POGACAR. «SIAMO SUPER CONTROLLATI: SOLO DOMENICA NE HO AFFRONTATI BEN TRE»

TOUR DE FRANCE | 06/07/2021 | 09:36
di Francesca Monzone

Tutti stanno ammirando Tadej Pogačar, il giovane campione, che sta volando verso la sua seconda vittoria al Tour de France. Lo sloveno sta correndo in un modo diverso quest’anno, perché vuole dimostrare a tutti che il Tour lui può vincerlo anche attaccando in salita e non solo grazie ad una gara a cronometro. «Voglio dimostrare che lo scorso anno non ho vinto il Tour solo per un cronometro. Abbiamo fatto solo nove tappe, ma il Tour ne ha 21. Non siamo nemmeno a metà, abbiamo finito solo la prima settimana. Fino al prossimo riposo, tutto potrebbe cambiare».


Se l'anno scorso Tadej ha vestito la maglia gialla solo nell'ultima tappa, quest'anno voleva che le cose andassero in un modo diverso e provare l’emozione di attraversare le strade e le città francesi con il simbolo della corsa sulle spalle. «Sono molto contento della mia forma. Ma è stato un inizio di Tour impegnativo, con tante cadute, condizioni meteo difficili, che sicuramente hanno avuto un impatto negativo su molti corridori. Posso dire di essere stato fortunato, perché sono caduto solo una volta riportando appena qualche graffio, mentre per altri corridori è stato diverso».


Dopo una lunga settimana di corsa, la maggior parte delle persone è convinta che Tadej Pogačar sia sulla buona strada per vincere il suo secondo Tour de France consecutivo, diventando così il più giovane corridore nella storia della corsa, capace di vincere per due volte consecutive la Grande Boucle.
«Il giorno migliore per me è stato ovviamente sabato. Mi sentivo benissimo, con la temperatura che era perfetta per me, non faceva troppo freddo come domenica. La tappa di Tignes è stata la giornata peggiore per tutti. Condizioni meteorologiche davvero difficili dopo un intera settimana di tappe impegnative».

Ma se lo sloveno ha sofferto, per gli altri corridori la corsa è stata più difficile, tanto che è riuscito a guadagnare altro tempo sui suoi avversari. Ormai sembra chiaro che lo sloveno sarà il vincitore e che tutti gli altri si batteranno per il 2° e 3° posto.

«Abbiamo corso al massimo sin dal primo giorno. Soprattutto perché ci sono tante differenze di tempo, venerdì faceva caldo, poi due giorni di pioggia . Il corpo è esausto. Abbiamo visto tutti a Tignes, che abbiamo avuto risultati diversi dal primo all'ultimo, situazioni completamente diverse rispetto ai giorni precedenti. Tutti aspettavamo questo giorno di riposo, siamo arrivati veramente molto stanchi».

Pogačar è un corridore veramente straordinario, che porta sia il pubblico che i suoi stessi avversari a fare delle riflessioni e a porsi delle domande, ovvero se questo ragazzo così talentato, possa eguagliare campioni come Eddy Merckx.

«La mia grande motivazione non è solo vincere il Tour de France, ma vincerlo dimostrando che sono bravo per tutta la corsa e non solo nella cronometro. Questo è quello che voglio mostrare a tuto il mondo». Pogačar il suo primo obiettivo lo ha raggiunto. Ha vinto a cronometro, è andato in fuga e ha saputo fare un ritmo forsennato in salita. Nel primo giorno di riposo è arrivato con la maglia gialla e adesso cercherà di portarla fino a Parigi, per poi piegarla in valigia e dirigersi a Tokyo, alla ricerca della medaglia d’oro alle Olimpiadi. Pogačar però, fin da giovanissimo ha mostrato le sue doti e già quando correva nella categoria juniores, i suoi allenatori gli dicevano che sarebbe diventato un campione.

«Non avrei mai immaginato di diventare un corridore così bravo. Fin dalle prime categorie, i miei allenatori mi dicevano che avrei fatto tanto. Mi sono innamorato delle corse a tappe, quando ho iniziato a farle e ho sempre sognato di vincere qualcosa di importante».

Il giovane sloveno vince e alcuni pensano che le sue capacità straordinarie siano il risultato di sostanze proibite. Ma il campione dell’UAE Emirates non ci sta e si difende da ogni accusa, evidenziando tutti i controlli antidoping ai quali si sottopone.
«Abbiamo molti controlli che dovrebbero far sparire ogni sospetto sull’uso di sostanze illecite. Ad esempio domenica ho fatto tre controlli antidoping, due prima della tappa e uno dopo. Penso che dimostri molto questo e che le accuse siano del tutto infondate».

Quindi tutti dovrebbero accettare che questo giovane ventiduenne è un vero fuoriclasse, di quelli che ne nascono ogni 50 anni.
«La nostra squadra è fortissima, una delle più forti del Tour e tutti corrono al 100% in mio sostegno. L'anno scorso abbiamo avuto molta fortuna, ma quest'anno va ancora meglio. Certamente abbiamo avuto momenti difficili, Hirschi si è lussato la spalla, ma siamo forti e possiamo difendere questa maglia gialla». Il capitano dell’UAE Emirates è soddisfatto del lavoro fatto, ma si rende conto che rispetto allo scorso anno le pressioni sono tante.

«C'è un po' più di pressione. Ci sono più media e tutti gli impegni, ma sono felice di essere in giallo il primo giorno di riposo del Tour, è qualcosa di straordinario». Pogačar però avvisa che il Tour non si è concluso e che siamo solo all’inizio, per tanto molte cose possono succedere e che dovrà lottare per difendere il suo primato.
«È tutt'altro che finito il Tour. Siamo alla nona tappa, ma il Tour ne ha 21. Non siamo nemmeno a metà, è passata solo la prima settimana, ora è il primo giorno di riposo. Fino al prossimo riposo, tutto potrà cambiare. Basta avere una brutta giornata e tutto può capovolgersi. Andiamo di giorno in giorno e difenderemo questa maglia così importante».

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COMMENTI
Controlli antidoping
6 luglio 2021 11:32 italia
Scusate ma pensate che qualche lettore magari di 50 o 60 anni creda ancora ai controlli antidoping ?Anche Armstrong risultava pulito ai controlli antidoping!

Rispetto
6 luglio 2021 12:43 GianEnri
Caro Italia, ma perché ti rovini il fegato ad essere così sospettoso. Mi pare e chiedo scusa se sbaglio in un altro commento lanciavi allusioni. Si vede che di ciclismo in questi anni ne hai visto poco. Taddei fin da giovanissimo dimostrava di aver talento e in pochi anni ha dimostrato il suo valore. Armstrong è di un altro mondo e altre epoche. Per inciso ho 64 e di ciclismo in casa ne mastichiamo da 50. Un caro saluto

Controlli antidoping
6 luglio 2021 13:19 La California
Ma italia, se parti dal presupposto che tutti siano dopati e i controlli non siano veritieri... perché ti interessi ancora di ciclismo e leggi questi articoli? Non è tempo che potresti dedicare a qualcosa nella quale hai un pochino più d fiducia?

Italia
6 luglio 2021 14:57 Hal3Al
Fra 8 giorni compio 61 anni e purtroppo da 21 non pratico più per problemi di salute,ma non credo affatto alla sua affermazione e ancor piùmi dispiace se lei è un vero appasionato di ciclismo sentire queste accuse.
Molto semplice gettare fango per screditare,seLei nutre questi pregiudizi lasci perdere.
Sicuramente possono esserci casi di doping,vedi il caso Vini Zabù,ma se non ci sono prove,come nel caso di Pogacar,a quale pro?

Basta (in)cultura del sospetto
6 luglio 2021 20:15 marco1970
I corridori hanno una dignità,basta con la cultura del sospetto ogni volta che un atleta compie un'impresa.Sono sottoposti a super controlli,devono essere reperibili anche di notte a disposizione degli ispettori per prelievi ematici.Immaginate se la stessa operazione si possa farfe a casa di un calciatore....La federazione ciclistica deve difendere e rivalutare il ruolo e la dignità dei corridori.Dispiace vedere un recente spot televisivo in cui ci sono personaggi di vari sport,manca soltanto un ciclista,evidentemente discriminato.

Complessi di inferiorità
7 luglio 2021 09:52 marco1970
Gli appassionati (o presunti tali) di ciclismo,soffrono di evidenti complessi di inferiorità se ogni volta che emerge un campione e compie un'impresa subito nasce il sospetto del doping.E' vero che le delusioni del passato sono tante,ma attualmente il ciclismo è lo sport più controllato,fino al parossismo della reperibilità del corridore h24.C'è uno sport ,l'atletica,flagellato dal doping più del ciclismo,eppure ,in presenza di primati,gli appassionati di questo sport non si fanno coinvolgere dal sospetto .Il ciclismo allora soffre di complessi di inferiorità di cui deve liberarsi.Molto dovranno fare i dirigenti ma non so se ne avranno le capacità

a coloro che vivono sulla luna
7 luglio 2021 10:33 italia
Ai tempi di Armstrong tutti dicevano che era pulito; dopo si seppe che non era vero.E' talmente evidente secondo il mio modesto parere che qualcosa non torna nelle prestazioni di Pogacar; come Armostrong va forte sia a cronometro che in salita e questo e' un controsenso a livello di fibre muscolari che non si spiega in maniera logica; avete mai visto nel getto del peso uno di 70 kg lanciare a 23 metri?Se volete credere che babbo natale esiste sono fatti vostri.

Conoscere la storia del ciclismo prima di fare certe affermazioni
7 luglio 2021 20:23 marco1970
Pogacar siccome va forte a cronometro e va forte in salita,potrebbe ricordarci Amstrong.No,caro signore che si sigla "Italia".Lei ha mai sewntito parlare di corridori completi o di fuoriclasse che eccellevano su tutti i terrreni ,ossia vincevano sia a cronometro che in salita? Gliene cito qualcuno:Fausto Coppi,Eddy Mercks,Bernard Hinault,lo stesso Felice Gimondi e ce ne saranno tanti altri.Si liberi del complesso del doping,non veda ombre dappertutto. Fino a prova contraria dobbiamo fidarci.

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