanta storia in quel luogo... È stata una giornata davvero unica».

LONGO BORGHINI, KOPECKY, WIEBES… C'È SEMPRE UNA RIVALE
Vos ha ottenuto il suo miglior risultato alla Roubaix nel 2021, ma forse è andata ancora più vicina alla vittoria nel 2024. «Quell'anno ci siamo giocate il successo in volata al velodromo e Lotte Kopecky ha vinto - ricorda, dopo essere stata battuta anche da Elisa Balsamo e Pfeiffer Georgi -. Sono arrivata quarta, non posso dire di essere stata vicina alla vittoria, ma in realtà ci sono andata più vicina che nel 2021, perché allora Lizzie aveva davvero troppo vantaggio».

«Mi sono sentita bene sul pavé ogni anno» afferma la ciclista che non è mai uscita dalla top 10 alla Parigi-Roubaix e ha visto vincere una campionessa diversa ogni volta. «C'è sempre uno scenario diverso e cicliste diverse con qualità differenti. Questa è parte della bellezza della corsa. Ma nella top 10 ci sono anche dei nomi ricorrenti». 

Cita due vincitrici dell'Inferno del Nord - Kopecky ed Elisa Longo Borghini - prima di individuare una potenziale futura vincitrice: «E poi c'è Lorena Wiebes, che è salita sul podio, terza, l'anno scorso. È sicuramente una potenziale vincitrice. E ne ho nominate solo tre... Ci sono molte contendenti, e questo mi piace: sarà un'altra grande battaglia».

FERRAND-PRÉVOT: UNA VITTORIA CONDIVISA
Campionessa eccezionale, Vos incarna anche i valori collettivi della Visma-Lease a Bike, con cui ha firmato un contratto a vita, e che ha conquistato l'Inferno del Nord grazie a Pauline Ferrand-Prévot, vincitrice l'anno scorso dopo l'attacco al Carrefour de l'Arbre. «Volevamo vincere la corsa come squadra e avevamo definito diverse tattiche per raggiungere questo obiettivo - ricorda Vos -. Volevamo che Pauline attaccasse. Era davvero forte e ha scelto il momento perfetto».

Dietro di lei, Vos ha interpretato il gioco di squadra in modo impeccabile: «È stato davvero bello cercare di controllare il gruppo degli inseguitori mentre vedevo Pauline aumentare il suo vantaggio. Quando sono entrata nel velodromo, ho provato due emozioni. La mia gara non era ancora finita, ma sapevo già che il risultato era a portata di mano». 

Doveva ancora sprintare (arrivando quarta, dietro a Letizia Borghesi e Wiebes) prima di festeggiare la vittoria di Ferrand-Prévot: «Volevo unirmi a lei, ma era circondata dai media. Così mi sono fatta da parte per raggiungere con le mie compagne e guardare la cerimonia di premiazione. È stata una prestazione incredibile da parte di Pauline, ed è stato davvero bello festeggiare insieme dopo esserci preparate e aver offerto una grande prova di squadra».

ANCORA ALLA RICERCA DELLA VITTORIA
«Sai che farà male, che sarà dura, ma mi piace comunque tornare ogni anno», sorride Vos, già concentrata sul 12 aprile 2026. Questa volta, Pauline Ferrand-Prévot non sarà al via, ma l'approccio rimane lo stesso: «Ancora una volta, ci prepareremo al meglio, saremo pronte con il materiale, ripasseremo il finale, riscopriremo le traiettorie sul pavé e faremo di tutto per essere al massimo della forma per tutta la gara, puntando alla vittoria».

«Certo, vincere una corsa così importante, una delle più grandi, significherebbe molto per me - continua la ciclista con centinaia di vittorie all'attivo - ma non penso che cambierebbe la mia carriera o la mia vita. È una corsa ciclistica e io voglio vincere le corse più importanti: questo è il nostro obiettivo». Un trionfo a Roubaix occuperebbe senza dubbio un posto speciale nella sua bacheca dei trofei: «Ho il piccolo trofeo sul pavé per il mio secondo posto, ma quello grande è tutta un'altra cosa!».

LA SCHEDA
Nata il 13 maggio 1987 a 's-Hertogenbosch (Paesi Bassi)
Squadre: DSB Bank (2006–2009), Nederland Bloeit (2010–2011), Rabo Women (2012–2016), WM3 (2017), WaowDeals (2018), CCC-Liv (2019–2020), Visma–Lease a Bike (dal 2021)
Principali vittorie: Campionessa olimpica su pista (2008) e su strada (2012) / Campionessa del mondo su strada (2006, 2012, 2013) / Campionessa del mondo di ciclocross (2006, 2009, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2022) / Freccia Vallone Femminile (2007, 2008, 2009, 2011, 2013) / 3 tappe del Tour de France Femminile con Zwift (2022, 2025)
Risultati Parigi-Roubaix: 2021: 2ª / 2023: 10ª / 2024: 4ª / 2025: 4ª
Caratteristica distintiva: Le leggende riconoscono le leggende. Durante la sua prima ricognizione sul pavé dell'Inferno del Nord, le sono riaffiorati alla mente i ricordi d'infanzia: guardare la corsa dall'inizio alla fine in televisione. Arrivata al velodromo, ha voluto immergersi ancora di più nella leggenda, dirigendosi verso le storiche docce di Roubaix. Non ha ancora la targa riservata ai vincitori, ma lì si sente già un po' a casa.

GIA' PUBBLICATI

Adrie Van der Poel

Steve Bauer

Juan Antonio Flecha


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