SKJELMOSE, NARVAEZ, UIJTDEBROEKS, MAGNIER E 10 ITALIANI: I NOMI DA TENER D’OCCHIO AL TOUR OF GUANGXI 2025

PROFESSIONISTI | 13/10/2025 | 16:15
di Federico Guido


È una startlist di livello più che buono quella che andrà a caratterizzare la sesta edizione del Tour of Guangxi, corsa che, come è consuetudine degli ultimi anni, concluderà la stagione World Tour e che, rispetto al 2025, vedrà prendere il via otto corridori e una formazione della massima serie in più.


Da Fangchenggang infatti, a differenza dell’anno passato, scatteranno 137 corridori in rappresentanza di 21 squadre ripartite in 17 World Tour (spicca il ritorno della Groupama-FDJ a sette anni di distanza dalla prima e unica partecipazione), una selezione nazionale (quella cinese) e due ProTeam, ovvero la Israel-Premier Tech e la Lotto.

Quest’ultima, assoluta protagonista 365 giorni fa con due vittorie di tappa e il trionfo in classifica generale di Lennert Van Eetvelt, non potrà contare sulle doti del campione uscente (che ha chiuso anzitempo la sua tormentata stagione) e quindi dovrà per forza di cose cambiare il proprio focus puntando magari ai successi parziali con lo spunto di uno Steffen De Schuyteneer apparso in ottima forma al Tour of Taihu Lake.

A contendergli questo tipo di traguardi in volata il belga troverà però un agguerrito e competitivo parterre di rivali capitanato da un inarrestabile Paul Magnier che, dopo aver messo assieme 9 affermazioni nell’ultimo mese di gare, cercherà indubbiamente di rimpolpare ancora il proprio bottino personale. Assieme al francese della Soudal Quick-Step si lanceranno negli sprint il recente vincitore della Binche-Chimay-Binche/Mémorial Frank Vandenbroucke Jordi Meeus (Red Bulla BORA hansgrohe), la coppia di tedeschi Max Kanter (XDS Astana) e Phil Bauhaus (Bahrain-Victorious), Pavel Bittner e, in alternativa per il Team Picnic PostNL, Casper van Uden, Arne Marit (Intermarché-Wanty), il secondo classificato al Tour of Taihu Lake Stanisław Aniołkowski (Cofidis), Paul Penhoet (Groupama – FDJ), il trionfatore della tappa di Zagabria alla CRO Race Oded Kogut (Israel Premier-Tech) e il nostro Simone Consonni (Lidl-Trek).

Il trentunenne bergamasco farà parte di quella che forse, al pari dell’UAE Team Emirates-XRG, è la formazione meglio equipaggiata per portare a casa la maglia rossa della generale. Per quest’obiettivo la compagine statunitense ha portato infatti nientemeno che il vincitore dell’ultima Amstel Gold Race Mattias Skjelmose, uomo che, sulle rampe di Nongla, potrebbe esaltarsi e riuscire assolutamente a fare la differenza. In questa missione il danese potrà contare sull’apporto di Juan Pedro Lopez e Tao Geoghegan Hart i quali potranno evitare che il loro leader venga messo in mezzo dai team che, per l’occasione, schiereranno più punte come la già citata UAE (al via con Jhonathan Narvaez e Jan Christen), l’XDS Astana (sospinta dal duo sudamericano Harold Martin Lopez-Sergio Higuita) e il Team Visma Lease a Bike di Jørgen Nordhagen e Cian Uijtdebroeks.

Costoro tenteranno tutti di giocarsi le proprie carte per arpionare il primo posto della graduatoria, traguardo per il quale non si possono escludere nemmeno il due volte campione del Mondo di XCO Alan Hatherly che ha assolutamente nelle corde uno sforzo come quello richiesto sulle pendenze di Nongla, Ewen Costiou (Arkéa - B&B Hotels), Fran van den Broek (Team Picnic PostNL), il vincitore dell’Okolo Slovenska Paul Double (Jayco AlUla), Pello Bilbao (Bahrain-Victorious), il secondo classificato dell’edizione 2023 Remy Rochas (Groupama-FDJ) e Aurelien Paret-Peintre (Decathlon AG2R La Mondiale Team).

Lato Italia, le speranze di vedere un azzurro sul gradino più alto del podio (dove finora vi è salito solo Gianni Moscon nel 2018) sono decisamente risicate, mentre sono molto più concrete le possibilità di esultare per un successo di tappa che al Guangxi manca dal 2023 quando Viviani e Milan s’imposero in una frazione ciascuno. Per rompere questo digiuno, oltre al già citato Consonni, Francesco Busatto (Intermarchè-Wanty) e Luca Mozzato (Arkéa - B&B Hotels) hanno sicuramente buone carte da giocarsi, mentre è più probabile che Andrea Raccagni Noviero (Soudal Quick-Step), Daniel Skerl e Andrea Pasqualon (Bahrain – Victorious), Florian Samuel Kajamini e Fusto Masnada (XDS Astana Team), Davide Cimolai (Movistar) e Kevin Colleoni (Intermarchè-Wanty) siano maggiormente votati alla causa dei propri leader e, eccezion fatta magari per qualche fuga, debbano assolvere compiti di gregariato.


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COMMENTI
@bullet
13 ottobre 2025 21:24 Frank46
Ma il tifo quando si analizza lo si lascia da parte. Nella tappa di Morzine dopo qualche decina di km Pantani stava facendo il Doumulin dietro un albero. Inoltre penso che si trovasse tipo a 15/20 minuti di distacco in classifica e non mancavano molte tappe.

Cosa c'entra tutto ciò con la piccola difficoltà di Armstrong. Armstrong aveva iniziato da poco a fare classifica ai GT. Con il tempo si migliora, anche Pogacar fino a pochi anni fa non è che fosse perfetto.

Io ho detto che Pantani è stato uno dei più grandi scalatori di tutti i tempi, uno dei ciclisti più amati di tutti i tempi e uno che sapeva dare spettacolo.

Però oggettivamente reputo più forti di lui molti corridori, più completi, forti anche cronometro, che non disegnavano le classiche...

Già solo tra gli italiani ci sono stati tanti corridori nel complesso a mio parere Coppi, Bartali, Binda, Magni, Gimondi, Moser, Saronni e a mio avviso persino Nibali.

Però Pantani restava di più nei cuori della gente perché dava più spettacolo e perché non era completo ma in salita volava davvero.

Frank46
13 ottobre 2025 23:53 BuIlet
Dici così di Pantani perché lo hai vissuto. Come fai a dire che Coppi o Bartali restavano meno nei cuori della gente?

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