E’ stato ieri un giorno in qualche modo miliare per Napoli e il ciclismo, che a questa città di amori e al suo cuore resta devota. È stato infatti firmato, dopo un lungo ed operoso concerto, il protocollo di intesa fra l’Esercito Italiano e la Federciclismo della Campania guidata da Umberto Perna per l’utilizzo del glorioso velodromo dello Stadio Militare ‘Generale Antonio Albricci’, insediato in una Napoli squisitamente popolare come quella del Vasto.
Grazie alla disponibilità delle Autorità militari e all’impegno convinto di Umberto Perna e di Gennaro Nasti, responsabile del Comitato ciclistico della provincia di Napoli, torneranno cosi - dopo un quarto di secolo di oblio o giù di lì - a girare i pedali su quella pista in cemento estenuante, lunghissima, 600 metri e più, di recente sottoposta ad un equilibrato maquillage, dove la memoria sposa senza ricorso al divorzio l’epica di una più autentica stagione, così per Napoli come per il ciclismo.
«Sarà un ciclodromo più che un velodromo moderno specificamente, aperto due giornate a settimana, giovedì e sabato, dove i ragazzi delle scuole di ciclismo campane dai 5 ai 15 anni, con la collaborazione tecnica della Internaples di Carlo Milano, potranno imparare ad andare in bicicletta in pista, e a modellare il proprio talento in un ambito protetto, senza il rischio che oggi troppo spesso corre il ciclista su strade aperte al traffico» sottolinea il professor Umberto Perna. Con l’auspicio sussurrato che a Napoli tornino a veleggiare talenti fioriti all’Arenaccia come il campione olimpico del tandem di Tokyo 1964 Angelo Damiano e il compianto Crescenzo D’Amore, argento juniores nel chilometro da fermo ai Mondiali del ‘96…
E in parallelo però ritornano a mente lo sprint e la solitudine di Fausto Coppi, al Giro della Campania ‘54 e ‘55, quando la gente entusiasta in pista, straripante, non riusciva a raggiungerlo e toccarlo, come un santo non profano, tanta era la moltitudine. E dove per inciso resta ben evidente proprio la lapide che in onore di Coppi appunto fu affissa a maggio 2023, su iniziativa del Comune di Napoli, in occasione dell’arrivo del Giro d’Italia. Tornano alla luce Marino Basso e Willy Planckaert, ne avete ancora referenze? Torna all’Arenaccia - alunni del sole anche se quel mercoledì 12 giugno del 1968 pioveva come un dio beffardo comandava - Eddy Merckx e il suo primo Giro d’ Italia vinto, a neanche 22 anni compiuti. All'Arenaccia, che da ieri ravviva questa e tante altre avventure, quel mercoledì Napoli illustrava una storia dall’inizio senza fine, quella di Eddy Merckx campionissimo in Italia. Perché a Napoli non si era mai stranieri, neanche all’imperfetto, neanche Roland Van de Rjise il ciclista belga ultimo arrivato quel giorno. Primo allo sprint quel pomeriggio, ad ogni modo, Guido Reybrouck, una fedele auriga giusto di Eddy Merckx.
Che a Napoli, all’Arenaccia, ci ha promesso senza parentesi di voler tornare ancora. E grazie all’accordo istituzionale in vigore finalmente dal benedetto 26 marzo di questo anno, certo con l’imprimatur di una ragione ufficiale di più.
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