Al Giro d’Italia 2026 mancano ancora quattro mesi ma nel frattempo, con le squadre che progressivamente stanno mettendo a punto i propri calendari, inizia già a delinearsi il quadro di chi sicuramente ci sarà e di chi, invece, potrebbe disertare l’appuntamento di maggio.
A questo proposito, la notizia più rilevante emersa nelle ultime ore è il mancato inserimento della Corsa Rosa nei piani della Cofidis per la prossima stagione. Stando infatti a quanto comunicato sul sito web dalla stessa formazione transalpina, nel mese di maggio la squadra ha messo in programma Eschborn-Frankfurt, Grand Prix du Morbihan, Tour de Hongrie, Tour du Finistère, Boucles de l'Aulne, Classique Dunkerque, 4 Jours de Dunkerque, Antwerp Port Epic e Boucles de la Mayenne ma non il Giro, corsa per la quale, stando alle nuove regole UCI, la compagine francese avrebbe potuto far valere (come Pinarello-Q36.5 e Tudor) il proprio automatico diritto di partecipazione guadagnato grazie al piazzamento finale nel ranking UCI dell’anno scorso.
La Cofidis però, interpretando quanto annunciato pubblicamente, parrebbe intenzionata a percorrere altre vie il prossimo maggio andando a caccia di punti e successi nelle corse di casa piuttosto che nella gara a tappe italiana dove, qualora la sua rinuncia venisse effettivamente confermata, si libererebbe lo spazio per un’altra squadra invitata direttamente dagli organizzatori.
Ma chi potrebbe beneficiare di questa wildcard? Andando a sfogliare la rosa delle compagini con licenza ProTeam (le uniche, ricordiamo, a poter ricevere una simile possibilità) ed escludendo Bardiani CSF 7 Saber e Polti-VisitMalta (a cui in quanto italiane dovrebbero verosimilmente andare i primi due inviti), si scopre in fretta che rimarrebbero in lizza solamente cinque squadre, ossia Burgos Burpellet BH, Caja Rural-Seguros RGA, Equipo Kern Pharma, TotalEnergies e Unibet Rose Rockets.
Provando a metterci nella testa degli organizzatori e cercando d’individuare i motivi che potrebbero far propendere per l’una piuttosto che per l’altra, la formazione di Jean-René Bernaudeau sarebbe, tra le cinque, quella ad essersi meglio piazzata nella classificata a squadre del 2025 e l’unica a vantare in passato partecipazioni alla Corsa Rosa (l’ultima nel 2014 quando si chiamava ancora Europcar).
Dalla loro però Caja Rural, Burgos e Unibet, pur senza esperienza sulle strade del Giro, potrebbero mettere sul piatto la presenza, all’interno del loro organico, di un corridore italiano a testa (rispettivamente Davide Oldani, Lorenzo Quartucci e Sergio Meris), elemento questo che, esaminando in particolare la possibile candidatura delle squadre di Juan Manuel Hernandez Esquisabel e Bas Tietema, si aggiungerebbe ad altri due fattori che, sulla carta, potrebbero ulteriormente pesare a loro favore nell’assegnazione della terza wildcard: parliamo, nel caso degli iberici, della possibilità di schierare un campione olimpico in carica su pista (Iúri Leitão) al fianco di un già vincitore di tappe al Giro come Fernando Gaviria e, in quello dei francesi, dell’elevata esposizione mediatica di cui, a cascata, godrebbe la corsa con loro in gara.
Sono dunque molteplici i motivi che, qualora venisse confermato l’invito addizionale, potrebbero indirizzare il processo decisionale di RCS dal quale, questo è già certo, verranno sicuramente escluse Solution Tech-Nippo-Rali, Euskaltel-Euskadi, Flanders-Baloise e Novo Nordisk, tutte ineleggibili perché piazzatesi nel 2025 al di fuori della top 30 del ranking UCI.