Nei mesi scorsi, chi vi scrive ha avuto modo di assistere a un convegno organizzato dalla Scuola dello Sport del CONI Lombardia, mirabilmente diretta da Adriana Lombardi. Il titolo della giornata era Colpi di testa e, attraverso una serie di interventi a rigoroso carattere scientifico, ha trasmesso ai presenti un messaggio fondamentale: se non c’è sangue, non vuol dire per forza che va tutto bene. Specialmente quando si tratta di… colpi di testa, appunto. O meglio, colpi alla testa.
Il protagonista attorno cui ruotava il convegno, infatti, era il trauma cranico lieve, altrimenti detto commozione cerebrale. Non il più grave o severo, ma proprio per questo il più subdolo. Non si trattava prettamente di ciclismo, ma di sport in generale, e per questo non ve ne abbiamo dato notizia a suo tempo qui su Tuttobiciweb. Tuttavia tra le relatrici vi era una vera appassionata della bici: Rossella Tomaiuolo (a sinistra nella foto-collage dell'articolo, dove l'abbiamo accostata a un Ganna che si tiene il capo aggiustandosi il casco) direttrice della Scuola di Specializzazione in Patologia Clinica e Biochimica Clinica dell'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano.
Abbiamo dunque rivolto alcune domande specifiche alla professoressa Tomaiuolo, che ringraziamo per la disponibilità a fornire approfondite risposte: LEGGI L'INTERVISTA SU TUTTOBICITECH
Se sei giá nostro utente esegui il login altrimenti registrati.