Immondizia, rifiuti, spazzatura, pattume. Lerciume, lordura, sporcizia, sudiciume. Scorie, scarti, sozzura, residui. Monnezza, munnezza, rusco, rumenta. Loro, con benevolenza, con eufemismo, con nobiltà, la chiamano inciviltà. Poi si chinano e raccolgono. Dalle gomme dei camion ai mozziconi di sigarette, dalle bottiglie di vetro alle lattine di alluminio, dai pannolini usati alle lavatrici arrugginite, dai secchi sfondati ai frigoriferi abbandonati. A sacchi. A tonnellate. A camionate.
Si sono battezzati Raccoglitori di inciviltà altrui, si sono uniti in un’associazione nel 2019, ma già da anni, singolarmente e isolatamente, si chinavano e raccoglievano immondizia per istinto, per orgoglio, per dignità. La sede a Montagnana nel Padovano, gli interventi dovunque. Giaccone e pantaloni gialli fluorescenti, guanti e stivali, sacchi e sacconi a volontà, bici e tricicli. E la volontà non manca mai. “Non salveremo il mondo – ammette Luciano Strabello, presidente dell’Associazione – ma cerchiamo di fare almeno la nostra parte”. Molto, moltissimo, infinitamente di più. “Il nostro motto è ‘Io sono goccia’. Perché ognuno di noi è una goccia, una goccia da sola non fa nulla, ma tutte insieme formano una pozza, poi un mare, poi un oceano”. E’ la favola del colibrì. “Un giorno la foresta bruciò, tutti gli animali fuggirono, rimase solo un colibrì, che andava e veniva recuperando e trasportando e infine versando una goccia, e una goccia era quello che poteva fare per tentare di spegnere l’incendio. Ma che cosa può fare una sola goccia?, gli domandavano gli altri animali della foresta, scettici se non rassegnati. Il colibrì rispose che lui faceva quello che poteva”.
Oggi i Raccoglitori di inciviltà altrui sono 150 e si prodigano, si moltiplicano, e le gocce, se non sono diventate mare né oceano, formano però almeno una pioggia. “Andiamo nelle scuole, dalle materne alle primarie, giocando, nelle medie, raccontando, e nelle superiori, confrontandoci. Collaboriamo con le amministrazioni locali e con le pro loco, con le associazioni ambientaliste a cominciare dalla Lega Ambiente, con le cooperative e con le case-famiglia, nelle sagre e nelle giornate del volontariato, dovunque ci chiamino oppure su nostra iniziativa”. Strabello era un artigiano di mobili su misura, adesso è pensionato, “ma non tutti lo siamo, qui si va dai 40 anni in su, uomini e donne, tutti forti e fortificati dall’ottimismo della volontà”. E da contributi di aziende consapevoli e virtuose.
Quella discarica a Noventa trasformata in un parcheggio con una pista ciclabile e illuminato dall’opera di un artista, quella bonifica a Veronella raccogliendo 12-13 tonnellate di rifiuti, quelle pulizie di fiumi e torrenti, quelle adozioni di una zona per tenerla pulita (senza spese aggiuntive), quelle collaborazioni con le polizie locali per installare fototrappole (“L’educazione ha tempi lunghi, per quelli più brevi sono necessarie le sanzioni economiche”), quel docufilm del viaggio a Capo Nord (“Verso la fine del mondo”) nel 2023, quell’altro docufilm sul progetto in quattro regioni (Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Lombardia) con amministrazioni e scuole nel 2025... “E quella nostra azione sullo Stelvio con l’autorizzazione del Parco nazionale - ricorda Strabello -. In 24 chilometri di tornanti, da Prato al Passo, abbiamo raccolto 500 confezioni di gel, praticamente indistruttibili, dunque ecologicamente tossiche, più due sacchi di rifiuti fra bottiglie e lattine, lanciate dai ciclisti, anche loro – proprio loro, che dovrebbero essere più vicini alla natura e dunque responsabili – spesso sono da educare”.
I Raccoglitori di inciviltà altrui non salveranno il mondo, d’accordo, ma aiutano a renderlo più sano, più genuino, più bello. Strabello cita la Bibbia: “Non smettere di fare ciò che è eccellente, perché se non ti stancherai, a tempo debito raccoglierai”.
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