E’ la bici-carro, la bici-furgone, la bici-commerciale. E’ la bici che non solo porta, ma anche trasporta. E’ la bici che si carica e che si incarica. E’ la bici da lavoro. E oggi è il suo giorno. Il Cargo Bike Day.
A Milano, tra piazza Castello e viale Gadio, dalle 10 alle 18, un villaggio e, dalle 14 alle 18, una biciclettata per tutte le abilità. In programma anche test, incontri, animazioni per bambine e bambini e la soprattutto cargona, una divertente gara di carico su cargo a ritmo di musica. E c’è anche (pagando, s’intende) da mangiare e bere.
Esiste anche un libro sulle cargo, o meglio, la vita sulle cargo. Lo ha scritto Sandro Greblo, milanese, bocconiano, cooperatore sociale, appassionato di biciclette in tutte le sue forme, autore (“Dal posto finestrino” e “Notturno rider”), stavolta l’opera s’intitola “Vita in cargo bike”, lo ha pubblicato Meravigli nel 2024, ed è “una sorta di diario urbano in cui vengono raccontate le giornate tipo di un corriere in bicicletta che consegna pacchi per le vie della capitale meneghina in sella alle cargo bike di So.De – Social Delivery”.
Data, indirizzo, consegna, resoconto. Il portiere filippino accogliente, il cliente barbuto sorridente, un enorme cane apparentemente affamato, un volto simpatico sudamericano, un bambino che alza il pollice in segno di ok e aziona un batti-cinque che scarica energia positiva, le note di Bruce Springsteen che accompagnano le pedalate… Ma anche la Milano del Giambellino cantata da Giorgio Gaber, la Milano del campanile di Sant’Eustorgio e quella di piazza del Duomo, la Milano delle 4250 strade (censimento 2019), di cui 2538 dedicate a uomini e 141 a donne, di cui 20 a Madonne, 23 a sante, martiri e beate, quattro a suore e benefattrici, 27 a letterate e umaniste e due a scienziate (Marie Curie e Gaetana Agnesi), 14 a donne dello spettacolo e sette ad artiste, 35 a figure storiche e politiche, tre a imprenditrici e artigiane, due a figure mitologiche e letterarie, due a donne di sport (Rosina Ferrario, prima donna aviatrice, e Alfonsina Strada, prima e unica donna al Giro d’Italia degli uomini), due a nomi femminili non identificati legati a tradizioni locali (via della Signora, forse una benefattrice, e via delle Stelline, le orfane).
Milano va di fretta, le cargo si adeguano. Oggi non si riposano, ma si festeggiano.
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