Oggi Matteo Milan compie 23 anni ed è pronto ad affrontare un 2026 con tanta voglia di mettersi alla prova. E’ l’anno del grande salto per il giovane friulano che dopo due stagioni nel team devo della Lidl Trek si getterà nella mischia del mondo dei professionisti con la casacca della Groupama Fdj. La squadra francese è stata una delle tante ad interessarsi a Matteo, ha proposto un progetto concreto della durata di almeno tre anni e in cui rappresenterà uno dei fulcri del nuovo gruppo per le volate. È l’inizio di un’avventura tutta nuova che potrebbe portare delle belle sorprese.
Matteo è entusiasta della scelta che non ha preso certo alla leggera, ha valutato, confrontato e ha chiesto aiuto alla sua famiglia e anche al fratello Jonathan per avere uno sguardo completo. Il Team Groupama non solo ha messo un buon progetto sul piatto, ma di primo impatto ha una struttura e dei materiali che lo hanno reso già entusiasta. Per il 2026 verrà seguito da Luca Festa, anche lui new entry del team, un modo per semplificare un po’ le cose in attesa di affinare il suo francese. «Sono stato piacevolmente colpito dal gruppo e dall’intera struttura della squadra che è molto attenta a tutti i dettagli. Ero un po’ preoccupato per l’impatto con la nuova bici e i nuovi materiali, ma l’impatto è stato subito ottimo e mi sto trovando davvero bene. Il mio allenatore è italiano e questo mi sta aiutando davvero tanto, con Luca Festa c’è una comunicazione molto aperta e costante, ma soprattutto ho a che fare con una persona che ha la mia stessa mentalità e mi capisce, mi aiuta ad avere meno pensieri e a concentrarmi meglio in quello che faccio.» ci dice Matteo che sarà un degli uomini per le volate insieme a Paul Penhoet. La volontà della squadra è quella di creare un gruppo giovane di velocisti, rimettere insieme quella struttura che fino a tre anni fa supportava al meglio Arnaud Demare. È un progetto ambizioso su base pluriennale e che ha l’obiettivo di investire sui giovani facendoli crescere passo dopo passo.
Oggi parlare con Matteo di volate è del tutto all’ordine del giorno, ma se vi dicessimo non è mai stato proprio così. Quando gli chiediamo di raccontarci l’intera storia, al giovane Milan scappa quasi una risata eppure fino a circa un anno fa era convinto di poter diventare uno scalatore. «All’inizio volevo diventare uno scalatore, sicuramente volevo provare a differenziarmi da mio fratello che era già velocista, ma soprattutto perché era quello che effettivamente mi piaceva fare. Nei due anni in Lidl Trek ho sperimentato davvero tantissimo, ho fatto degli allenamenti specifici, ho lavorato sul mio fisico, ma i risultati non arrivavano. Mi è stata data molta libertà e nel 2025 ho iniziato a vedere che in volata andavo molto bene, ma soprattutto era qualcosa che mi veniva naturale e in modo istintivo, me lo sentivo dentro. Per anni avevo provato ad essere qualcosa d’altro e invece la mia strada era quella più ovvia, una volta capito questo ho impiegato tutte le mie energie in quel chiaro obiettivo, poco alla volta la consapevolezza è aumentata e sono arrivate anche delle vittorie. Ora sono convinto che sia la scelta giusta» ci spiega Matteo che tra le fila del team devo della Lidl Trek ha potuto sperimentare e soprattutto trovare la sua strada. Sembra qualcosa di assolutamente scontato, eppure non è così, i giovani hanno bisogno di provare, magari di sbagliare di trovare il modo più giusto uscendone poi fortificati. «Sono veramente grato alla Lidl Trek per questa possibilità, credo che in futuro possa diventare un valore aggiunto – riprende Matteo – so cosa significa fare degli allenamenti faticosi, provare a diventare un tipo di corridore che non si è, in tutta questa difficoltà mi sono sentito molto fortificato sia come atleta che come persona. Nel ciclismo attuale esistono sempre meno corse per i velocisti puri, è una figura che sta via via scomparendo ed è fondamentale riuscire a tenere anche su degli strappi »
Per il giovane Milan è tutto nuovo ed emozionante, c’è molto da imparare e ora che ha capito che le volate fanno parte della sua natura è determinato a diventare la migliore versione di se stesso. In famiglia ha chi di sprint non solo se ne intende, ma è uno dei più forti al mondo, il confronto con il fratello Jonathan sembra venire in automatico ed è qualcosa di bellissimo. Se qualcuno dall’esterno potrebbe pensare che il metro di paragone possa schiacciare, ecco che Matteo ci spiega con tutta onestà che è l’esatto contrario. I due si confrontano spesso, si allenano insieme, si scambiano consigli, ma soprattutto cercano di spronarsi l’un l’altro. L’arrivo in Groupama del più giovane dei due è l’ennesima conferma che Matteo ha la forza e la determinazione di crearsi la sua strada indipendentemente da chi è da dove arriva. La pressione c’è, è naturale, ma è data dalla voglia non del confronto con gli altri quanto della propria crescita personale. «Ho un bellissimo rapporto con mio fratello, lui cerca di aiutarmi sempre tirando fuori il meglio di me, pensare ai suoi grandi risultati mi stimola veramente tanto. Non c’è competizione, quanto la spinta a migliorarmi, non ho mai sentito il peso di venire dalla stessa famiglia, anzi per me è un orgoglio, Ora che siamo velocisti entrambi c’è la possibilità di poterci affrontare allo sprint, è una cosa su cui abbiamo scherzato molto ed entrambi non vediamo l’ora»
Milan ha come obiettivo principale trovare il suo posto in gruppo, diventare la migliore versione di se stesso prima per lui e poi per tutti gli altri, poi ci sarà tempo a sufficienza di pensare in grande. Nel suo programma del 2026 è previsto un percorso di crescita regolare con gare in Francia, Belgio, piccole corse a tappe mentre è esclusa la partecipazione ad un grande giro che nasconde sempre il rischio di bruciarsi, inutilmente prima del tempo. Il suo esordio è fissato per il 16 febbraio all’Uae Tour e sembra proprio che la corsa potrà essere veramente interessante. Il motivo? Per la prima volta si troverà faccia a faccia con il fratello Jonathan e comunque andrà a finire sarà per tutti un’emozione indimenticabile.
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