BARTALI, LA STORIA, LA MEMORIA E IL PROCESSO DI BEATIFICAZIONE

NEWS | 20/11/2022 | 08:16
di Francesca Monzone

Nonostante la pioggia fitta, sono stati tantissimi ieri gli appassionati che hanno voluto partecipare a Firenze all’inaugurazione della statua dedicata a Gino Bartali. L’opera bronzea di Silvano Porcinai è stata posata nel Quartiere 3, al centro della piazza che porta il nome di Bartali, in una zona della città che ospita il Memoriale di Auschwitz, il monumento ai caduti di Pian d’Albero al centro di piazza Elia Dalla Costa, con il parco giochi dedicato a Aronne Cavicchi, impiccato a soli 12 anni dai nazisti davanti agli occhi del padre.


Gino Bartali è il “Giusto tra i Giusti” che, grazie a quei 40 viaggi fatti tra Firenze e Assisi, riuscì a salvare la vita a tantissimi ebrei. Le sue corse si fermarono solo quando venne convocato a Villa Triste, dove il più crudele dei comandandanti nazisti lo interrogò per un’intera giornata.


La statua di Gino Bartali è stata fortemente voluta dalla Federazione Ciclistica Italiana, rappresentata dal presidente Cordiano Dagnoni insieme a tre storiche società ciclistiche di Firenze, Aquila, Aurora e Itala ciclismo 1907, con la collaborazione di Comune e Regione.

La storia del campione è nota a tutti e come ha ricordato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, Bartali è senza dubbio lo sportivo più famoso della regione. Il ciclismo lo ha reso celebre, ma Bartali nella sua vita aveva una missione, quella religiosa che lo ha legato per tutta la vita all’ordine dei Carmelitani Scalzi, di cui era un terziario. L’aspetto meno noto della vita del ciclista toscano è forse il più forte, perché in quei 40 viaggi, in cui decise di rischiare la propria vita per salvare quella di altri, senza dubbio emerge uno spirito che si eleva ai più alti gradi della religiosità.

La devozione di Bartali a Santa Teresa del Bambino Gesù che lo porterà a frequentare il convento di San Paolino nel centro di Firenze e poi le 200 lettere scritte all’amatissima moglie Adriana, in alcune delle quali si trova la firma “il tuo Gino nel Signore”, sono oggi testimonianze importanti.

Nel 2021 è iniziata la raccolta di documentazione da parte dell’ordine dei Carmelitani Scalzi per il processo di beatificazione, perché in base alle tante testimonianze raccolte, sembrerebbe che Bartali sia stato motivo di ispirazione per tanti giovani. Padre Joseph ieri era alla cerimonia dell’inaugurazione della statua a Bartali e ha voluto ricordare come oltre 800 persone siano state salvate grazie alla sua generosità.

Padre Joseph ha voluto sottolineare come la forza fisica di Bartali fosse il mezzo che il Signore gli aveva donato che non serviva solo a vincere una gara, ma ad elevare lo spirito attraverso il corpo, aiutando il prossimo. Il legame tra Bartali e i Carmelitani Scalzi, che oggi custodiscono la sua memoria religiosa, è qualcosa di estremamente forte, tanto che il corridore chiese di essere sepolto indossando il saio di quell’ordine che aveva scelto, grazie alla sua devozione a Santa Teresina, che nel convento di San Paolino trovò profonda adorazione.

Cristianità ed ebraismo a Firenze si sono fusi insieme nella memoria di Gino Bartoli e le finestre di quella casa costruita dal padre e dove il campione spirò il 5 maggio del 2000, si affacciano in quella zona dove abitavano i martiri della stage di Pian D’Albero, dove il 20 giugno del 1944 persero la vita 19 persone. Sotto le finestre della casa di Ginettaccio c’è il parco giochi dedicato al piccolo Aronne, una vittima innocente della crudeltà nazista. Il Bartali campione noto a tutti ieri è stato osannato da tutte quelle associazioni sportive, che sono orgogliose di appartenere a quella stessa terra dove il corridore è nato. Ma se da una parte è stata raccontata la gloria del vincitore, dall’altra sono arrivate le testimonianze, di chi ha potuto vivere, per merito di quel campione, forte, che correva veloce sull’Appennino per salvare vite umane.

Copyright © TBW
COMMENTI
Bartali
20 novembre 2022 20:36 siluro1946
Penso a questo punto che siano esistiti due Bartali, quello che tutti abbiamo conosciuto attraverso il ciclismo, la sua incazzatura perenne e spesso arrogante, come quando fece ritirare la squadra italiana dal tour, e quello che hanno incominciato a raccontare dopo la sua morte, non riesco a capire quale sia quello falso.

Personalmente
20 novembre 2022 21:10 canepari
Credo che quello meno vero sia quello ritratto in questa statua (caricatura? ).

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Il Tas, il Tribunale Arbitrale dello Sport, ha respinto il ricorso presentato da Miguel Ángel López contro l'Unione Ciclistica Internazionale e confermato quindi la squalifica di quattro anni inflitta al corridore colombiano per violazione delle norme antidoping. Il TAS ha...


Dusan Rajovic ha vinto il Wakayama Castle Criterium in Giappone anteprima del Tour de Kumano che domani scatterà con la prima tappa da Inami per concludersi a Taiji domenica 11 maggio. Il serbo della Solution Tech-Vini Fantini, al settimo centro...


Anna van der Breggen torna al successo quattro anni dopo la vittoria al Giro d'Italia del 2021 e lo fa al termine della quarta tappa della Vuelta Espana 2025, sul traguardo di Borja, dove si è presentata in solitaria e festante...


Nella giornata di ieri mercoledì era prevista la prima riunione stagionale sulla pista del Velodromo Enzo Sacchi nel Parco delle Cascine a Firenze. La stessa è stata annullata in segno di lutto e rispetto dopo la tragica morte della motostaffetta...


Richard Carapaz ha un sogno: aggiungere un'altra maglia rosa al suo palmarès. L'olimpionico vincitore della maglia a pois del Tour de France darà l'assalto al Giro d'Italia insieme a una formazione di grande valore, composta da Kasper Asgreen, Georg Steinhauser,...


L'Alpecin Deceuninck intraprende il Giro d'Italia 2025 con un preciso obiettivo: le vittorie di tappa! Gli otto corridori in formazione sono pronti a lottare ogni giorno da Durazzo fino a Roma, tra fughe e volate. Il velocista australiano Kaden Groves...


Un titolo, due volumi, mille pagine e più, le storie beh... quelle non si contano nemmeno: «150 ANNI DI CRONACA DEL CICLISMO BRESCIANO - Da Alfonso Pastori a Sonny Colbrelli» è molto più di un libro. Ed è più di...


Nel ciclismo tutto si muove sempre più in fretta e in piena primavera, ancor prima del Giro d’Italia, arrivano i primi movimenti ufficiali del ciclomercato. Da regolamento non si tratta di trasferimenti - possibili solo dal 1° agosto - ma...


I primi due grandi giri del calendario UCI World Tour, maschile e femminile, sono sui canali e le piattaforme Warner Bros. Discovery a partire dal 108° Giro d’Italia in diretta integrale da venerdì 9 maggio. Corsa Rosa che parte da Durazzo, in...


Con l’arrivo a Castelnovo degli studenti delle Scuole Maestre Pie di Bologna ha preso il via una nuova attività di promozione del territorio collegata al progetto Giro ne’ Monti, in attesa del Giro d’Italia. Si tratta...


TBRADIO

-

00:00
00:00
SONDAGGIO
30 ANNI DI TUTTOBICI, VOTATE LA COPERTINA PIU' BELLA
Trenta copertine per raccontare la nostra storia: scegliete quella che per voi è la "copertina delle copertine"





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024