15 ANNI FA L'ADDIO A TOMMY CAVORSO. PAPA' MARCO: «GRAZIE PER AVERMI MIGLIORATO»

NEWS | 26/08/2025 | 10:54
di Marco Cavorso

Quindici anni fa Tommaso Cavorso perdeva la vita investito da un'auto mentre si allenava. In questa ricorrenza suo papà Marco, che nel frattempo ha trasformato la sicurezza dei ciclisti nella sua ragione di impegno primario, gli ha scritto una lettera. Toccante ma soprattutto carica di pensieri che inducono ognuno di noi a riflettere. Ve la proponiamo.


Ciao Tommy, mi sembra impossibile che siano passati 15 anni dal giorno in cui ti hanno rubato la vita. Mi sembra impossibile perché da allora ho pensato a te ogni volta che ho visto un ragazzo della tua età, i tuoi amici, la tua stanza, i tuoi fratelli.


Ogni volta che qualche altro ragazzo viene ucciso sulla strada come te.

Ogni volta che ho visto l’Inter, che ho avuto davanti un cibo che amavi, un luogo che abbiamo frequentato insieme, una tua lettura, un tuo disegno, ogni volta che ho visto giovani dell’età che avresti avuto crescendo, che si sono innamorati, fidanzati e hanno avuto un figlio.

Eppure ti sento ancora e sempre così fortemente tra noi, e così sarà fino alla fine. Non mi do pace sapendo che la tua uccisione, per molti, non è considerata tale; piuttosto un incidente, una fatalità, quasi una normalità della vita.

Uccidere sulla strada, per molti, non ha lo stesso “valore” che ha l’atto di uccidere un innocente con una lama o una rivoltella.

Ho avuto modo di pensarci profondamente in questi anni, in fondo per quei molti è la stessa distinzione che fanno tra l’uccidere direttamente un bambino in guerra con un colpo di mitra e il farlo lanciando dal cielo una bomba.

Vuoi mettere, Tommy, una cosa è sparare a bruciapelo ad un bambino, un’altra lanciare una bomba da 10.000 metri di altezza su una città polverizzandoli a centinaia, i bambini.

Il primo è un crimine contro l’umanità, il secondo, per loro, è in fondo solo un atto militare.

Una differenza che noi non vediamo, vero Tommy?

Mi domando se quei molti abbiano mai provato la sensazione tremenda di investire con la propria auto un uccellino o un gatto: se solo potessero immaginare cosa proverebbero facendolo a una creatura come eri tu, migliorerebbero.

Schiacciare una giovane vita con un'auto è forse peggio che sparare o lanciare una bomba.

Così sono sempre più felice di aver avuto te, di aver imparato da te che differenza tra questi atti delittuosi non c’è, che la maggior parte delle persone ha torto, che la vita è il valore su tutto.

Grazie Tommy per avermi migliorato e reso differente da loro mentre tu, per la verità, lo sei sempre stato.

Ti penso sempre.

Papà

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COMMENTI
Il problema
26 agosto 2025 14:41 Maldigambe
Io vado in bici, e non sono mai tranquilla mentre pedalo sulla strada, quando incontro un bambino alle gare lo invito sempre a praticare sport diversi dal ciclismo, perché la passione per le 2 ruote si accende ma non si spegne. Il ciclismo popolare è esploso prima della motorizzazione di massa, e di persone che guidano guardando iltelefono in mano è piena l Italia, purtroppo.

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