VELODROMO PARCO NORD: ALLA SCOPERTA DELL'OASI DI CICLISMO SICURO A MILANO, PRESENTI MOSER E MOTTA

EVENTI | 12/09/2025 | 13:26
di Nicolò Vallone

Quando si pensa a Milano e la bicicletta, soprattutto per chi ci vive tutti i giorni, non sempre il primo pensiero va a strutture sicure e utilizzo in piena serenità del mezzo su due ruote. Certo, è una città che sulle strutture ciclabili cerca di puntare in modo massiccio, ma il graduale congestionamento della viabilità in questi anni lascia talvolta spazio a contrasti auto-ciclisti e notizie di cronaca che non vorremmo mai dover dare.


Oggi però ci troviamo a parlarvi di una struttura che al di fuori dei confini milanesi non è molto conosciuta, ma da vent'anni permette di trovare la propria oasi in bici all'interno di territori comunali meneghini. Ci troviamo ai margini settentrionali del capoluogo, in un'area verde dal nome eloquente di Parco Nord, polmone incastonato tra Bruzzano, Niguarda e Bicocca al confine col paese di Bresso: qui è presente un... Velodromo. Proprio così: un anello ellittico asfaltato che gira attorno a una vasca di laminazione, dove si convogliano le acque del Seveso quando i suoi livelli superano certe soglie e la fognatura di Cinisello Balsamo quando le fognature non riescono ad assorbire tutto.


Vi si accede dalle ciclabili limitrofe e l'ingresso è riservato a chi va in bici al mattino e al pomeriggio, rigorosamente casco-munito, con facoltà di dare libero sfogo alla velocità e obbligo di tenere la stessa linea di marcia e sorpassare a sinistra. Un esempio di struttura pubblica virtuosa, gestito dal 2011 da un'associazione di volontari di nome DateciPista che periodicamente vi organizza competizioni, esposizioni e giornate di scambio bici e arricchimento umano e culturale. Grazie al loro contributo il Velodromo del Parco Nord Milano ha acquisito la struttura attuale, 500 metri di lunghezza con chiara segnaletica orizzontale e una variante al 3% per chi vuole pedalare in modo ancora più tosto. Prezzo? 1,50€ a ingresso e 10€ per 10 ingressi.

Per rilanciare la fama di questo luogo e incoraggiarne il consapevole utilizzo, stamattina ha avuto luogo un evento brillantemente moderato da Marzio Marzorati, coordinatore di Federparchi Lombardia e presidente del Parco Nord Milano («Quando incontrate un ciclista dovete ringraziarlo, perché riduce traffico e inquinamento!») e da Riccardo Gini, direttore dello stesso PNM, insieme a Mario Bodei, leader di DateciPista, che ringrazia in particolare l'avvocato Balconi per essersi attivato per allestire questa giornata, Francesco Moser (presente nell'occasione col figlio Ignazio, che ha raccontato la sua esperienza da "milanese d'adozione" che cerca di allenarsi in bici a Milano con tutte le difficoltà del caso) per essere sempre presente come testimonial e con supporto concreto, e tutti i volontari (Guardie Ecologiche comprese) senza cui nulla di tutto questo si potrebbe realizzare.

A proposito di Federico Balconi, fondatore di ZeroSbatti, questo il suo intervento: «Il ciclismo soffre della mancanza di sicurezza, e la conseguente paura delle famiglie di mandare figli e figlie in bici. Noi cerchiamo di proteggere legalmente i ciclisti ma anche di promuovere questo sport col sorriso, con l'ausilio pure di familiari di persone che hanno perso la vita in bicicletta. Pensate che proprio l'altro giorno un collega, che difende una persona che ha ucciso una ragazza in bici, mi diceva "diciamocelo, i ciclisti sulle strade non ci dovrebbero andare..." ecco, episodi come questo ci motivano ancora di più ad andare avanti. Credo che il modello rappresentato da questo velodromo nel parco sia da replicare in una città come Milano: ce ne dovrebbero essere una decina in città e dintorni per contribuire a risolvere parte del problema, anche perché consente a basso costo di creare un ambiente dove i ciclisti potrebbero radunarsi per praticare bene questa bellissima attività andando meno a rischiare sulle strade.»

L'assessore al Territorio di regione Lombardia Gianluca Comazzi ha aggiunto: «Sono molto felice che siamo riusciti a dar vita a questo momento, che dà seguito a una lunga serie di incontri in Regione. In Lombardia abbiamo oltre 100 tra parchi regionali, comunali e aree naturali, e confermo che il modello del Velodromo del Parco Nord può essere emulato in altri parchi. Anche per far conoscere il ciclismo come merita, non solo per l'aspetto agonistico ma soprattutto per la sana pratica di bimbi e adulti. Il velodromo è un tipo di impianto sempre più richiesto, a Senago stiamo realizzando tre vasche di laminazione per il Seveso e mi piacerebbe poter unire questo sport alle grandi opere idrauliche. A luglio abbiamo stanziati altri 5 milioni e mezzo per i parchi, e ho chiesto personalmente che i velodromi vengano contemplati allo stesso modo di come vengono già contemplati ad esempio i sentieri. La bici non è solo sport, ma è mobilità dolce e mezzo di trasporto che sta tornando fondamentale.»

Luigi Magistro, sindaco di Cormano qui presente in rappresentanza dei Comuni del parco, ha lanciato inoltre la proposta di costruire un simile velodromo al Parco della Balossa. Presenti anche i rappresentanti di altri parchi, a sottolineare l'importanza della sinergia e del "fare rete" per promuovere, tutelare e sensibilizzare popolazione e decisore politico sulle giuste cause.

Parola (e pedalate) infine ai due ospiti d'onore che hanno poi accompagnato i presenti in un giro in bici sul Velodromo del Parco Nord Milano:

Francesco Moser - «Sono stato più di dieci anni fa a New York e ho partecipato a una gara al parco di Brooklyn, su un bel circuito dove fanno diverse gare: 60-70 km in un luogo frequentatissimo nella Grande Mela. Ricordo anche la ciclabile riservata solo ai ciclisti al mattino presto a Central Park. Sono modelli virtuosi da replicare. Qui a Milano ricordo invece la scuola Coppi al Vigorelli, quando ero giovanissimo io… insomma, con la volontà e le persone di passione e buona volontà le cose si possono realizzare. Mi piacerebbe davvero vedere tante di queste strutture, mi auguro di essere io a inaugurare la prossima!»

Gianni Motta - «Ci vorrebbero tanti Mario Bodei per risolvere certi problemi e fare tanto per la pratica ciclistica...» e altre loro parole potete ascoltarle sul nostro profilo Instagram

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