ELENA CECCHINI. «IO, REGISTA IN UN TEAM DI CAMPIONESSE, VI RACCONTO CHE...»

INTERVISTA | 23/01/2025 | 08:30
di Giorgia Monguzzi

In casa Sd Worx Protime è appena terminato il training camp del mese di gennaio e sembra proprio che lo squadrone olandese sia più agguerrito che mai. La presenza della due volte campionessa del mondo Lotte Kopecky e di quella continentale Lorena Wiebes già fa intendere il ricco bottino che potrebbe portare la stagione 2025; senza dimenticare il grande ritorno di Anna Van Der Breggen dopo 4 anni lontana dal professionismo. Tra tante tattiche e grandi manovre c’è chi come Elena Cecchini ha un ruolo più che chiave nella corazzata; la friulana, al quinto anno nella Sd Worx, è diventata ormai una certezza e punto di assoluto di riferimento per le grandi campionesse, è la guida perfetta per addentarci nel mondo delle campionesse.


«Ho passato un ottimo inverno, nel mese di novembre sono stata in vacanza per due settimane senza bici come faccio di solito, è un po’ più difficile ripartire, ma permette di ricaricare veramente le energie. Nelle ultime settimane siamo state in ritiro a Javea, avevamo un intero hotel tutto per noi con anche palestra e piscina, è stato un training camp intenso ma che ha gettato le basi per la stagione, è una delle poche occasioni per vederci tutte quante» ci dice Elena Cecchini che prendendoci per mano ci porta alla scoperta della corrazzata olandese dove il fare squadra è uno dei comandamenti più importanti. «Tutto il management della formazione punta molto allo spirito di gruppo, fin da subito tendono a responsabilizzarti e a renderti partecipe circa il programma che affronterai - prosegue Elena -: nel 2021 quando sono arrivata è stato fondamentale vedere come si comportavano delle veterane come Anna Van Der Breggen o Chantal Blaak, ora invece sono diventata io un punto di riferimento. Mi piace poter dare una mano alle giovani, consigliarle, è una cosa che mi viene naturale e poi è molto bello vedere come dopo un mese si sono già ben ambientate»


Elena Cecchini è diventata un’esperta nel ruolo di regista per le più forti del mondo, è in grado di dare alle capitane la sicurezza dentro e fuori la gara grazie alla sua esperienza, e alla chiara intuizione tattica che ormai ha più che perfezionato. «Il mio ruolo sarà come sempre quello di appoggio, avere in squadra delle campionesse come Lotte e Lorena dà una grande motivazione perché si ha la certezza che proveranno in tutti i modi a portare a casa quella corsa o che comunque daranno spettacolo. Sanno quello che vogliono e le ammiro proprio per questo, non hanno paura ad alzare la mano e dire chiaro e tondono che vogliono vincere quella gara, è affascinante vedere come pensano, l’istinto del campione è qualcosa con cui nasci. Io sono molto diversa da loro, ma ho imparato a capirle, ad intuire immediatamente di cosa hanno bisogno. Credo che con il tempo, con l’esperienza in questo mondo, si inizia a capire che non la vittoria personale non è la cosa più importante, c’è la squadra e quindi perché non dare la mano alle altre? Quando hai accanto campionesse del genere sei più motivata a dare il 110%, sai che lavori per uno scopo e quando lo raggiungi è bellissimo; è successo così alla Roubaix, una corsa che non ho mai sentito mia, poi quando l’abbiamo vinta con Lotte tutto è cambiato: ho compreso il valore di quella gara, la fatica che c’è dietro, tutta la sua leggenda» ci dice Elena fornendoci un quadro limpido, sincero e che è anche alla base dell’organizzazione della squadra. E’ difficile trovare qualcuno disposto a dedicarsi completamente a questa tipologia di lavoro, ci vuole non solo buona volontà ma esperienza che anno dopo anno ha affinato diventando un punto di riferimento non solo della sua squadra di club, ma anche della nazionale italiana. Grazie alla sua mano tante hanno esultato al traguardo tra queste lo ha fatto molte volte Demi Vollering, una capitana, ma soprattutto un’amica che ha imparato a conoscere alla perfezione su e giù dalla bici. 

Il mondo del ciclismo, soprattutto negli ultimi anni, è in rapida evoluzione, nascono nuove gare e gli squadroni si rinforzano diventando sempre di più delle vere e proprie corrazzate. Se fino alle scorse stagioni eravamo abituati a vedere lo strapotere della Sd Worx con poche formazioni a contendersi i grandi palcoscenici delle corse a tappe, ora con i vari spostamenti di mercato, tra cui l’approdo proprio di Vollering  alla Fdj Suez o di Longo Borghini alla Uae Adq tutto potrebbe veramente cambiare a favore di un maggiore spettacolo. A scompigliare sicuramente le carte in tavola sarà il ritorno di Anna Van Der Breggen che dopo l’addio al professionismo nl 2021 ha deciso, all’età di 34 anni, di rimettersi completamente in gioco generando un’euforia generale. Elena Cecchini ha assistito in prima persona a questo cambiamento, l’avuta come compagna di squadra, come diesse e ora di nuovo come atleta e come noi non vede l’ora di scoprire quanto potrà raggiungere anche se l’impressione è quella che sia mai scesa totalmente dalla bici. «Ho avuto Anna come compagna di squadra nel 2021, ma per lei era anno olimpico, aveva un obbiettivo chiaro e ho potuto godermela poco. Poi è diventata direttore sportivo calandosi alla perfezione in quel ruolo, c’era sempre la possibilità di parlare con lei, ma con più rispetto e distacco, ora invece è stata bravissima a tornare quella di prima – ci spiega Elena- avevo un po’ intuito che qualcosa bolliva in pentola perché aveva ricominciato ad allenarsi con più costanza e serietà, anche se lei non aveva mai effettivamente smesso; certo, pedalava di meno rispetto al solito ma le bastavano 3 allenamenti con noi per prendere il passo, il suo talento c’è sempre stato. Quando ha smesso di correre veniva da alcune stagioni con tanta pressione addosso, ma era giovane, aveva solo trent’anni e nel frattempo il ciclismo è cambiato molto, è tutto più professionale, ci sono nuove corse, Anna vuole sfidare se stessa. La vedo molto felice della sua scelta, credo che quello che ha fatto denoti il suo coraggio, è un esempio per tutti».

In questo 2025 sarà più fondamentale che mai il prezioso lavoro di Elena Cecchini che non vede l’ora di iniziare la sua quindicesima stagione da professionista. Il debutto sarà all’Uae Tour, poi inizierà tutto il programma classiche con un occhio di riguardo alle corse italiane con Strade Bianche, Trofeo Binda e la new entry Milano Sanremo. Sono tante nuove sfide che la friulana affronterà a testa alta, pronta a raggiungere importanti traguardi.


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