Il 2025 per Anna Van Der Breggen è stato l’anno del grande ritorno, una scommessa totale che ci ha gettato subito tantissima curiosità. La fuoriclasse olandese classe '90 non solo ha ritrovato il suo posto in gruppo, ma ha dimostrato che nonostante le 4 stagioni lontana dal ciclismo pedalato non ha perso la stoffa della campionessa. Nel media day di gennaio 2025 era stata piuttosto cauta, nessun grande obiettivo, solo la volontà di sentirsi bene e capire le nuove dinamiche, insomma quasi un anno prova per capire come potessero andare le cose, ma si sa, per un’atleta del suo spessore vincere è una necessità.
Intervistare Anna Van Der Breggen fa sempre un certo effetto, non solo perché si tratta di un’atleta che ha vinto praticamente ogni cosa, ma soprattutto perché si ha a che fare con una persona che ha uno sguardo completo sull’intero movimento femminile. Dalla sede olandese della squadra da dove si collega appare serena come di consueto, con il suo sorriso risponde alle nostre domande mettendo subito in chiaro una cosa: tornare è stata la scelta giusta. «Il 2025 è stato un anno non facilissimo, ho lavorato duramente e sono davvero felice della mia decisione, tornare è stata a scelta giusta e ottenere dei buoni risultati ne è la conferma. E’ difficile dire se sia più bello oggi o 4 anni fa, è un ciclismo molto diverso con tattiche e modi differenti di correre. Da quando sono ritornata in corsa mi sono resa meglio conto di quanto sia un privilegio praticare questo sport a livello agonistico, mi sto godendo appieno questa mia possibilità. Il livello del gruppo è cambiato molto, prima erano sempre le stesse atlete che facevano la differenza ora ci sono diverse ragazze che tentano di andare all’attacco e di mettersi alla prova anche se sulla carta non sono le favorite. Sono molto felice di questo mutamento perché è vero che è più difficile vincere, ma le corse stanno diventando molto più emozionanti, entusiasmano e attirano tanto pubblico e volti nuovi» spiega Anna e fa un certo effetto pensarla esattamente un anno prima ci aveva esposto tutti i suoi dubbi circa il voler ripartire. Sono cambiate tante cose nei 4 anni che l’hanno vista passare da atleta a direttrice sportiva, c’è stata una vera e propria evoluzione nel mondo del ciclismo che però non ha smesso di essere quel posto speciale che ha sempre amato.
La vittoria di tappa alla vuelta e i numerosi piazzamenti accumulati nel corso del 2025 sono la dimostrazione che Anna continua ad essere un talento assoluto capace di adattarsi ad un movimento che cambia e di trovare nuovamente spazio. L’olandese, al di là di gare e risultati, non ha mai nascosto che il suo obiettivo principale fosse quello di ritornare a vivere il ciclismo nella sua forma più pura, di amarlo non focalizzandosi troppo sulle prestazioni ma godersi finalmente una corsa . Anna si è così riscoperta come atleta e meno come dominatrice, di fronte ad un movimento completamente mutato ha trovato un’intera squadra pronta a supportarla. «Stiamo vivendo una nuova fase del ciclismo e mi sono resa conto che ci sono nuove sfide con cui confrontarsi. La cosa che ho trovato più difficile è stato il posizionamento in gruppo, fino a quattro anni fa era facile risalire dall’ultima alla prima posizione, era un’operazione che si poteva fare tranquillamente da soli, oggi è assolutamente infattibile. Correre senza una squadra è impossibile, è un ciclismo in cui non conta più l’individualità, ma il gruppo, se vuoi vincere una grande corsa non puoi farlo da solo, hai bisogno delle tue compagne. Allo stesso modo è richiesta ancora più attenzione, non ci si può permettere di stare nelle retrovie, perché la corsa potrebbe scoppiare da un momento all’altro, le corse diventano più difficili ma è un cambiamento che mi stimola e fa bene al ciclismo. Io devo dire veramente grazie alle mie compagne, il team Sd Worx è stato sempre molto unito e tutte insieme mi hanno aiutato a prendere dimestichezza con queste nuove dinamiche, è stata la sfida più grande che ho dovuto affrontare e sono felice di essermi trovata bene, di aver trovato il mio posto.
Nemmeno per il 2026 Anna vuole fare grandi proclami, quello che è certo non solo può essere ancora competitiva, ma può veramente fare la differenza. In una Sd Worx fatta di stelle come Lotte Kopecky e Lorena Wiebes, la campionessa olimpica di Rio 2016 rimane un punto stabile su cui fare riferimento. Sono tante le corse in cui ci piacerebbe vederla lottare, come nelle sue amate Ardenne dove l’anno scorso a causa di alcuni malanni stagionali non è mai stata presente oppure in un grande giro, ma Anna con l’onestà che la contraddistingue ci spiega come vorrebbe approcciarsi alla sua stagione. «Non ho una specifica corsa su cui puntare tutto, nella mia posizione non sarebbe l’approccio corretto, preferisco piuttosto avere come grande obiettivo stare bene e migliorare quanto fatto l’anno scorso. Puntare tutto su una determinata corsa è estremamente rischioso, viviamo in una fase in cui il ciclismo ha raggiunto un livello molto alto e se si vuole fare la differenza occorre essere in forma, ma le cose potrebbero comunque andare storte da un momento all’altro e se succede proprio quel giorno c’è il rischio di buttare via un’intera stagione. Se guardo ad un anno fa credo di aver fatto un passo avanti, mi alleno con più motivazione, non vedo l’ora di correre, mi sento meglio e soprattutto ho la convinzione di stare facendo ciò che amo senza la necessità di dimostrare qualcosa agli altri.» prosegue Anna che sarà al via dell’Uae Tour già alla caccia di una tappa. Il programma dell’atleta olandese includerà le classiche delle Ardenne, tutti e tre i grandi giri e le corse in Italia come Giro, Strade Bianche e Trofeo Binda. Non c’è l’ambizione di una vittoria o di un podio, soltanto mostrare la versione migliore di se stessa per fare ciò che ama.
(foto Tornanti)