FANINI SCENDE IN CAMPO: «ANCHE A CAPANNORI E LUCCA I CARTELLI PER LA SICUREZZA DEI CICLISTI». GALLERY

NEWS | 19/11/2025 | 08:11
di Massimo Stefanini
L’incontro con il vicesindaco Francesconi ha avuto esito positivo: fumata bianca. L’ok di massima c’è. Il Comune di Capannori avrà presto i cartelli, posizionati nei punti più trafficati, che invitano gli automobilisti a fare attenzione ai ciclisti, utenti deboli della strada insieme ai pedoni e, soprattutto, a lasciare una distanza minima di un metro e mezzo. Quei 150 centimetri che talvolta separano la vita dalla morte, se è vero (dati ufficiali) che in questo 2025, nei primi nove mesi, sono già state 175 le persone decedute in Italia mentre stavano pedalando, contro le 124 dell’intero 2024.

Nella Piana di Lucca, precursore di questa segnaletica è stato il Comune di Altopascio, che li installò in occasione della sua designazione per i campionati italiani giovanili. Adesso però un personaggio che ha legato il suo nome al ciclismo in maniera iconica come Ivano Fanini ha proposto di collocare i cartelli anche a Capannori, colpito dalle morti sull’asfalto di appassionati, semplici cicloamatori o ragazzi in allenamento


“Per questo sto spingendo per realizzare il velodromo – spiega l’imprenditore di Lunata – per far allenare i giovani al coperto e al sicuro dal traffico”. Se per questo impianto è ancora tutto in stand-by, visti i costi (diverse decine di milioni di euro), la segnaletica si può fare subito


“Con l’ultima riunione, presso il Museo Fanini – Amore e Vita, alla presenza del vicesindaco Matteo Francesconi e del dottor Claudio Celoni, ex dipendente della Provincia di Lucca, adesso in pensione, è stata ratificata l’intesa – aggiunge Fanini –. L’input decisivo è arrivato da un mio ex corridore degli anni ’60, Mauro Lazzareschi, il quale continua ad allenarsi per diletto ogni tanto e si accorge di quanto sia pericoloso andare in bici sulle nostre strade. È un’opera di sensibilizzazione, ma siccome sono Ambasciatore del Comune di Capannori e, come fondatore di Amore e Vita, quindi con certi valori, mi sono sentito in dovere di condurre questa battaglia di civiltà”.

Celoni, che va in bici anche lui per tenersi in forma, studierà la mappa delle zone dove collocare i cartelli. “Bisogna che anche Lucca si adegui: faccio appello al sindaco Pardini, al vicesindaco Barsanti e al Presidente della Provincia di Lucca, Marcello Pierucci, per tutti gli altri Comuni, e per questo spero anche nel sostegno del Presidente FCI provinciale Pierluigi Castellani ”.

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COMMENTI
INIZIATIVA CHE TUTTI I COMUNI ITALIANI DOVREBBERO ADOTTARE!
19 novembre 2025 17:43 roger
Purtroppo il numero dei morti sulle nostre strade continua a crescere ogni anno, ed è davvero assurdo. Bravo Fanini per esserti mosso affinché qualcosa possa migliorare, e complimenti al Comune di Capannori, sempre attento a queste iniziative, per aver accolto la proposta. È un intervento piccolo ma importante, che potrebbe diventare importantissimo se tutti i comuni italiani decidessero di seguirne l’esempio.
È vero che alla base dovrebbe esserci l’educazione di chi guida, ma se guardiamo quanti giovani perdono la vita ogni weekend nel nostro Paese, capiamo quanto sia complicato e difficile intervenire su questo fronte. Però l’importante è dare un input forte e fare qualcosa, perché tra fare e non fare c’è una grande differenza. E in questo caso mi sento davvero di dare un grande plauso a Fanini e al Comune di Capannori per essersi mossi concretamente, con la speranza che tutto questo porti benefici a chi ama il ciclismo o semplicemente si muove in bicicletta.
Fanini ci ha sempre abituati, con la sua Amore e Vita, a iniziative lodevoli e da prendere come esempio. Però è necessario che anche la F.C.I. e le istituzioni si attivino in modo concreto, non solo per tutelare la vita di chi pedala — che resta la cosa più importante — ma anche per “salvare” il ciclismo. Senza infrastrutture sicure dove far allenare i giovani che si avvicinano a questa splendida disciplina (che, diciamolo, in Italia non esistono), l’unica alternativa rimane la strada. E le famiglie hanno sempre più paura a mandare i ragazzi a pedalare su strada quando si è così esposti al pericolo, in balìa di persone che guidano ad alta velocità, senza il minimo rispetto per il ciclista, magari distratte dal telefonino, o con assicurazione scaduta, alcol o droga addosso.

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