Il record adesso è solo suo. Mathieu Van der Poel, applaudito anche da Re Guglielmo Alessandro d’Olanda, ha indossato l’ottava maglia arcobaleno. Mai nella storia del ciclocross era successo e quel primato fatto di 7 titoli Mondiali, che dallo scorso anno condivideva con Eric De Vlaeminck, adesso non esiste più. Sono 8 i Campionati del Mondo che Mathieu van der Poel ha conquistato e tutti sperano che questo primato continui a salire.
«L'ho detto anche la settimana scorsa: quando ho iniziato a pedalare, il mio sogno era diventare campione del mondo tra i professionisti. Il fatto che ora abbia il maggior numero di titoli di tutti i tempi è semplicemente incredibile».
L’olandese è arrivato a Hulst da campione uscente ed andato via con una maglia celebrativa, sulla quale è stato scritto il numero 8 e i titoli vinti nel 2015, 2019, 2020, 2021, 2023, 2024, 2025 e 2026. Mathieu è senza dubbio il campione perfetto, che sul palco di Hulst ha ricevuto la maglia iridata dalle mani di Re Guglielmo Alessandro e dal presidente dell’Unione Ciclistica Internazionale David Lappartient.
«È incredibile ricevere questa maglia, è veramente bella, ma non chiedetemi ora cosa farò, per adesso voglio solo godermi questo momento». L’iridato quindi è stato chiaro, la decisione di continuare a correre o meno nel ciclocross verrà presa solo più avanti. «Non ho ancora deciso nulla al riguardo. L'inverno è sempre lungo, ma pure la stagione su strada è un fattore. Se questa finirà col durare di più, allora l'inverno sarà più corto. Una cosa è certa: io amo ancora il ciclocross e allenarsi è davvero divertente. La stagione del ciclocross però è intensa. Comunque è solo un'idea quella di prendersi un anno di pausa dal cross, ci sono diverse opzioni sul piatto. Ad esempio fare meno gare o disputare solo i Mondiali. Che Ostenda (dove si terranno i Campionati del Mondo l'anno prossimo, ndr) sia una bella città? Sì è vero, ed è sempre un gran cross lì! Tutti cercano di convincermi, ma devo ancora decidere».
Forse per lui questa non è stata la vittoria più semplice, perché dal punto di vista fisico Van der Poel non era nella forma migliore, ma in ogni caso ciò non gli ha impedito di vincere con un buon margine. «Volete sapere se oggi ero al meglio della mia forma? È sempre difficile dirlo. Lo scorso weekend mi sentivo un po' meglio, più forte, ma questo era un percorso diverso. Di sicuro mi sono preparato bene, un problema meccanico non avrebbe rovinato la festa e tutto ha funzionato come previsto». Il campione iridato ha voluto anche ricordare che una corsa, seppur ben preparata, non sempre porta per forza alla vittoria.
«È sempre facile dire: avrebbe vinto comunque, anche se fosse andato storto qualcosa. Io non sono venuto qui con l'idea di diventare campione del mondo facilmente. Puoi essere il migliore tutto l'anno, ma quel singolo giorno può succedere qualcosa all'improvviso. I Mondiali sono una corsa dove a volte possono essere altri corridori ad eccellere, è sempre un evento unico perché gareggiano molti atleti e categorie diverse. L'imprevisto è dietro l'angolo».
Adesso ci sarà qualche giorno di vacanza in montagna e poi inizierà la stagione su strada. «Partirò domani, poi rientrerò in Spagna per preparare la stagione su strada. Se parteciperò all'Omloop? Deciderò la settimana precedente la gara. Se mi sentirò abbastanza bene, la farò sicuramente. Come Le Samyn l'anno scorso. Altrimenti, sarò di nuovo alla Tirreno».
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